QUEER LION VENICE 2017

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il queer lion è uno dei premi cinematografici che vengono assegnati durante la storica mostra del cinema di Venezia, quest’anno giunta alla 74ma edizione.
Siamo ormai all’11ma edizione di questo premio, grazie al quale si stanno lentamente sdoganando le problematiche e la tematica lgbtq all’interno del cinema.
Il cinema di genere è sempre esistito, sempre ghettizzato o unicamente proposto al grande pubblico per scandalizzare, credo che finalmente con questo genere di concorsi si stia arrivando ad una consapevolezza maggiore dovuta ad una mutazione del pensiero comune in normalità a proposito queste tematiche.
Hollywood, come tutti i registi indipendenti, hanno fatto si che queste tematiche venissero sdoganata, alle volte in maniera particolarmente aggressiva altre molto più romantica e delicata.
Ricordo quando ero bambino l’uscita di brokeback mountain in Italia nel 2005 si gridava con sdegno allo scandalo, fortunatamente le cose sono particolarmente cambiate, certo non è un paradiso LGBTQ, infatti solo quest’anno le coppie monogender sono riuscite ad avere un piccolo riconoscimento a livello legale come le unioni civili.
Nella storia del cinema tanti sono stati i personaggi e i film che hanno cercato di modificare in diversi modi la percezione del mondo lgbtq. Basti solo pensare all’Oscar per il miglior film del 2017 che è andato proprio ad un film con tematica gay, MOONLIGHT, un film eccezionale a mio parere.
Da MILK al Dallas Buyer Club, passando per Shelter sino a ShortBus, tutti questi film come altre decine sono servite per educare la gente ad una normalità diversa dalla loro.
Quest’anno sono 9 i film in gare per il queer lion:

Una famiglia di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel (Italia, 105’)
Un amore estremizzato di una ragazzina per un uomo porta i neanche troppo singolari protagonisti a vivere una Vita sul ciglio della normlità.

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson (Uk, 110’)

 

 

Ammore e malavita di Manetti Bros. con Giampaolo Morelli, Claudia Gerini (Italia, 133’)

 

 

Marvin di Anne Fontaine con Finnegan Oldfield, Isabelle Huppert (Francia, 115’)

Identity and rebirth according to director Anne Fontaine. Delicate and touching film, in Horizons

 

The Prince and the Dybbuk di Elwira Niewiera, Piotr Rosołowski (Polonia, Germania, 82’)

 

 

Martyr di Mazen Khaled con Carole Abboud, Hamza Mekdad (Libano, 80’)

 

 

Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini con Anna Foglietta, Vincenzo Salemme (Italia, 110’)

 

 

Les garçons sauvages di Bertrand Mandico con Vimala Pons, Diane Rouxel (Francia, 110’)

Five teens of good family, enthusiasts of occult sciences, commit a fierce crime.

 

 

Team Hurricane di Annika Berg con Eja Penelope Roepstorff, Ida Glitre (Danimarca, 94’)

 

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