Bentornato ad Amsterdam, Keith!

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Nel 1986, Keith Haring viene chiamato ad Amsterdam per partecipare a una mostra allo Stedelijk Museum, spazio d’arte moderna e contemporanea della capitale olandese. Deve dipingere un’immensa tela ipercolorata  con il suo tratto inconfondibile da esibire all’interno dello spazio espositivo, ma il writer statunitense chiede, in aggiunta, un muro esterno per realizzare un lavoro visibile a tutti.

La scelta degli organizzatori ricade sulla facciata in stile bricks del deposito dello stesso museo, il contrasto ideale per Haring per immortalare la sua arte vorticosa, ma essenziale. Pennello bianco in mano, in un solo giorno, realizza una creatura ibrida a metà tra animale marino e cane/lupo con sopra l’iconico “radiant boy” che cavalca l’essere mitologico.

Maestoso con i suoi 12 metri d’altezza e 15 metri di lunghezza, l’opera era di fatto un regalo dell’artista ad Amsterdam, un regalo che però è rimasto nascosto per 30 anni. Sì perché poco dopo, quando il museo lasciò il magazzino, l’edificio venne usato per celle frigorifere e fu ricoperto da pannelli d’alluminio isolanti per mantenere la temperatura degli ambienti interni adeguata. Così il murale, assieme alla memoria, si eclissò gradualmente e nelle scorribande quotidiane ci si dimenticò del lavoro di Haring, morto quattro anni dopo, nel 1990, a 31 anni per complicazioni legate all’Aids.

Ma quattro anni fa, Mick La Rock, al secolo Aileen Esther Middel e tra le prime graffitiste riconosciute a livello mondiale, si ritrova tra le mani una vecchia fotografia dell’opera: è tempo di agire e di rimuovere i pannelli dell’edificio che oggi, non è più di proprietà del museo ma sede del centro commerciale Markt Kwartier West.

Il 18 giugno 2018, grazie all’attivismo di Mick La Rock e il coinvolgimento della Keith Haring Foundation e della galleria Vroom & Varossieau di Amsterdam, il murale è tornato letteralmente alla luce ed è visibile da Willem de Zwijgerlaan street. «Non puoi immaginare quando i primi pezzi di rivestimento si sono staccati e vedi le prime strisce della pittura di Haring – ha detto della rivelazione -. Ehi, abbiamo un Haring! »Ora l’opera di Keith Haring sarà restaurata da Will Shank e Antonio Rava che hanno già lavorato su “Tuttomondo” di Pisa.

 

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