Se si pensa bene, si cucina bene: A gipsy in the kitchen

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Louisa May Alcott una volta ha scritto: “Ci vogliono due pietre focaie per accendere un fuoco”. L’autrice di Piccole Donne, ovviamente si riferiva al rapporto di coppia.
Alcune volte esistono dei talenti che soli non riescono a trovare il loro posto nel mondo, poi trovano la loro metà e non solo scocca l’amore, ma riescono anche a trovare il loro spazio. I talenti si uniscono, si compensano e nasce qualcosa di bello.
Lavorare insieme, condividere un progetto è un fatto che succede soprattutto tra i blogger. Si condivide un’idea e la si mette in pratica in casa. È successo ad Alex e Mimi Ikonn che, lasciato il lavoro in banca hanno puntato prima sulla linea di extension di Mimi e sua sorella Lela, aprendo un canale di tutorial su Youtube e poi hanno iniziato a viaggiare e mostrare la loro vita. Oggi hanno all’attivo due canali Youtube, un’agenda, un calendario di produttività giornaliero, un libro e una bimba. Oltre ovviamente all’impero di extension a clip.
Un po’ più fashion e lanciati verso l’alta moda sono Sona Gasparian e suo marito che, da bravo principe consorte l’accompagna a sfilate ed eventi, aiutandola nelle riprese dei suoi “vlog”.

 

A Gipsy in the Kitchen

A Gipsy in the Kitchen

Sempre oltremare ma italianissimi, sono Cliomakeup, al secolo Clio Zammatteo e suo marito Claudio Midolo che, ormai, sono diventati per tutti la coppia che vive alla porta accanto. Belli, simpatici e veraci. Dai tutorial sui trucchi ai viaggi in giro per il mondo, con loro si finisce sempre a mangiare.
A proposito di mettersi a tavola. Le coppie tra i food blogger non son certo poche. Un caso particolarmente gustoso sono gli Gnam box. Innamoratissimi, l’uno dell’altro e soprattutto della buona tavola. Sono due ragazzi carini, à la page, scaltrissimi tra i fornelli, ma difficilmente rispondono alle mail.
La mia coppia preferita ai fornelli è molto folk! Si chiamano A gipsy in the kitchen. Il loro sembra un amore dolcissimo, arricchito da Brie un cane stupendo. Attraverso le loro ricette e le loro foto trasmettono una sensazione di calore, di comfort, di maglioni di lana, di zuppe, di tè e torte golose. Qualche giorno fa, su Instagram, Alice ha postato una foto scrivendo: «Quando si è felici si fa fatica a scrivere perché tutto sembra chiaro, finalmente e le parole trovano spazio in sorrisi. Per arrivare però qui, quanta fatica. Quanta tristezza anche. Ricordo di crisi di pianto, seduta per terra da sola sul pavimento di una casa che in fondo non era mai stata mia. Ricordo una volta in cui la collaboratrice domestica venne in camera spaventata dai miei singhiozzi. Ricordo di un cuore spezzato e umiliato e nessuno li a dirmi: si sistemerà tutto. Ricordo di preghiere nella notte in cui speravo solo che quel vuoto dentro scomparisse come era arrivato: silenzioso come la neve, subdolo come l’afa. Sono stata madre di genitori troppo presi dalla loro guerra, quando in realtà volevo solo essere figlia. Sono stata amante silenziosa quando invece avrei voluto gridare al mondo la forza delle mie emozioni. Sono stata grassa e mi odiavo. Sono stata troppo magra e mi odiavo. Ho perso amiche, ho giocato alla vittima. Ho viaggiato così tanto da perdermi. Ma mi sono ritrovata: quando ho deciso che ordine doveva essere nella mia vita è arrivato il mio gitano e poi Brie e la vita che volevo. E loro due sono la mia forza e il mio sostegno, ciò di più reale possa esister e che viene chiamata serenità. Questa mattina mi sono svegliata ed ho guardato la casa così meravigliosamente natalizia come ho sempre sognato quando sognavo di famiglia e amore. Ho celebrato con questi pancakes svedesi. Perché quando si è felici bisogna farci caso». Spesso si dice: se si pensa bene, si cucina bene, così ho deciso che valeva la pena intervistarla.

Alice, come nasce l’idea della cucina gitana?
Nasce dalla nostra curiosità e dalla nostra gran golosità. Uniti questi due elementi hanno creato due viaggiatori golosi. Che appena tornano dai viaggi traslano i ricordi in ricette.

Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra collaborazione?
Ci siamo conosciuti per caso: una sera di quasi 4 anni fa, mentre il mio Gitano lavorava in un ristorante, io ero lì per festeggiare un amico. È stato colpo di fulmine e non ci siamo più lasciati. Da lì la necessità di lavorare insieme per traslare le nostre passioni in vita quotidiana ma soprattutto per godere tempo insieme l’uno con l’altro tutto il giorno tutti i giorni.

Quanto è impegnativo lavorare e collaborare con il proprio partner?
È una gran libidine in realtà. Certo si discute, ma poi è meraviglioso vedere che il frutto del nostro lavoro è speciale e soprattutto potremo lasciare qualcosa di tangibile ai nostri figli.

Una volta finito il lavoro, riuscite a lasciar tutto fuori dalla porta?
Di base per noi tutto è lavoro perché tutto è una gran ispirazione.

Le vostre ricette, i vostri piatti sono bellissimi, ma a voi due cosa piace mangiare insieme?
Seduti accoccolati sul divano, ordinando sushi e cinese mentre guardiamo Netflix.

La cena tipica dei gitani: a lume di candela – sono molto scandinava in questo – con vellutate o risotti o creme calde.

Viaggiate tantissimo alla scoperta di colori e sapori. Il vostro posto preferito?
Insieme nel mondo è il nostro posto preferito.

Infondo, come diceva Giulia Child: “dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!”

qui il SITO

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