Tutti opinionisti, noi umani.

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(photo credits: Evan Shelhamer)

Il mondo cambia col tuo esempio, non con la tua opinione. (Paulo Coelho)

Ho preso come spunto questa frase per dare il segno di partenza per parlare di un tema che implicherà un cambiamento per molti di noi nella sfera lavorativa del prossimo futuro.

Probabilmente la nostra opinione sarà sempre più fondamentale per cambiare il mondo.

Questo perché da lavoratori, persone che fanno, soggetti attivi, diventeremo ancor di più di oggi, solo dei consumatori.

Negli ultimi anni, in campo tecnologico si è parlato tanto di Virtual Reality, Ecommerce, App Economy, Blockchain, di cui i Bitcoin sono figli, ma nessuna di queste tecnologie ha davvero messo in dubbio la primaria necessità dell’uomo come creatore.

Per lo meno non si è sentita così forte come è stato invece nel mondo dell’industria con l’arrivo dei robot al posto degli operai, tant’è che oggi, alcuni stabilimenti, non ne hanno nessuno al loro interno.

In certi casi l’ecommerce, nel mondo del digitale, ha messo in difficoltà, se non in ginocchio, le catene fisiche del commercio al dettaglio, ma aprendo molte opportunità di lavoro in altri campi.

Anche se, oggi, all’orizzonte stanno arrivando in modo massivo le AI, le intelligenze artificiali e alcuni algoritmi in grado di fare il lavoro al posto di molti di noi.

Un esempio è la notizia non ancora confermata che Zalando taglierà 250 posti di lavoro, di marketers per l’esattezza, cioè tutti quegli uomini e donne che quotidianamente si scervellano per capire come vendere in modo nuovo scarpe, bibite, automobili etc…

L’azienda dovrebbe sostituirli con degli algoritmi, che imparano dai nostri comportamenti e poi adeguano le politiche di marketing.

Qui sta il sostanziale cambiamento di paradigma: i nuovi software sono progettati per imparare e decidere cosa fare in futuro al posto nostro in totale autonomia.

Un esempio di grande impatto per il futuro sono le Chatbot, che andranno a sostituire il ruolo dei social media manager, almeno di quelli che non hanno un livello decisionale.

Infatti le Chatbot sono dei software in grado di rispondere in chat in base alle domande che gli vengono fatte, posso essere utilizzate in qualsiasi ambito e sono anche in grado di consigliare un utente sugli acquisti e proporgli direttamente la possibilità d’acquisto online. Esistono già per Facebook, per Telegram e tanti altri.

Un altro esempio di cui si parla in ambito tech è la sostituzione di avvocati e commercialisti con software. Lì dove non esiste la necessità morale ed umana, ma esiste solo la necessità di applicare un codice, beh in quello le macchine si sono dimostrate migliori.

Tutto l’insieme di cose che fanno e che faranno i software al posto nostro, si aggiungono a tutte quelle che già fanno i robot fisici negli impianti industriali al posto degli operai, a cui dobbiamo aggiungere le automobili che presto si guideranno da sole, ma questo è un altro discorso.

Comunque tutto ciò mi fa pensare che veramente il futuro per noi “umani” sarà sempre più da consumatori piuttosto che da lavoratori. Viene da pensare che lavoreranno in pochi, o lavoreremo solo per poche ore.

Saremo per lo più progettisti, anche quando consumiamo. I software decideranno in base ai nostri comportamenti e alle nostre opinioni.

Ecco, le opinioni. Le opinioni saranno fondamentali nella progettazione delle intelligenze artificiali.

Elon Musk ha già sollevato il problema, dicendo che sarà necessario creare delle istituzioni che si occupino di gestire le progettazioni di intelligenze artificiali, dando dei regolamenti, dettati dalle nostre opinioni su cosa esse possano fare.

La domanda di base è, quale limite gli dobbiamo dare?

Probabilmente il limite è quello di non poter avere opinioni proprie, io credo.

Sì, perché se il software impara, progetta e gestisce, il robot costruisce, noi cosa facciamo? Gli opinionisti no?!

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