Le 5 canzoni da Oscar che dovete assolutamente ascoltare

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Anche quest’anno è arrivato il momento che tutti i cinefili stavano aspettando: nella giornata di ieri la Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha reso note le nomination agli Oscar 2018. I premi saranno assegnati il 4 marzo – probabilmente in Italia sarà seguita con più trepidazione la cerimonia in diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles che non i risultati delle elezioni politiche – e sono arrivati alla loro 90esima edizione, la prima dopo il ciclone Weinstein e gli scandali sessuali che coinvolgono Hollywood da qualche mese a questa parte.
Sono ben ventiquattro le categorie di assegnazione, alcune le più attese (Miglior Film, Miglior Attore e Attrice protagonista), altre un filo più tecniche (Montaggio sonoro, Didascalie). Gli oscar però sono una vetrina importante anche per diversi artisti in campo musicale: c’è infatti la categoria per la Miglior Canzone a tenere col fiato sospeso tutti gli appassionati, e quest’anno la lotta è davvero agguerrita. Ecco a voi le candidature:

“Mighty river”, Mudbound: Mary J Blige ci fa arrivare direttamente negli Stati Uniti degli anni ’40, ci riporta alle discriminazioni razziali, ai “Fiori del fango” descritti nel romanzo di Hillary Jordan. La cantante, oltre ad essere un’icona trentennale per quanto riguarda il Soul e l’R’n’B, si è tolta anche un altro piccolo sfizio: sarà candidata anche come miglior attrice non protagonista, sempre per Mudbound.
“Mystery of love”, Chiamami col tuo nome: questo pezzo acustico delicato e struggente di Sufjan Stevens si incastona perfettamente nel film di Luca Guadagnino osannato dalla critica, il “mistero di un amore” che prima sembrava folle e impossibile, che fiorisce quando meno ce l’aspettiamo, la storia tra il giovane Elio e l’affascinante Oliver.
“Remember me”, Coco: siamo davvero in Messico con le melodie dipinte da Miguel e dalla sensuale voce latina di Natalie Lafourcade. Il testo è un caldo invito a non dimenticarsi di chi si ama, non a caso nel toccante film di animazione il protagonista Miguel canta queste note alla bisnonna Coco, l’unica ad aver appoggiato la sua passione per la chitarra, affinché lei si ricordi di suo padre.
“Stand up for something”, Marshall: siamo ben lontani dalle atmosfere reggae di “Get up, stand up” di Bob Marley, eppure Andra Day e Common riescono attraverso un pezzo fatto di soul e rap a farci riapprezzare la tematica dei diritti calpestati, delle lotte contro gli oppressori. “Marshall” infatti narra la storia di Thurgood Marshall, il primo afroamericano nominato giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, una vita tribolata e non senza ostacoli in cui il protagonista ha “difeso qualcosa”.
“This is me”, The Greatest Showman: una vera e propria marcia motivazionale, con tanto di coro, quella cantata da Keala Settle nel film ispirato alla mirabolante vita di quello che è considerato come il più grande circense del mondo, P.T. Barnum, dall’infanzia di umili origini sino alla gloria. “This is me”, “questo sono io”, cantano tutti i componenti del circo, la donna barbuta, il nano, i gemelli siamesi, come a voler dire che non hanno paura di ciò che sono, né delle parole della gente, “taglienti” e “come pallottole”. Sentitela alle 7 di mattina e avrete davvero voglia di alzarvi dal letto.

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