TicketOne di nuovo nell’occhio del ciclone: Antitrust fa avviare un’istruttoria

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Avete presente quando dovete assolutamente acquistare un biglietto di un concerto del vostro cantante preferito? Il 70% di voi digiterebbe sulla barra di ricerca: “TicketOne”, e il gioco è fatto, biglietto prenotato in pochi e semplici click.

Il fatto che però sia proprio il 70% di voi a preferire la controllata italiana del colosso tedesco Cts Eventim, rispetto a qualsiasi altro competitor settoriale potrebbe far venire voglia di vederci chiaro.

È proprio quello che ha fatto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che il 20 settembre scorso ha aperto un’istruttoria contro TicketOne, rea di adottare tecniche invasive per accaparrarsi i maggiori organizzatori italiani di live, che andrebbero quindi a escludere i diretti competitors.

La nota dell’Antitrust è la seguente:

“Nella riunione del 20 settembre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deliberato l’avvio di un’istruttoria per accertare l’esistenza di un abuso di posizione dominante della società TicketOne spa e della sua controllante, la società tedesca Cts Eventim Aa & Co. Kgaa, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In particolare TicketOne, in posizione dominante nel mercato dei servizi di ticketing per eventi di musica live (concerti pop e rock), avrebbe attuato una strategia escludente per vincolare alla sua piattaforma di ticketing i più importanti organizzatori (promoter) di eventi di musica live attivi in Italia, precludendo così alle piattaforme di ticketing concorrenti l’accesso a un input necessario per competere sul mercato, ossia i biglietti per i concerti”.

Il successo dilagante di TicketOne è dilagante, lo sappiamo, Antitrust vuole dunque accertarsi se esso non derivi da strategie minanti la concorrenza e il mercato libero. Queste strategie non solo potrebbero avere conseguenze devastanti sui competitors, ma anche sui consumatori, che verrebbero danneggiati in quanto i prezzi potrebbero lievitare liberamente e non verrebbe salvaguardato il principio della mediazione fra domanda e offerta.

Rischia di essere l’ennesimo scandalo per TicketOne, che solo qualche mese fa aveva evitato, grazie al ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio, di pagare una salatissima contravvenzione di un milione di euro per la spinosa questione del secondary ticketing (il bagarinaggio de noantri).

Di contro TicketOne non si sbottona: la S.p.A. di ticketing fondata a Milano nel 1998 si dice serena e a posto con la coscienza, annunciando di aver consegnato al nucleo Antitrust della Guardia di Finanza tutti i faldoni utili alla causa. Un comunicato della stessa società rassicura:

“TicketOne ha operato negli ultimi 15 anni sulla base di accordi approvati e poi costantemente monitorati dall’Agcm mentre a partire dallo scorso anno il mercato si è ulteriormente aperto ad operatori di rilievo sia di respiro internazionale sia per l’affermarsi di una realtà nazionale risultante da una serie rilevante di acquisizioni ed integrazioni”.

TicketOne fa quindi sapere di avere la più completa fiducia nelle istituzioni e nel buon esito dell’iter, anche perché, qualora non dovesse esserci questo “lieto fine”, ci sarebbe davvero una concorrente valida a rubarle lo scettro?

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