Tamim bin Hamad al-Thani alla guida del Qatar.

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Tamim bin Hamad al-Thani

Doha, dal Sheraton Park ai mondiali 2022

Il 9 gennaio scorso è stato aperto al pubblico lo Sheraton Park a Doha, Qatar.
La notizia non vi farà saltare sulle sedie, ma quello che c’è dietro e che si prospetta per il futuro grazie anche a questo parco forse sì.
Il parco conclude la Corniche di Doha, cioè la passeggiata lungomare che si estende per parecchi chilometri lungo la baia della capitale del Qatar e collega il maestoso Sheraton Hotel con il Centro Congressi di Doha.
Il parco è dotato di spazi gioco per i bambini, zone relax per gli adulti e di un parcheggio sotterraneo per circa 2000 veicoli collegato con un tunnel al nuovo centro congressi di Doha, ma la cosa sorprendente è che è ricoperto da un rigoglioso manto d’erba che neanche la Scozia si sogna. Come si fa ad averlo in mezzo al deserto?

Si desalinizza l’acqua del mare no?! No, scherzi a parte, la dissalazione delle acque del mare è un procedimento di cui si parlava come se fosse un qualcosa di utopistico fino a non molti anni fa.
Qui invece è realtà e stanno cercando di rendere l’utilizzo dell’acqua, sia del parco che di tutta la città sempre più ecologico. Lo stato del Qatar infatti ha stanziato 4,5 miliardi usd per la ricerca e sviluppo di nuovi impianti di dissalazione d’acqua marina e gestione delle acque reflue.
Il problema dell’acqua a Doha, dove vive circa il 60% della popolazione Qatariota, è un problema complesso che ha richiesto uno stanziamento che equivale a quattro volte quello messo in opera per la realizzazione degli stadi per i campionati mondiali del 2022.
Per questo problema è già stato coniato il nome Oro Blu, infatti l’acqua, l’Oro Blu, sembra già essere ad oggi un problema non solo per il Qatar, è molto probabile che in futuro lo sia anche per altri paesi, causa il continuo inquinamento dei fiumi e l’incessante innalzamento delle temperature e relative conseguenze atmosferiche.
Detto questo, noi ci occupiamo di branding, e Doha, ma il Qatar in generale, stanno vivendo anni di rivoluzione che li mette particolarmente in luce tra gli stati del Golfo Persico.
Doha, infatti, sotto la guida dell’emiro Tamim bin Hamad al-Thani sta segnando il sentiero a un futuro che si protende sempre più verso l’idea di sviluppo occidentale, di cui sicuramente la leadership nella costruzione di impianti di dissalazione dell’acqua li renderà tra i paesi top nel campo dell’ingegneria. Un campo dove, tra le altro, stanno mostrando cose incredibili anche per la realizzazione di interi quartieri artificiali dove prima c’era il mare e enormi grattaceli costruiti su basi sabbiose.
Ci aspettiamo quindi che il Qatar sarà nei prossimi anni un marchio di qualità per l’ingegneria, come lo è l’Italia per il design e la moda o la Germania per le auto.

Un futuro quindi basato sull’innovazione tecnologica, ma al contempo molto legato alle tradizioni dell’Islam, a cui l’emiro dicono essere ancor più attento del suo predecessore. Tradizioni che però al contrario di un tempo non risultano più essere un confine col resto del mondo, anzi è proprio il “tradizionalista” Tamim bin Hamad al-Thani ad essere il primo esterofilo del suo paese.
Di formazione accademica britannica, iniziata alla Sherborne School nel Dorset e conclusa alla Royal Military Academy Sandhurst, è stato ed è membro di tantissime associazioni, partecipa col gruppo di investimenti qatariota in molte società europee ed grande promulgatore dei valori dello sport come mezzo di socializzazione.
Infatti attraverso il Qatar Investiment Authority sono entrati nell’azionariato di società come Barclays, Sainsbury’s, Harrods, Volkswagen, Walt Disney, Heathrow Airport, Siemens, Royal Dutch Shell, per citarne alcune, nonché diventati proprietari del piano di sviluppo di Milano Porta Nuova.
Invece attraverso il Qatar Sport Investment sono diventati proprietari del famosissimo Paris Saint German.
Dal punto di vista dello sport, Tamim bin Hamad al-Thani, sembra aver riconosciuto il valore aggregatore che è in grado di sviluppare, da sempre utilizzato in occidente per far dialogare le persone e i popoli. Nel 2006 ha presieduto il comitato organizzatore dei XVI Giochi Asiatici e per la prima volta nella storia tutti gli stati hanno partecipato.

L’idea che ci fa pensare cose grandiose per il Qatar sotto la guida di Tamim bin Hamad al-Thani sono in primis la pacifica salita al potere, la capace gestione che ha dimostrato nell’intrattenere i rapporti con i paesi esteri del golfo e non, certamente la potenza economica di cui dispone, l’istruzione e l’esperienza lavorativa molto eterogenea che lo rende una personalità in grado di capire differenti problematiche e scenari. Tamim bin Hamad al-Thani è stato infatti Capo del Consiglio Superiore per l’Ambiente e i santuari naturali; Presidente del Consiglio Supremo per l’Ambiente e Riserve Naturali; Presidente del Consiglio Supremo dell’Istruzione; Presidente del Consiglio Supremo delle Tecnologie, dell’Informazione e della Comunicazione; Presidente del consiglio di amministrazione dell’Autorità delle Opere Pubbliche e la Pianificazione Urbana e di Sviluppo; Presidente del consiglio dei reggenti dell’Università del Qatar; Vice presidente del Consiglio della famiglia regnante; Vice presidente del Consiglio Supremo per gli affari economici e gli investimenti; Vice presidente dell’Alto Comitato di coordinamento; Membro dell’associazione “Sport per Tutti”.

Proprio per essere sempre stato all’interno di organizzazioni diverse si mostra come personaggio in grado di dare l’accelerazione a una nazione che, come ogni nazione matura, diventa sempre più eterogenea e complessa, dal punto di vista gestionale e dal punto di vista culturale.
Se dobbiamo iniziare a pensare alla prossima capitale culturale dei paesi arabi, Doha è in prima fila.

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