Yeay: la nuova frontiera del video Shopping, una App!

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Lo shopping è cambiato, oramai compriamo tutto online, possiamo farci portare tutto direttamente a casa, ordinare la cena, fare la spesa, scegliere mobili e complementi di arredo, insomma tutto. Sono quasi arrivato alla convinzione che se non trovi qualcosa su Amazon non esiste. Ci regaliamo piccoli momenti di umanità quando il fattorino ci porta il frutto della ginnastica delle nostre carte di credito… e non sempre se consideriamo l’avvento dei droni.
Detto questo, un po’ agli addicted dello shopping da strada come me, mancava quella virgola di umanità che nello shopping era centrale.
Siamo nel secolo della sovraesposizione mediatica della giornata di tutti, grazie ad un bel po’ di canali e all’interno di questi canali, questa sovraesposizione è il trigger di una importante migrazione. Da Instagram, Instagram stories e Snapchat i più inaccessibili dei social per i meno giovani, in quanto stranamente più complessi da capire, è partita la migrazione che è avvenuta da Facebook, che invece è sempre più popolare anche tra gli agé. Infatti le nuove leve del social si rifugiano nei loro mini video e foto temporanee che una sempre più crescente voglia di “Privacy Sovraesposta”, ha fatto sviluppare. Preso questo mood, mixato alle pressoché infinite app di dating per qualsiasi genere come Tinder, Gendr etc, nasce un’app che sembra sartorialmente pensata per gli Y e gli Z, una sorta di compendio ben disegnato di come le nuove generazioni vogliono vendere e comprare.
Dopo gli short video di presentazione che asos ci ha regalato, aiutandoci così a capire meglio le vestibilità dei prodotti, adesso con YEAY è tutto più semplice, si fa scroll tra i video di presentazione di tutti i prodotti disponibili, e lì puoi decidere se comprare, seguire il venditore, condividere il prodotto o semplicemente mettere un like, un viral-social-shopping-network insomma.

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Una sorta di mini video Amazon, o meglio la vecchia Qvc in app dove tutti possono vendere i loro prodotti, e tutti possono acquistarli, 10 o 30 secondi per poter convincere il costumer all’acquisto, un rapporto face to face registrato.
Iniziano a presentare i loro prodotti anche nomi e brand conosciuti, ovviamente molto, molto, molto particolari. Ho incrociato il coloratissimo DJ-Vocalist e Producer CandyKen, che vende i sui facial e body tattoo di una pinkissima moda preadolescenziale, e la Diana F+, la plasticosa macchina fotografica a rullino, che porta con sé un respiro vagamente teen, dove il Coachella è uno status e i giovani hipster in erba provano ad usare il rullino, questo sconosciuto, al posto del loro iPhone.
Ad essere sincero lo trovo un posizionamento, quello della Diana F+, molto azzeccato, cosa che forse anche Microsoft mobile con i suoi coloratissimi entry level potrebbe pensare di adottare.
Da volti ammiccanti a spiegazioni iper tecniche, passando per video k-pop o ultra grunge, qui si trova uno spaccato delle diverse subculture che si incontrano per vendere i loro prodotti ed il loro più o meno moderno modo di essere.
Le nuove generazioni si spiegano e spiegano come vogliono fare le cose, un piccolo passo in-app che spiega molto del cambiamento nell’approccio all’acquisto delle nuove generazioni. L’app Yeay è fuori da pochissimi gironi, ha colori vivaci, quasi acidi, come sbiaditi al sole, è ricca della diversità di chi vende, un bazaar 3.0 ordinato e impostato come un blando socialnetwork.
C’è anche un canale Facebook “yeaytv” che spiega molto bene quello che vi aspetta nella app.
Una giuria nei prossimi mesi premierà, con tre premi in denaro, i migliori video promozionali che gli utenti caricheranno entro la fine di ottobre.
Un bel modo per invogliare i venditori a sviluppare questo nuovo e sfizioso canale marketing che possiamo chiamare app-video-shopping?
Attendiamo una pioggia di competitor.

 

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