Neom – La città del futuro

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Neom è la città del futuro, progetto a dir poco faraonico promosso dal principe saudita Mohammed Bin Salman.
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Questa città, che dai progetti sarà grande tre volte New York, sorgerà su una porzione di terreno poco più grande dell’intera Sardegna sulle sponde del Mar Rosso, nel golfo di Aqaba.
La città sarà strutturata come una sorta di città stato, con un sistema legislativo autonomo e più permissivo rispetto alle ferree leggi islamiche che ci sono nelle altre città dell’Arabia Saudita, sarà a tutti gli effetti un hub, sia politico che economico, simile a quello che è Hong Kong per la Cina.
La città si troverà al confine con la Giordania e l’Egitto, con cui sarà collegata attraverso un ponte sul golfo.
Tutta la città funzionerà grazie all’energia prodotta da fonti sostenibili.

Infatti anche Neom rientra nel progetto del giovane principe di svincolare l’Arabia dalla sua dipendenza economica dal petrolio.
Esattamente come stanno facendo i loro “vicini di casa” degli Emirati, con Dubai in prima fila, anche loro hanno capito che è arrivato il momento di diversificare le entrate.
Il progetto di Neom ha un costo enorme, si parla di 500 Miliardi di Euro, più di due volte e mezzo l’intero pil della Grecia.
Anche se l’Arabia Saudita è un paese estremamente ricco sta però avendo ormai da lungo tempo una flessione della crescita a causa proprio della deflazione del costo del petrolio.
Il deficit dello stato era nel 2015 di 100 miliardi, dimezzato nel 2017 grazie all’introduzione di capitali derivanti dalle riserve dei monarchi sauditi, riserve che valevano 700 miliardi nel 2015 e 500 nel 2017. Nel 2017 è anche successo che il pil avesse una contrazione per due trimestri consecutivi e nel 2016 la monarchia ha dato vita alla sua prima spending review, tagliando bonus ai dipendenti pubblici, che in Arabia sono i 2/3 dei lavoratori e togliendo anche molti sussidi pubblici.
Inoltre proprio quest’anno a gennaio in Arabia come a Dubai ha fatto la sua apparizione l’Iva, al 5%.
Certo, si parla sempre di fantascienza per chi vive in un paese come l’Italia che ha l’iva al 22% e paga tasse tra il 40 e il 70 % sui ricavi.
Questi dati però sono proprio quello che più di ogni altra cosa ha fatto propendere il principe saudita verso la creazione del progetto di Neom.
Neom sarà la città fulcro delle start up innovative, che dovranno attirare molti capitali esteri.
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Infatti oltre alle energie rinnovabili, ci sarà un grande focus sull’innovazione del settore idrico, sulle biotecnologie, sulla filiera agroalimentare, sul digitale e sull’industria avanzata.
Neom non sarà solo una città in cui vivere, ma sarà anche un enorme polo industriale e scientifico.
Inoltre, si punterà anche sul settore dello spettacolo e dell’intrattenimento.
É stato proprio questo principe che per primo ha permesso che in Arabia si tenesse un concerto aperto al pubblico e che si aprissero i cinema.
Tornando ai mezzi economici per creare Neom, oltre ai capitali esteri e al fondo per investimenti pubblici dell’Arabia di cui il principe è presidente, capitalizzato per 230 miliardi, servirà altro denaro che intendo raggiungere con un ipo del 5% dell’azienda petrolifera di stato, la Aramco.
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L’ipo del 5% della Aramco sarebbe l’ipo più grande della storia, che immetterebbe nelle tasche del fondo per gli investimenti circa 100 milardi.
L’ipo si farà sulla borsa di Londra, ma se era stato preannunciato che sarebbe avvenuta nel 2018, purtroppo i tempi si sono allungati e l’Arabia ha comunicato che sicuramente non avverrà prima del 2019.
A proposito di date va detto che il progetto di Neom rientra in un progetto a sua volta ancor più grande, che ha come data di fine lavori il 2030, infatti si chiama Vision 2030, volto a rinnovare economicamente e socialmente tutta l’Arabia Saudita.

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