Jessica Platt, la prima giocatrice transgender di hockey canadese

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Jessica Platt

Per Jessica Platt, il mondo dello sport non è sempre stato l’ambiente più inclusivo, ma quella stessa comunità, tuttavia, ha avuto un ruolo decisivo nella sua scelta di prendere coraggio e di rendere pubblica la sua identità di genere.

L’attaccante di Toronto Furies, squadra di hockey femminile, l’11 gennaio sul suo profilo Instagram ha dichiarato di essere transgender, diventando così la prima atleta a gareggiare nella Canadian Women’s Hockey League. Una scelta, com’è facile intuire, maturata lentamente con notti insonni e cambi di decisione, ma ha ringraziato i suoi amici, la sua famiglia e la Cwhl, la Canadian Women’s Hockey League, per il loro sostegno: «Voglio che le persone sappiano che non devi smettere di inseguire i tuoi sogni di voler essere la persona che dovresti essere», si legge su Instagram.


Platt, di ruolo difensore, aveva una sola persona nel mondo dell’hockey con cui identificarsi: Harrison Browne, della National Women’s Hockey League (Nord America), che nell’ottobre 2016 ha preso la sua stessa decisione. Una fonte d’ispirazione, un’iniezione di fiducia: «Vedere come la gente ha reagito alle dichiarazioni di Browne mi ha dato un’idea più concreta di come le persone avrebbero potuto comportarsi con me – racconta Jessica Platt -. Ci siamo scambiati diversi messaggi e mi ha supportato, è una persona fantastica».

La stessa Browne ha twittato una frase molto importante e significativa, dicendo che Platt con questa scelta “stava salvando delle vite”. Nei giorni successivi, il sostegno per lei è arrivato da tutte le parti, sia dentro che fuori dal ghiaccio, ma soprattutto il mondo dell’hockey non ha mai pensato di darle le spalle: «Penso di essere molto fortunata nel poter raccontare la mia storia: il mondo dell’hockey è stato eccezionale, è una comunità molto speciale in cui tutti credono che se puoi giocare, hai il diritto di giocare».

Jessica Platt

Un’atmosfera accogliente può essere difficile da trovare, soprattutto negli sport di squadra: «L’inclusione è sempre stata una forza importante del nostro campionato e con l’annuncio Platt, questo è stato riaffermato», ha dichiarato Brenda Andress, commissario Cwhl, in una nota. La lega canadese femminile ha lavorato con You Can Play, un’organizzazione di inclusione LGBTQ, all’inizio di questa stagione per aggiornare la sua politica in merito alla partecipazione degli atleti transgender in modo da essere in linea con le politiche del Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, e le raccomandazioni della Federazione canadese. Per poter partecipare alla Cwhl, tutte le donne – cisgender e transgender – devono, infatti, avere livelli ormonali di un “tipico atleta femminile”.

Essendo al centro dell’attenzione pubblica, Platt ha l’opportunità di raggiungere un numero maggiore di persone rispetto a se fosse uscita in privato: «Le persone mi sta dicendo che li sto aiutando, ho prove concrete che sto facendo del bene. So che non è facile per molti, il processo di coming out è diverso da persona a persona, ma il mio messaggio è di non avere paura nell’essere te stesso, c’è del potenziale per raggiungere la felicità, non mi sono mai arresa e tutto questo è assolutamente incredibile per me in questo momento».

Jessica Platt

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