Prova costume: le 5 canzoni italiane che vi motiveranno a dare di più

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Parliamoci chiaro. Tra Pasqua, Pasquetta, pranzoni coi parenti, colombe e uova di cioccolato ancora da finire, i nostri 4-5 chili li abbiamo messi su con facilità. E a nulla sono valsi i nostri fioretti, i nostri buoni propositi, le minacce fatte allo specchio a quella pancetta che proprio non vuole andarsene, anche quest’anno davanti a una grigliata ben fatta abbiamo perso la nostra dignità.

Il pericolo però è dietro l’angolo. Le giornate si allungano, sulla Rai cominciano già le prime repliche, tutto insomma ci fa presagire il prossimo e inesorabile avvicinarsi dell’estate. Fare la prova costume ora sarebbe una tragedia eschiliana, ma per fortuna abbiamo ancora 2/3 mesi per rimediare. E via con jogging selvaggio e iscrizioni in palestra. Non tutti però si concentrano solo sullo sforzo fisico. Infatti è risaputo che per un buon allenamento c’è bisogno di una playlist che ci dia la carica e che ci consenta di finire quella cazzo di serie da 50 flessioni. La musica è una grande alleata poiché rilasciando una dose non indifferente di dopamina costituisce la migliore droga che possiamo trovare in circolazione. Ognuno ha la sua compilation da training, è inutile negarlo, e rispettiamo il credo di ciascuno, da chi calpesta la strada sull’heavy metal dei Black Sabbath a chi invece preferisce allenarsi sulle note di un più tranquillo Peppino Di Capri. Noi di Mattlumine vi proponiamo però 5 canzoni, tutte italianissime, che secondo noi costituiscono un must per le vostre playlist quando vi accingerete a correre nel parco o a sollevare pesanti bilancieri.

La rabbia dei secondi – Coez

Molto spesso sbattiamo quei piedi sull’asfalto incazzati col mondo per qualcosa che ci è successo, o per qualche persona che ci fa innervosire fino allo stremo. E pensiamo a tutti quei ricchi che sembrano non avere problemi, che vivono la loro vita senza apparenti difficoltà. Siamo i secondi, e lo capiamo da tutte quelle sfighe quotidiane che ci capitano giorno dopo giorno. Coez ci regala un pezzo divertente e movimentato, che riesce a incanalare la rabbia attraverso l’imbuto del buonumore e della voglia di rivalsa, rivolgendo il suo sarcastico saluto a chi sta più su “buongiorno a te, a te, a te, numero uno, dovrai fare i conti con la rabbia dei secondi”. Da sentire correndo sul lungomare, magari dopo una lite furiosa.  

Protobodhisattva – I Cani

E va bene che sono tre anni che non fanno album, ma questo pezzo de I Cani, sebbene sia una lunga epopea della storia umana dal Big Bang ai giorni nostri, è l’ideale per farci riflettere anche mentre siamo al chilometro 7 della nostra corsetta quotidiana. Il bodhisattva è infatti “l’essere che arriva all’illuminazione”, e attraverso le atmosfere synth-pop canine riusciamo a comprendere il percorso che l’uomo ha fatto, dalle “pozzanghere di brodo primordiale” sino al più attuale dei dilemmi: “vuoi il culo o la fica?”. Chissà che durante gli addominali sulla panca non riusciamo a raggiungere anche noi l’illuminazione? La ascolterete volentieri se siete dei tipi che si fanno mille viaggi mentali semplicemente facendo jogging.

Occhi bassi – Tre Allegri Ragazzi Morti

Pezzone datato 1999 che parla di una ragazza emarginata, tutta chiusa nel suo mondo e nei suoi occhi, che guardano sempre le punte delle scarpe. “Occhi bassi” può rappresentare però anche il nostro andare incontro all’obiettivo senza curarci dei tanti ostacoli che ci sbarrano la strada, senza farci condizionare dalle difficoltà che ci appaiono insormontabili, dai vari pregiudizi come “Dice che ha le gambe corte, non ha preso da sua madre, e suo padre chi lo vede, e suo padre…”. Classico brano dei TARM dove il punk si improvvisa friulano, dove gli ultimi diventano i primi. Da ascoltare preferibilmente all’alba, quando scendete di casa con le scarpe da ginnastica e la città intorno a voi è inaspettatamente silenziosa.

Lost in the weekend – Cesare Cremonini

Persi nella giungla urbana, troppe volte è difficile ascoltarci davvero. Lo stress che accumuliamo in una settimana di lavoro si ripercuote su di noi anche nell’idilliaco lasso temporale che comunemente chiamiamo “week end”. Canzone straconosciuta del Cremonini più maturo, che combina voglia di viaggiare e frenesia del mondo moderno, attraverso la tipica ossatura pop e scanzonata del cantautore bolognese e una chitarra acustica. Una canzone che si fa “cantare, ballare, e…camminare” come sottolineato proprio dall’ex frontman dei Lunapop, e allora perché non potrebbe farsi anche “correre”? Ideale per tutte quelle mattine in cui vi sentite felici dentro, e sfrecciate coi vostri piedi ai lati delle auto incolonnate nel traffico infernale della città.

Il tempo ci ripagherà – L’Orso

“Il tempo ci ripagherà, devi dargli un po’ di tempo, come faccio io con te quando è tardi e non ti sveglio” è uno dei versi pieni di carica e di self-motivation presenti in questo brano molto beat della band nata a Ivrea nel 2011. Un concentrato indie e frizzante che ci dà un barlume di speranza, che ci fa credere ancora che tutti i nostri sforzi saranno ricompensati, o da un aumento di stipendio o da una bilancia più clemente. “Ho messo la sveglia per la rivoluzione” ed è forse ora che anche noi facciamo rivoluzione su noi stessi per non arrivare all’estate con quei chili in più tanto fastidiosi. Consigliamo di ascoltarla quando quasi non ce la fate più, affinché faccia da molla per farvi continuare a stringere i denti. Per farvi continuare ad andare avanti.

 

 

 

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