Tim Burton e il suo nuovo lavoro: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

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È stato rilasciato qualche giorno fa il primo Trailer ufficiale dell’ultima fatica di Tim Burton: “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine”. Il film è incentrato sul personaggio di Jake (Asa Butterfield), che scopre questa casa, dove Miss Peregrine (Eva Green) un po’ alla doct. Xavier, nasconde e cura persone speciali, dal resto del mondo. Lei una Mary Poppins, spaventosa, come l’ha definita il regista all’Entertainment Weekly, che spingerà Jake a ritrovare i suoi doni speciali.
Dal ’71, data in cui ha prodotto il primo corto, ad oggi, il regista ha regalato a tutti noi il suo mondo pieno di mostri e fate, un mondo fantastico, ricco di una nota di fredda solitudine, una leggera visione SteamPunk di un mondo fantastico abitato dai mostri e persone che da bambini ci spaventavano e tormentavano.
Da Beetlejuice dell’88, il mondo fantastico del regista si è ampliato, ha prodotto colossal e film che passeranno alla storia.
Il mondo del regista è meravigliosamente ricoperto da una patina grigia di intrigo e tensione che tiene attaccati grandi e piccini a qualsiasi genere di schermo su cui si stia guardando una sua opera.
La fortuna è stata quella di aver trovato la sua metà in un poliedrico genio che lo ha accompagnato in alcuni dei suoi film, Helena Bonham Carter, fino al 2014.
In ogni film ci regala una finestra su i suoi demoni, su quello che tormenta il suo animo, o almeno è sempre parso così. Dopo aver vinto il Leone D’oro alla carriera nel 2007 a Venezia, nel 2010 lo vediamo a capo della giuria del Festival di Cannes, ha vinto tanti premi e tante sono state le candidature.
La generazione subito prima il 2000 è cresciuta guardando i suoi film, immersi nei suoi incubi, turbe e paure, da Nightmer Before Christmans ad Edward Mani di Forbice, il Mistero di Sleepy Hollow etc…
I numeri del regista sono ovviamente da sogno come i film, quasi 1 miliardo di dollari solo per Alice nel Paese delle Meraviglie. Anche se non tutti lo capiscono, in molti lo apprezzano e in tantissimi vanno a guardare le sue fatiche al cinema.
Il piacere di guardare una storia libera dai soliti crismi, piena di quel respiro che qualche secolo prima sarebbe stato possibile trovare solo nei grandi libri di favole.
Alla fine Tim è un uomo che sa ancora parlare come un bambino e tenere incollati tutti alle sue storie. È proprio questo il marchio di fabbrica del regista visionario, cioè creare splendide storie che turbano chi le ascolta e le lascia con un sorriso sul volto all’uscita dalle sale, come tutte le favole che si rispettino. Certo è che rimane fuori da tutte le tendenze, è un punto fisso ormai del cinema internazionale. Rende possibile ancora, in un modo in cui pochi o nessuno lo fa, quello per cui le favole ed il cinema sono nati, cioè regalare qualche ora da sogno al pubblico, distante da qualsiasi problema reale.

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