The New Beauty: la forma del futuro

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the new beauty

It may be the uniqueness the new real beauty?
Può essere la singolarità la nuova vera bellezza?

Sulla bellezza:
in quanti si sono interrogati sul concetto di bellezza nel corso della storia e sulla sua relatività. Tutto dipende e viene mutato dall’osservatore.
I concetti e canoni classici della bellezza non abbandoneranno mai l’inconscio umano, ma sicuramente muteranno. Questo mutamento non è mai stato particolarmente veloce, tutt’altro, ma stiamo assistendo ad una velocizzazione del rito di sdoganamento del nuovo bello ed in alcuni casi del ritenuto tale.
All’aumentare della tecnologizzazione della popolazione mondiale, osserviamo l’aumento della velocità di mutazione. Il fattore positivo è che indubbiamente il lavoro si fa più semplice, per modo di dire, per chi da sempre porta innovazione nel campo, cioè trovare perle rare intorno al mondo, tramite social e affini.
La moda da sempre è ambasciatrice del cambiamento di questo concetto, portatrice sana, dogana e giudice di una evoluzione già presente a livello sociale, nelle periferie. Quella diversità che adesso è un motivo di vanto per la generazione trainante di questo secolo. In sé il nuovo concetto di bellezza, almeno quello portato in auge dalle nuove leve e dalla moda in conseguenza, è la diversità, o meglio, la singolarità di una essenza unica, la rarità della diversità. Sì dunque alla ricerca spasmodica di una diversità che il caso a spalmato con grazia su qualche evoluto eletto e gli eventi l’hanno portata a galla.
Infatti sulle passerelle e nei servizi fotografici iniziano ad entrare, accanto alle classiche bellezze senza tempo ricche dei pitagorici canoni di bellezza, nuove forme di bellezza, da pelli maculate che la natura ha voluto così, a forme aliene di rara bellezza. Nasi, spalle, denti, forme fisiche, età, sguardi e sessualità diverse. Superato il trend del no-gender, di cui il design di domani ne ha fatto un canone estetico, ora la nuova bellezza sembra essere la normalità, o meglio il caso, da amare e proteggere come un fiore raro.
Non è solo questione di BodyProud, ma una rivalutazione generale, non è nemmeno un falso interesse in nome del politicamente corretto, è una questione generazionale, una cosa che si è abituati a cercare fuori dai propri occhi.
Ormai durante le settimane della moda e sulle riviste siamo abituati a vedere flotte di aliene bellezze, che riempiono le giornate delle varie settimane in giro per il mondo.
Ovviamente, saltellando per il globo ed osservando attentamente in metro, in stazione, al bar o all’ingresso di un evento, si troveranno universi estranei che esprimono la loro diversità tutti i giorni.
Emblema di questa nuova visione è la modella Canadese Winnie Harlow, già quasi famosa al suo approdo televisivo in America’s Next Top Model, dove è sempre stata spinta ed invogliata dalla Top Tyra Banks, l’ideatrice e presentatrice del programma. Da lì la sua carriera è decollata, ovviamente, bella, bellissima e ricca della sua singolarità, è presto diventata uno dei volti più richiesti (anche se non ha vinto il programma). Nel 2015 è anche stata candidata e vincitrice del premio Beauty Idol, assegnato al Gala Spa Awards 2015.

Il 2016 è iniziato invece con una rassegna di bellezze tutte figlie di questa vena, infatti tra Milano, Parigi e NYC, tra passerelle e presentazioni, abbiamo visto aliene presenze. Dalla sfilata con più di 1000 modelli e modelle di Kanye West per Adidas, in Yeezy, in quella di Ms Fanty al secolo Rihanna per Puma, e di seguito Off White, HBA, Marcelo Burlon, Raf Simons, Balenciaga e così via, ci hanno regalato dei defilé pieni di questa nuove bellezze. Non solo più modelle e modelli, ma anche madri, amici, artisti e giornalisti, tutto dall’ovvio bell’aspetto o perlomeno diverso.
Emblema della bellezza estrema e della rarità di forma è Boychild, involontaria icona della moda, nonostante abbia solo prestato la sua immagine a HBA Hood By Air.
Di Lei, il creatore di uno dei marchi più di tendenza del momento, HBA appunto dice,

“To me she represents a new genre of beauty. Man vs alien, nature vs technology, the beauty and unapologetic sexuality of a woman vs the distinguished confidence of a man. These things are boychild.”

Riassumendo in una sola persona il concetto di labilità di nuovo bello.
Tutti i marchi hanno iniziato ormai da tempo la corsa alla “bellezza nuova”, la stessa Lady Gaga, anche lei rara aliena nella forma e nella iconicità, in Versace, ha fatto stampare su carta patinata l’evoluzione della diversità in bellezza, come sempre d’altronde. L’altra rivelazione è il lentigginoso modello Ralp Souffrant che abbiamo visto protagonista accanto a Yeezus durante la presentazione al Madison, pelle color dell’ebano e lentiggini ancor più scure.
Anche Karl Lagerfeld, la mente degli ultimi anni di Chanel, compresa l’ultima bellissima collezione ispirata agli Emoji, ha scelto come testimonial del marchio francese una bellezza non esattamente canonica, Willow Smith, la poliedrica 15enne figlia di Will Smith. Rara e antica la bellezza del nuovo volto della Maison, che prima di lei annovera tra le sue donne bellezze come Keira Knightley, Kristen Stewart, Gisele Bundchen, Vanessa Paradis, Nicole Kidman, Cara Delevigne e tante altre, insomma una stuolo di bellezze canoniche e non, in evoluzione con il mercato ed il marchio.

Questa scelta del portatore del capo ha spostato ovviamente l’asticella del concetto di avanguardia anche nello stile, sempre un po’ più in là, o meglio, bellezze nuove, meritano un modo nuovo sia di vivere il capo che un nuovo modo di vestire, il quale non impallidisca difronte alla loro bellezza, cosa che ogni giorno iniziamo a vedere per le strade, il luogo dove questa battaglia avviene da tanto… Luogo che è ormai fucina del futuro dei nostri guardaroba. Infatti le nuove leve creative, al contrario dei loro predecessori, sono in grado di trasgredire ai vecchi canoni, contemporaneamente al produrre in diversi campi, quella dei millennials è una delle generazioni più creative. Altra artista ed ora modella per l’ultima campagna di MyCalvin è FKA Twigs, Inordinaria Beltà che sostenuta nel modo giusto e dai giusti talenti l’ha portata al successo planetario.

La bellezza muta, la sensibilità ha dei canoni fuggevoli, è intrinseca da sempre nella volubilità umana, la forza di questa funzione sta nell’evoluzione di chi osserva.
I marchi preesistenti a questa rivoluzione posso solo mutare al mutare della bellezza imposta, dall’unico vero attore del mercato, il cliente.

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