Paul Pogba: riflettori su sponsor e diritti d’immagine

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Paul Pogba, calciatore francese, centrocampista della Juventus, classe ’93, è uno dei personal brand con maggiore crescita nel mondo del calcio odierno.
Infatti subito dietro ai vari Cristiano Ronaldo, Messi, Ronaldinho, il quale anche se ormai gioca in campionati minori ha sempre un fortissimo appeal per i marchi, sta crescendo la stella di questo giovane dalle doti straordinarie.
Doti straordinarie non solo a livello atletico e tecnico, che comunque oggi hanno portato la valutazione del suo cartellino a una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di euro, ma anche dal punto di vista dell’immagine.
Infatti Paul Pogba risulta anche molto simpatico al pubblico e per questo un ottimo personal brand a cui legarsi per vendere prodotti di vario genere.

Paul ha già raggiunto 2,3 milioni di follower su Instagram, pochissimi se messi ha dispetto dei 52,9 di Cristiano Ronaldo, ma il ragazzo è solo agli inizi, sia come carriera che come Instagram account.
Il fatto che fa pensare bene è che tutti gli altri account di football parlano già di Pogba, postano foto di lui, anche brandizzare ed editate a piacere, gli hanno già dato soprannomi e legato a lui speciali “balli” di esultanza. Su Instagram e nel web in generale è impazzato l’utilizzo degli hashtag #Pogboom per i suoi tiri in campo e #Pogbance per la sua esultanza Dab-dance dopo aver segnato un goal.
Pogbance e Pogboom sono diventati tanto virali che Adidas, nuovo sponsor del campione francese, ha creato per il suo gioiellino degli scarpini che nel tacco riportano scritti proprio i due neologismi.

Ecco, qui entriamo in un ambito leggermente più tecnico, poiché il nuovo contratto di Paul con Adidas, di cui si parla di circa 2,5 milioni di euro all’anno di corrispettivo che l’azienda tedesca verserà al centrocampista bianconero, ci apre le porte per parlare dei diritti d’immagine.
Infatti è notizia di questi giorni è che il manager di Paul, Mino Raiola, secondo quanto riporta il giornale francese L’Equipe, abbia trovato un accordo con Oualid Tanazefti, vecchio consigliere di Paul che lo segue sin dai tempi in cui il giovane centrocampista giocava nel Le Havre.
La vicenda sui diritti d’immagine di Pogba inizia nel 2014 quando Paul firma un contratto dove cede i propri diritti d’immagine a Tanazefti.
A causa di questo contratto la cessione di Pogba da parte della Juventus era difficoltosa in quanto la società che lo avrebbe voluto acquistare avrebbe dovuto spendere altri 10 milioni di euro, oltre al costo del cartellino, da versare appunto a Tanazefti per i diritti da lui detenuti.

La notizia è che il manager di Paul avrebbe pagato lui i 10 milioni a Tanazefti per liberare il ragazzo sul mercato e lasciarlo anche mentalmente più rilassato. Questi 10 milioni dovrebbero essere presto recuperati proprio attraverso i nuovi contratti di sponsor che il calciatore sta firmando, uno dei quali proprio il quadriennale a 2,5 milioni con Adidas.
Ma questi diritti d’immagine di cui spesso si sente parlare nel mondo dello sport e del calcio sopratutto, come funzionano e perché sono così spesso argomento di trattativa?
I diritti d’immagine riguardano gli introiti derivanti da sponsor e se ne sente parlare tanto perché dalla fine dagli anni ’80 in poi hanno avuto un peso così forte sui ricavi da raggiungere e in qualche caso superare i guadagni derivanti dagli stipendi ricevuti dalle società d’appartenenza.
I dissidi nascono tra i club e i giocatori sulla gestione di questi diritti in quanto le sponsorizzazioni riguardano l’immagine personale del giocatore, in cui spesso compare senza il logo o la divisa del club, ma d’altro canto il club crede, a buon ragione verrebbe da dire, che tal giocatore riceva richieste di sponsorizzazioni perché gioca in un top club e perché è il club che credendo in lui/lei gli/le ha dato la possibilità di diventare una star.

Quindi chi dovrebbe gestire questi diritti e riceverne i compensi? Beh dipende, non c’è una regola e ogni club gestisce questi rapporti a modo suo. Per esempio, il Napoli del presidente De Laurentis o il Manchester United hanno come regola la gestione del 100% dei diritti dei calciatori da parte del club, mentre al polo opposto un esempio è quello del Paris Saint German di proprietà del fondo Qatar Investment Authority che lascia il 100% dei compensi dei diritti d’immagine ai giocatori.
Nel mezzo tra questi due opposti ci sono centinaia di casi diversi. Alcuni li gestiscono secondo quella che viene chiamata in gergo la clausola “Figo”, nome derivante dal calciatore portoghese Luis Figo, che quando arrivò al Real Madrid pattuì col club la gestione al 50% dei diritti, regola che hai tempi venne applicata anche a Beckham.

Alcuni utilizzano come metodo di discriminazione per i diritti d’immagine il fatto che il giocatore compaia nella sponsorizzazione con o senza la divisa o il logo del club. Quelle dove compare anche il club, i compensi vanno solo al club, per quelle dove non compare solo il giocatore, i compensi vanno solo al giocatore.
Questi i maggiori casi, ma ogni contratto è a sé, soprattutto oggi dove spesso i cartellini dei giocatori più promettenti vengono comprati sin da giovanissimi dai fondi d’investimento, il che ha reso il gioco finanziario del calcio e degli altri sport molto più complicato di un tempo.
Detto questo e ritornando al nostro Paul Pogba, la sponsorizzazione con Adidas è già un successo virale nel web e quel cognome che si presta così bene ai giochi di parola sembra scelto da un marketing manager.

Negli ultimi mesi tutti gli appassionati si stavano chiedendo se il giovane campione avrebbe firmato con Nike o Adidas, bene Adidas l’ha spuntata. Gli scarpini brandizzati per Paul sono gli Adidas Ace 16+ PureControl senza lacci. Questi scarpini, che segnano un altro passo nella storia del equipaggiamento sportivo per il calcio made by Adidas saranno sicuramente un pezzo di storia alla pari dei Predator Precision del 2000, i primi scarpini ad avere i tacchetti intercambiabili e ad avere star mondiali come personaggi di punta. Paul sarà legato a questi scarpini nella mente degli amanti del calcio per sempre proprio come lo sono Zidane, Beckham e Del Piero per i Predator, il che è tanta roba.

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