Milan Design Week: il Rainbow District conquista il Fuorisalone

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fiorucci milano rainbow district

Milano è un hub in continuo movimento. Ha una grande opportunità in questo momento storico: la possibilità di essere fonte di innovazione e cambiamento. Il fermento innovativo è così forte da aver contagiato tutti, soprattutto i commercianti.
Dal contagio innovativo deve essere nato anche il Rainbow District Milano, per spiegarvi di cosa si tratta avrei così talmente cose da dire che non saprei da dove cominciare.
Proverò a farlo usando una loro dichiarazione: “Nuovo distretto, nuove iniziative, un artista spagnolo per la prima volta a Milano… In Porta Venezia per la Milan Design Week 2018 per scoprire in un contesto che inneggia alla libertà di espressione qual è il filo che lega arte moda e design, da Elio Fiorucci ad Antonyo Marest”.
Partiamo dal principio c’è un quadrilatero che circonda la chiesa di San Carlo al Lazzaretto di largo Bellentani: una quadrato che parte da via Lecco, via Palazzi, via Castaldi e viale Tunisia. In questa zona si è formata una rete di locali gay friendly con l’obiettivo di riunire tutti i commercianti che credono nei valori storici, sociali e multiculturali della città. I commercianti che hanno aderito al distretto potranno promuovere le loro iniziative attraverso una app e un profilo sui social dedicato per annunciare gli eventi. Insomma “Il Rainbow District Milano è pronto ad accogliere tutti” dicono nel comunicato stampa “secondo i suoi valori di Inclusione e Integrazione, in un’area che gode di una posizione geografica che lo candida a rappresentare una nuova centralità all’interno del circuito già consolidato del Fuorisalone, punto d’arrivo di un flusso che parte da San Babila, attraversa Corso Venezia diventando il trait d’union naturale tra le manifestazioni proposte nei distretti di Brera-Repubblica-Centrale.

milano rainbow district
Inclusione e Integrazione, “Inclusion&Inspiration”, esattamente come il titolo delle iniziative che vendono il distretto protagonista, per la prima volta, alla Milan Design Week.
L’idea di base è un ritorno alle origini della creatività, tra arte, moda e design. Il punto di partenza è il genio artistico di Elio Fiorucci per arrivare poi al tropicalismo dell’urban artist spagnolo Antonyo Marest.
“All’interno di questo contesto che inneggia alla libertà di espressione, è stata una necessità condivisa abbracciare il lavoro di una figura che in Porta Venezia ha vissuto e insediato il suo quartier generale: Elio Fiorucci, icona internazionale della moda e dell’arte in tutte le sue molteplici forme e personaggio fondamentale per la città” spiegano dal distretto. Così il Casello Daziario Ovest, trasformato ad arte nello Studio 54, ospita dal 19 al 22 aprile l’installazione “Elio Fiorucci, creatività e genio” in omaggio al processo creativo, alla curiosità e alla ricerca costante di un viaggiatore e collezionista di colori, luci, simboli e oggetti da lui poi trasformati in pezzi iconici e cult. Un intenso e immediato percorso all’interno di una parte del suo mondo, con una serie di scatti, alcuni inediti, che ne raccontano la vita, le passioni, le amicizie e le celebrities, e che riflette quanto l’amore sia stato l’energia motrice di tutto il suo innovativo lavoro.

Antonyo Marest, urban artist spagnolo, esporrà le sue opere, per la prima volta a Milano, sulle vetrine di via Lazzaretto e all’interno del cortile di ingresso dell’IBISPACE DESIGN, hotel della catena ibis, polo economico del gruppo AccorHotels, situato in via Finocchiaro Aprile.
“All’interno dell’IBISPACE DESIGN, invece, lo spazio sarà caratterizzato dal coinvolgimento di aziende di illuminazione e arredamento che personalizzano l’ibis Milano Centro per una settimana, rendendo la location uno dei punti di attrazione per gli amanti dell’arte e del design: FERROLUCE, COOLWOOD e PIUMA con la poltrona Île Flottante della designer Manuela Bucci premiata lo scorso anno con il Red Dot Award”.

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Spostandoci in via Lazzaro Palazzi 9 ci sarà il THESIGNSPEAKING POP UP SHOP dove trovare prodotti e progetti caratterizzati da ironia e libertà. “Solo per pochi giorni -spiegano dal distretto- si possono scoprire alcuni tra i più cool e ironici accessori del momento. Come le spille di Macon&Lesquoy, brand francese che ha aperto di recente a Parigi la prima boutique e che vanta molte imitazioni, ma la cui unicità resta nella vivace e smaliziata creatività di Marie Macon e Anne-Laure Lesquoy. Dal 2009, progettano le loro collezioni di accessori e bijoux off-the-wall, ma sempre eleganti, che uniscono acutamente bellezza, funzione, audacia e umorismo. Anche il progetto di food design, nato nel 2015 a Lisbona dall’idea di Elisa Sartor e Valentina Toscano, Mani in Pasta è dotato di una buona dose di divertimento. Con un proprio “alfabeto analogico” di timbri in legno, Elisa e Valentina stampano, spesso durante performance dal vivo, accessori interattivi come borse, t-shirt, zaini, grembiuli da cucina e teli mare, creando legami tra chi li indossa e chi li legge. Giochi di parole che si avvicinano al mondo delle specialità gastronomiche italiane, enfatizzando e riscoprendo i concetti di geometria, forma e colore che comunicano inconsciamente. E con le parole, la necessità di scriverle anche a mano libera la soddisfa Perpetua, la matita in Zantech® che rispetta il Pianeta. Per produrla non vengono abbattuti alberi, ma si riciclano tonnellate di grafite recuperata dai processi della lavorazione industriale. Atossica, non sporca e non si rompe ed è disponibile con la sua gomma per cancellare in dieci varianti di colore, ma è anche personalizzabile”.
Niente male per essere la prima volta, non credete?

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