“Tutta la vita” ora ha anche un video: il nuovo singolo di Gazzelle ai raggi x

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“Ma abbiamo tutta la vita davanti. Sì, davanti a un bar”. Potremmo riassumere così “Tutta la vita” di Gazzelle, aka Flavio Pardini, che da due giorni ha un suo video nuovo di zecca su YouTube. Nella clip l’atmosfera un po’ noir, un po’ grottesca di un night club (l’Arci Bellezza di Milano si è “travestito” per l’occasione), dove l’alcol, il fumo e l’autocommiserazione aleggiano su tutti gli astanti.

È tornato l’indie dell’autunno inteso come stato dell’anima, l’indie che fa da sottofondo alle tue lacrime sul cuscino per una storia ormai finita (o mai iniziata). Gazzelle dimostra di aver raggiunto la maturità, alcuni fan non gli hanno perdonato degli scivoloni recenti (Martelli o il featuring con Fragola), ma ora il cantautore romano sembra essere tornato ai fasti di Superbattito.

“Tutta la vita” fa da apripista al secondo album di inediti, un lavoro che si preannuncia “completamente diverso dal precedente, ma molto bello”, stando alle dichiarazioni dello stesso Gazzelle. Ma occhio anche alle due date dell’1 e 3 marzo, rispettivamente al Mediolanum Forum di Milano e al Palalottomatica di Roma! Vi lasciamo il link per acquistare i biglietti su TicketOne: https://www.ticketone.it/gazzelle-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=2274448&kuid=540336

Ma ora andiamo ad analizzare nel dettaglio clip e testo di “Tutta la vita”: sicuramente salta all’occhio la figura di Melancholic Diva (interpretata dal performer Gabriele Persia), una drag queen che canta sul palco di un sudicio locale notturno, mentre intorno a lei il mondo pende dalle sue labbra. I clienti fanno azioni banali e semplici, c’è chi fuma, chi gioca a flipper, chi riceve l’ennesimo cocktail dalle provocanti camerieri, tutti però sembrano ascoltare quelle parole che feriscono, quelle frasi imbellettate e cinte da un boa di piume rosa che riportano alla mente la solitudine, l’incapacità, il non saper stare al mondo.

“È quasi sera e mi fumo un’altra sigaretta 
Mi sento solo come una goccia fuori la finestra 
E cerco nel frigo un ricordo buono da mangiare 
E nel pianoforte un respiro da dimenticare 
Ma non se ne va e neppure rimane 
Si perde nei fili di un tram che scompare.”

Ci sono sempre quelle sere in cui i ricordi vengono a bussare alla nostra porta, anzi, spesso la abbattono, e il senso di vuoto annulla tutto ciò che ci sta intorno. Ci sentiamo ovattati, ci appoggiamo al finestrino come i protagonisti di una serie tv, ma senza “All by myself” di Celine Dion in sottofondo e senza una puntata successiva dove tutto si aggiusta, ritornando alla normalità. Un vuoto che si riflette anche in un frigo scarno, è l’immagine di una generazione emaciata, che ha l’ansia anche di fare la spesa, che “pranza con le Marlboro”, giusto per citare Ghali.

“Ma abbiamo tutta la vita davanti 
Sì, davanti a un bar
Mentre la notte ci mangia la pelle
Fermiamola
Spegnete i colori, i tormenti, i dolori, gli ombrelli e i malumori
Che noi, che noi stiamo bene anche soli.”

La soluzione a ogni malessere sembra dunque quella di rifugiarsi nell’alcol, quasi fossimo tra i versi di “Les fleurs du mal” di Baudelaire, il nostro spleen ci divora e tutto intorno a noi perde di saturazione, tutto ritorna incolore. E poi c’è quella finta verità, quel mantra da bacio Perugina che siamo soliti ripeterci per cercare di essere forti: stiamo bene anche soli. Anche qui Gazzelle riesce perfettamente a inquadrare il dilagante individualismo dei nostri tempi, tanti inetti di gozzaniana memoria che pensano che sia sufficiente bastare a se stessi.

“È quasi sera, la tua bocca sa di Roma centro 
E mi sento acceso come le cose che non mi hanno spento
E cerco nel fiume una foto buona da scattare
E dentro la tasca una mano da dimenticare
Ma non se ne va e neppure rimane
Mi stringe più forte di quattro anni fa.”

Considerata la poco brillante gestione dei rifiuti nella Capitale da parte della giunta Raggi, dovreste ben immaginare come dovrebbe essere slinguazzare col centro di Roma. È un bacio intriso di catrame e rum, un sapore così sgradevole ma ancora così vivido, ancora così scolpito nell’ipotalamo. Un ricordo che si fa solido quando, cercando nella tasca, ritrovi quella mano che non stringevi da troppo tempo.

Un testo sicuramente brillante, accompagnato dal video introspettivo e intimista prodotto da Federico Nardelli: Gazzelle sarà pronto alla definitiva consacrazione?

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