Puglia Turismo: la Puglia sperimentatrice e golosa che nessuno vi racconta

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Puglia turismo

1,184 miliardi di turisti stranieri sono venuti in vacanza in Italia nell’ultimo anno, praticamente 50 milioni in più rispetto al 2014. Potremmo definire il 2015 “un’ottima annata”per i dati del turismo, finalmente in crescita. L’Italia è stata una delle mete europee più gettonate. Il turismo in Puglia non conosce crisi. È proprio quanto emerge dai dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO – World Tourism Barometer – January 2016). Ben 3,4 milioni di arrivi nel 2015, che segna un +3,7% rispetto all’anno precedente.
Gli arrivi internazionali sono il 9% in più del 2014, per essere precisi 723.000.
Un totale complessivo di oltre tredici milioni di notti di permanenza effettiva. Certo, Bari si ritaglia un ruolo strategico, sia per l’aeroporto che per la posizione geografica. Tanto da essere una delle città più felici d’Italia.
Ma basta con questi numeri! É ovvio che il brand “Puglia” sia diventato uno dei maggiori brand vacanzieri in tutto il mondo. Anche perché la Regione Puglia ha dato i natali a “Puglia promozione”, l’Agenzia Regionale del Turismo, che ha riempito le città, le stazioni e gli aeroporti italiani con foto meravigliose di scorci pugliesi. Così il tacco d’Italia vive la “dolce vita” che viveva la costiera amalfitana negli anni ’60 e il Salento e la Valle d’Itria sono un trend in crescita nel 2016, che non accenna a calare.
Ma quello che dovete sapere della regione sono le cose che nessuno vi dice!

PUGLIA
Vi hanno raccontato di spiagge bianche, acque cristalline, sole cocente, vento fino e fresco. Vi hanno detto dei castelli federiciani, dell’archeologia, dei campi sterminati coltivati a vigne, grano e ulivi. Tutti sanno dei piccoli borghi bianchi, chiese barocche, della gente accogliente, delle strade lastricate di “chianche” oltre che di buone intenzioni.
In tanti vi avranno detto cosa visitare e dove andare a mangiare. Ma ovviamente io farò di meglio, vi racconterò la mia Puglia.
Se invece delle solite mete vi andasse di spostarvi a Taranto, potreste giocare a svelare tesori nascosti: ogni androne di palazzo e ogni cortile del borgo e della città vecchia nasconde un passato scintillante e opulento. Cappelline nascoste, chiostri, fregi privari, celati da pesanti portoni.
Se poi vi andasse di perdervi senza paura tra i vicoli di quella che viene chiama la città vecchia, potreste assaggiare le delizie di Taranto, i frutti di mare, proprio come tradizione vuole.

PUGLIA
In via Cava, c’è una piccola trattoria che si chiama Fà-tu, che vuol dire fai tu, fai da te. Si tratta di un esperimento “di formazione e convivialità” che viene gestito in via informale da un gruppo di cittadini dell’isola. Una sorta di scuola di cucina, nata come ristorante per un giorno e poi diventato un vero e proprio laboratorio di cucina. Il locale ospita anche molte mostre, concerti e incontri, insomma un posto in continua evoluzione.
La Puglia si evolve, cresce e anche una meta ultra nota come Polignano a Mare può nascondere laboratori creativi e chic.
In via Roma c’è Pescaria, non saprei come definirlo. Potrebbe essere un fast food di mare, ma i piatti dello chef Lucio Mele vanno gustati lentamente e assaporati morso dopo morso.
Non è un ristornate, non è una trattoria è Pescaria. Un posto dove i panini si fanno gourmet.
L’idea è nata al proprietario di una pescheria, che voleva preparare dei panini con pesce
freschissimo, appena pescato per i turisti che affollano Polignano.

Pescaria

Pescaria

Poi l’incontro con lo chef, un incontro fortunato come quello che mette insieme la burrata e la tartare di gamberi e pesto. Oppure, se vi piace scoprire sapori nuovi vi consiglio il panino con cacio cavallo alla griglia, una insalata di pomodori pachino, caco mela, finocchi, fichi secchi, con gamberi crudi e romanella.
Non pensate solo ai panini, anche se arrivano a produrne non solo il pane, ma anche le salse. Vi piace la pasta, credo che lo chef prepari la lasagna ai frutti di mare più buona che io abbia mai mangiato (ho cercato un termine meno casereccio, ma non ve ne sono di più adatti).
Devo avvisarvi, la cucina dello chef Mele crea assuefazione. Ci sono stata un po’ di tempo fa, ma a pensarci mi viene ancora l’acquolina in bocca e la voglia di tornarci anche adesso.
E voi? Non siete ancora partiti?

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