Travel Trends: Airbnb vs Secret Escape vs Others

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TRAVEL TRENDS

I travel trends stanno facendo diventare il mercato del travelling più intrigante di una serie tv, con attori di nuova generazione pronti a salire alla ribalta e surclassare la vecchia generazione.
Facciamo un recap delle ultime puntate andate in onda negli ultimi anni.
È successo che le prenotazioni on-line per hotel e biglietti aerei hanno superato quelle fatte in agenzia, è successo che tantissimi motori di ricerca sono nati per aiutare i viaggiatori a selezionare le migliori offerte tra le centinaia di compagnie e hotel esistenti e poi è successo che nel 2007 è stato aperto Airbnb.com.
La storia di Airbnb è quella classica del sogno di ogni startupper, di quei ragazzi che dalla loro stanza nell’appartamento in condivisione o dal garage di casa dei genitori tirano fuori un’azienda che vale miliardi. La loro storia, quella dei tre fondatori è proprio così, ma questa la potete scoprire altrove, noi ora dobbiamo parlare di mercato.

Sì di mercato, perché se le storie che stanno dietro ad ogni grande azienda sono interessantissime, beh le storie che si prospettano per il futuro lo sono altrettanto; e queste storie sono storie di andamenti di mercato tutti da capire.
Infatti proprio in questi ultimi mesi si sta delineando una nuova linea di pensiero tra gli investor di tutto il mondo, l’idea che le super valutazioni delle start-up non siano più sostenibili dal mercato finanziario perché non sostenute dal mercato reale.
In poche parole, le startup, grazie agli investimenti finanziari, crescono a una velocità che il mercato reale, per molti aspetti ancora non totalmente ripreso dalla crisi, non riesce a sopportare.
Le aziende fanno comunicazione e hanno prodotti di valore, ma il mercato reale, dettato non solo da numeri, ma anche da abitudini difficili da estinguere e inquietudini umane, non reagisce con la stessa velocità, quindi non compra prodotti come ci aspetterebbe.
Infatti basti pensare che delle 48 società di tecnologia, con alle spalle storie di finanziamenti da parte di venture capital che sono andate all’offerta pubblica nel 2014, 35 sono oggi commerciate al di sotto dei prezzi di offerta pubblica iniziali e nel Q4 c’erano solo 9 Unicorn rispetto alle 23 del Q3 2015.

Siccome di giornali e telegiornali che fanno audience sulle brutte notizie ce ne sono già fin troppi, noi abbiamo il piacere di raccontare storie positive e vedere il cambiamento con positività.
In quest’ottica un soggetto ideale è proprio Airbnb, che ci apre il discorso anche verso il mercato del travelling in generale.
Il mercato dei viaggi è un mercato dominato da grandi attori e che ha subito forti cambiamenti di trend negli ultimi anni. Il principale cambiamento è stato quello dell’esperienza che il viaggiatore ha iniziato a chiedere.
Infatti dopo anni in cui gli Hotel, sopratutto quelli di una stessa catena alberghiera, erano tutti uguali in ogni parte del mondo, è iniziata una differenziazione, anche all’interno delle catene stesse, di ogni albergo per farlo corrispondere il più possibile al mood del luogo in cui è inserito, in modo da risultare il più veritiero possibile.
Quindi siamo passati da catene di Hotel tutti uguali a dispetto che fossero a Berlino piuttosto che a Austin, all’esplosione delle catene di Hotel, come i Four Season o i Mandarin che hanno Hotel in tutto il mondo, tutti con alti livelli di servizio, ma tutti diversi tra loro, in coerenza col luogo in cui offrono la loro ospitalità.

Questo trend è stato fondamentale anche per un altro tipo di espansione di mercato, quella dei B&B, Bed and Breakfast. Infatti negli anni ’90 e prima ancora non si sentiva mai parlare di B&B, in pochi sapevano addirittura cosa fossero. Invece grazie al trend di cui sopra e ad Internet, con la conseguente possibilità di auto-promuoversi, hanno avuto grande fortuna anche questi.
Ed è proprio tra Internet e il trend della richiesta di un ospitalità vera, legata al reale sentiment del luogo che trova la sua fortuna Airbnb.com; e non stiamo parlando di una storiella, ma di una di quelle poche startup che sta segnando numeri da record.
Pensate che nel 2013 Airbnb.com ha fatturato circa 250 milioni di USD e nel 2015 una cifra intorno ai 900. Significa che ha avuto una crescita biennale del 360%. Non male direi.
Detto questo è ancora considerata una startup, infatti chiude ancora in perdita, intorno ai 150 milioni nel 2015, dettata dalle spese per acquisizione di mercato.
Secondo la società sarà il 2020 l’anno in cui l’azienda diventerà profittevole, con ricavi che raggiungeranno i 10 miliardi di Usd, con un Ebidta di 3 miliardi.

Airbnb.com andrà sicuramente a prendere una grande fetta di mercato del travelling, a discapito di altri competitor, primo fra tutti potrebbe essere Priceline, ad ora il più grande gruppo di offerta per il travelling, valutato oggi 63 miliardi di Usd.
Ma quello a cui si dovrà fare attenzione è anche il trend che detterà Airbnb.com, o meglio, quello che già sostiene, perché questa voglia dimostrata dal mercato, dal mercato reale, dovrebbe mettere sull’attenti anche i gruppi alberghieri che stanno ancora offrendo esperienze da “Hotel da catena”.
Infatti il brand di Airbnb.com punta proprio sull’autenticità dell’esperienza. Come si entra nel sito non vi è scritto nient’altro che “Benvenuto a casa”, sottolineando che ti troverai a pernottare a casa di una persona veramente del luogo, provando un esperienza vera.
Questo è quello che ci dice il mercato, il viaggiatore vuole fare esperienze vere, che siano alla portata di tutti o super lusso.
Proprio grazie a questo trend e alla maggiore disinvoltura nel condividere spazi della generazione millennials, oggi Airbnb è arrivata a valere 25 miliardi Usd, il doppio circa di Expedia.

Il valore dei trend non finisce qui, sopratutto per chi guarda lontano. Infatti chi investe in Airbnb è andato anche oltre il 2020, anno in cui diventerà profittevole. Se infatti facciamo un confronto con un colosso dell’Hotellerie internazionale capiamo che il valore dell’online nella valutazione dell’aziende le spinge più di quelle “classiche”. Marriot International, il gruppo alberghiero più grande del mondo, che gestisce 4087 proprietà in più di 80 paesi, con un fatturato 2014 di 13,8 miliardi Usd, è valutata 21 miliardi, circa 4 in meno di Airbnb che ad oggi non raggiunge il miliardo di fatturato.
Ma non è solo il fattore dell’online a farla da padrone, infatti Expedia che fa il suo business online e genera già 6,5 miliardi di fatturato, con un Ebitda di 1,1, non è valutata quanto Airbnb. Perché? Perché i tassi di crescita previsti nel 2015 per Airbnb segnavano +90% rispetto al +17% di Expedia; questo invece è un valore dettato dal potere della share economy.

Dentro a tutto questo discorso sul trend che va verso l’autenticità del viaggio entra a gran voce un nuovo attore che sicuramente saprà dire la sua nel mercato del travelling, stiamo parlando di Secret Escape. Secret Escape in realtà non ha molto a che fare con il discorso sull’autenticità del viaggio, ma ha molto a che fare con i Millennials.
Infatti i Millennials sono una generazione numericamente enorme e con una capacità di spesa complessiva altrettanto grande, ma al contrario del periodo in cui sono nati, cioè tra gli anni ’80 e i primi del 2000, in cui la l’economia galoppava, il periodo in cui dovevano (dovevamo, anche io sono un Millennial) passare dall’età adolescenziale a quella adulta è stata distorta dalla crisi economica e dalla recessione. Questo per i Millennials ha significato uno stop nello sviluppo del futuro che si erano prefissati, ma d’altro canto ha spinto anche a vere e proprie innovazioni in ogni sfera della vita, soprattutto in quella tecnologica.

Detto questo Secret Escape si inserisce perfettamente all’attenzione di quel Millennial che vorrebbe provare gli Hotel di lusso, proprio come sognava che avrebbe fatto naturalmente nella sua vita da adulto quando era ragazzo e invece si è visto la crisi economica di fronte con tassi di disoccupazione giovanile enormi.
Con la fortissima scontistica che è in grado di realizzare Secret Escape e il relativo miglioramento generale dell’economia, ora una fetta molto grande dei Millennials si può permettere di prenotare un viaggio alloggiando in uno dei fantastici Hotel che si possono trovare disponibili sull’app.
Secret Escape viaggia proprio sul sentimento di riappropriazione del futuro (che nel frattempo è diventato passato) glorioso che volevano vivere, Millennials e non. Ci riferiamo maggiormente ai Millennials perché sono i più pratici e abituati a comprare qualcosa anche di relativamente costoso attraverso un’app sul telefono.

Questo sentimento di riappropriazione del passato glorioso, aggiornato e tecnologicamente contemporaneo, è un sentimento da non sottovalutare. Infatti Secret Escape, nata nel 2010, ha raccolto 60 milioni di dollari nell’ultimo fund raising dell’anno scorso, found reasing con a capo Google Ventures e Octopus Investments. In questo round hanno partecipato anche Index Ventures e Atlas Venture che erano già all’interno della partecipazione in Secret Escape.
Dagli investimenti che vediamo nel ramo del travelling, quindi capiamo che i trend con maggiore forza sono certamente quello che vale anche per tantissimi altri settori, cioè quello dello sharing, tanto da far chiamare da qualcuno questa era come quella della share economy.
Più specifico del settore travelling, che ha molto però in comune anche col settore del food, è il trend che vede le persone cercare l’autenticità del luogo, l’autenticità del viaggio, da dove dorme a cosa mangia.

In ultimo, un trend che ha finora avuto meno spinta, ma che se l’economia vedrà una ripresa forte potrebbe essere uno dei trend di maggiore volume d’affari nei prossimi anni, nel settore del travelling e non solo, è il trend della riappropriazione del futuro-passato glorioso dei Millennials.
Non so se dobbiamo dire grazie alla crisi per tutti questi nuovi scenari, ma è certo che ormai è successo e a dire la verità non credo che ce la caveremo male, anzi, è probabile che il prossimo futuro sarà esplosivo, non solo per i viaggi.

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