Viaggio tra i Quartieri più Cool delle 5 capitali della Moda: Milano

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Quando la moda nasce, non è sotto i riflettori, non è sulle passerelle, ma si trova addosso alle persone, nei visionari ristoranti, nei mercatini, ovunque negli occhi di quei pochi eletti che regalano la loro arte a tutti e traducendo quello che la strada voleva confusamente affermare. Se volete respirare il futuro, il presente e il passato della moda, design e arte, ci sono un paio di indirizzi in tutto il mondo, nelle capitali mondiali della moda, da New York a Berlino via Milano, Parigi e Londra…le 5 signore della moda. Capitali indiscusse di un mondo che sembra così distante per tantissima gente, ma che effettivamente fanno parte della vita di tutti. I luoghi della moda non sono necessariamente le grandi vie dello shopping, anzi, sono i luoghi dove chi propone qualcosa di nuovo e non la solita giacca destrutturata, vive e respira. Quei luoghi vibranti pieni di un potenziale futuro che disordinatamente in fila attende il suo turno. E allora facciamoci un viaggio nei quartieri più significativi e cool di queste signore. Una città alla volta, un assaggio e un giro di shopping alla volta. Di alcune abbiamo già parlato altre sono inedite, come Berlino, dove è di scena, durante le settimane della moda, una moda di rottura, cruda, ma ricca di una ricerca propria di un paese pieno di distonie e di una storia complessa.

Parigi è la signora dell’alta moda, e di un ready to wear pieno di senso, una ricerca che non si vede ovunque, in una cornice che è tutto, romantica ma anche futurista, una città che è storia, di ieri come di domani. Partiamo da una delle capitali più piccole, ma con una concentrazione di creatività altissima, una delle città più turistiche d’Italia, Milano, la città che per il terzo anno consecutivo ha superato per il turismo Roma, la capitale politica del paese. É proprio il turismo la risorsa economica fondamentale, che porta immagine e status. Milano ha una fiorente economia, è sempre più internazionale, non solo Europea, perché è diventata uno spaccato di quello che la globalizzazione permette. Sempre più distante da un’Italia lenta, che si spera un giorno riesca ad applicare il modello vincente di una città che cammina nonostante i vertici nazionali.

Un nuovo skyline, di vetro e di acciaio con cui i nuovi grattacieli riflettono un passato non sempre lucente insieme al sapore di un futuro che non si vede l’ora di vivere. Fulcro dell’economia cittadina ovviamente è la moda e la volenterosa industria manifatturiera regionale. Tantissimi sono i marchi che hanno i negozi, uffici stile, HQ con sede a Milano, che sempre meno ha spazio in un centro storicamente pieno. In tanti dal centro girano lo sguardo verso quartieri differenti, con una vita più complessa e più lunga, quartieri che non vivono fino dalle 9 am alle 8 pm, luoghi dove la realtà si scontra con l’idea che si ha della moda, luoghi di periferia, che minano l’immagine dorata della moda da affrontare con uno spirito diverso. Da zona Tortona dove in tanti sfilano e presentano: è accaduto con Fendi, Zegna, Armani, il quale ha ormai tappezzato Milano di Sé con progetti, sedi e musei, restituendo luoghi alla popolazione residente o solo di passaggio, rinnovando spazi come Silos, progetto posto a celebrare la storia di un marchio che ha contribuito alla rivoluzione del costume, a suo modo. Passiamo poi per i musei, come il nuovo Mudec, spazio espositivo polifunzionale, nell’ex Ansaldo, zona Tortona è luogo da sempre dedicato al design, alle nuove visioni di bello e non, ricca di locali, librerie e concept, zona ridata alla cultura del vivere dalla ormai storica settimana del design, lì dove il Fuorisalone nasce.

Da Tortona ci spostiamo, restando a Milano sud, verso una zona nuova, completamente in rivalutazione, un gigantesco cantiere a due passi dal centro. Sì, perché qui la periferia è a due passi dal Duomo e dalle vie del canonico shopping internazionale, dove troviamo un progetto in cui si riconoscono le intenzioni di una delle donne più potenti della moda, la signora Prada. Miuccia che con Rem Koolhaas hanno dato vita a uno spazio polifunzionale, sede Meneghina di Fondazione Prada. Se capitate in zona Ortles, non potete sbagliare, troverete di sicuro il luminoso palazzo color oro, letteralmente ricoperto di oro, che vi colpirà, qui dove troverete diverse sale, con diverse mostre e contemporaneamente, un bar che sta tra il vintage e l’onirico, il Luce.

Ricerca! In qualsiasi cosa, come Miuccia ci insegna, un mantra da ripetere fino allo stremo, dalle passerelle fino ai pannelli in schiuma di alluminio, rivestimento così “economico” da rivestirci buona parte di questa sconfinata cattedrale della ricerca. Lì dove i loft costano quanto in centro, luogo che probabilmente domani sarà centro culturale pulsante dell’unica città policentrica Italiana. Ma veniamo ai distretti più cool della Vecchia signora, ormai liftata a dovere per l’Expo del 2015.

 

 

Ventura – Lambrate è una zona di una vastità spaventosa, oggi un quartiere nato da un ex paesino inglobato dalla metropoli, non ancora infettato dalla congestione della città. Qui è dove il fuorisalone diventa la casa per designer emergenti e non per una settimana all’anno. Per il resto del tempo, invece, è luogo di lavoro e di vita quotidiana per artisti, grafici e creativi di ogni sorta, che si sono ritirati in questo quartiere lontano dal centro, un po’ per la tranquillità che infonde un ex centro industriale riconvertito, un po’ perché è decisamente lontano dal caos e dalla “normalità” del centro. Particolare plauso è da riconoscere agli organizzatori di uno degli appuntamenti più hype della città, il consueto mercato del vintage che diventa evento, L’East Market, dato si svolge proprio ad est della città, accendendo i riflettori su questa zona. Grazie all’evento del vintage sono arrivati gli Hipster, i curiosi, i ricercatori di tendenze e così via. Ormai da anni anima le domeniche di questo riposante quartiere, ricco di un passato industriale che aiuta molto l’Hipster a sentirsi a casa. Zona Lambrate è ricca di locali, una fervente cultura Underground, molto lontana e nascosta da occhi indiscreti, di giorno tranquilla zona familiare, di notte, tela per promettenti street artist e wall artist, al suono della musica che riscalda i Piatti di club come il DUDE club ed il Wall, due dei locali che riempiono di musica le notti nell’est della città.

nolo

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NoLo (North of Loreto District): di questo piccolo quartiere abbiamo già parlato, inserendolo tra i quartieri emergenti più cool del momento, distonico luogo dove tantissime culture si fondono. Ricco di una gioventù creativa costretta in zone relativamente meno costose del centro, dove è fervente la cultura della strada e del clubbing. a metà tra l’immagine di un ex quartiere degradato ed il colore di un fermento che ricorda tanto Brooklyn e il South Manhattan alla fine del secolo scorso. Multirazziale fino all’osso, ricco di dicotomie e decisamente più abbordabile del resto della città. Nasce come quartiere popolare per svilupparsi ora come fucina di laboratori, bistrò e piccole boutique ricche del sapore Bohemien che tanto piace allo Yuccie e via dicendo. La vita notturna è ricca, molti sono i locali in questa zona caratterizzata da una gay life che crea cattedrali del divertimento, infatti NoLo è confinante con il district LGBTQ della città. Club in assoluto della zona più volte menzionato tra i best club della citta è il Q21, che dal venerdì sera alla domenica mattina mai spegne le luci sulla pista calcata da anime amanti di una musica ricercata e di tendenza come nei migliori club a livello mondiale. Da ristoranti fusion alla classica cucina partenopea, sino al bistro più di tendenza, qui potete mangiare e ballare tutta la notte.

Isola invece è un quartiere che in 10 anni ha conosciuto un cambiamento fortissimo, si sa, i cambiamenti sono lenti e il cantiere è ancora aperto. Casa del Blue Note, il jazz club meneghino per eccellenza, è l’area che dà il sonno all’hipster, alle sue versioni “da imprenditore” e a quella da “ho messo su famiglia”. Isola è luogo tra le cui vene troviamo piccoli negozi vintage, dove il baratto è ancora incredibilmente moderno, dove compri vestiti con le scarpe, come da Ambroeus, luogo di scambio, negozio vintage e secon hand. Per bere non ci sono problemi, come per mangiare, luoghi come il Frida danno riparo a tutti, riscaldati da i cocktail e dalle chiacchiere impegnatissime. Altra piccola perla e ricercatissima è il Wasabi, un assaggio caldo e fumoso di una vecchia New Orleans. Sempre lì vicino, potete fermarvi a mangiare a Les Pommes, molto ricercato, dal soffitto al piatto, un luogo rilassante dove fermarsi alla sera per decomprimersi dalla frenesia della città. Di tutt’altro genere, un luogo molto di tendenza, un concept dalla moto alla bistecca, passando per l’ottimo cocktail bar, è il Deus ExMachina, gigantesco spazio votato al divertimento rilassato e per tutti. Dal mercato rionale, a quello dei fiori, fino a Fabbrica del Vapore, che è spazio museale e polifunzionale, dove hanno trovato casa diverse mostre di rilievo come quella di Anish Kapoor, il fuorisalone e perché no, anche un beach bar.

navigli

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5 Vie – Carrobbio – Ticinese – Navigli: 4 piccoli quartieri, che assieme creano uno dei distretti più diversificati e cool della città. Dalle ricche strade del centro sino all’ex edilizia popolare, ora diventata scena di recuperi milionari, casa di creativi, artisti e quella giovane classe imprenditoriale di cui Milano è ricca. Il cuore storico è Corso di porta Ticinese, strada che storicamente portava dal centro alla periferia, lì dove ora la nuova darsena, vestita a festa, è diventata la porta della vita notturna della zona. Corso di Porta Ticinese è strada dell’ironia, dove artisti e liberi pensatori avevano trovato casa, ora girone del vintage e luogo dove la scena alternativa meneghina spende i suoi soldi tra shopping vintage e di ricerca ed altri vizi. Si può passare un’intera giornata tra le vie di questo grande quartiere composto. Dormendo all’Ostello Bello, luogo ironico dove gli amanti del viaggio culturale e all’avventura si danno appuntamento, e dove bere un drink in pieno centro rende felici e lascia le tasche piene, proprio come al Tasca lì vicino. Infinita è la quantità di ottime Tosterie, Burgerie, bar, sushi, pizze al taglio, pasticcerie, backery e via dicendo. La nuova darsena rinfrescata per l’expo, e neanche poco, è la porta aperta su decine e decine di bar pronti a rifocillare lo stanco turista e il milanese che ha finito di lavorare. Se bene volete bere, senza mangiare necessariamente, Pinch, Rita, Mag, Vineria ed Elita sono i nomi che dovete ricordare. Non troppo distante nella prosecuzione naturale di Corso di Porta Ticinese, dopo Porta Cicca, vi imbatterete in una porta Bianca subito dopo il terrapieno delle ferrovia, dietro quella porta bianca un dei “recuperi non recuperi” più interessanti della città – Segheria – il Gastro-Bar dello chef stellato Carlo Cracco, dalla visione della Designer Tania Solci, ospita oltre alla cucina, uno dei bar più sfiziosi della zona, tra uova di struzzo e cemento, in una ex, appunto, Segheria, la poesia moderna arriva naturale. Tra ristoranti vegani e meneghine osterie, troviamo il Taglio, consigliato sia da me e forse più credibile, dal NY times. Se volete far tardi e farvi cullare da musica di tendenza in un luogo molto ricercato potete scendere le scale del VOLT ex Divina, le nuove porte della notte in Piazza Vetra.

La moda non è l’unica cosa, come la bellezza, ma è l’energia che muove tutti questi luoghi ricchi di una carica evidente, vibranti aree che ispirano le menti di tutti quelli che anche per errore si sono persi per queste strade.

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