New air from the East Coast! Tidal the Brand

Comments (0) Music

Tidal

al secolo TidalHIFi, nasce come risposta nord europea a Spotify. È stata subito lanciata in paesi di anglosassoni natali come UK, Canada e USA nell’ottobre del 2014.
Nella prima metà del 2015, Aspiro, la società di controllo di Tidal è stata ceduta a Project Panter Ltd di Shawn – Jay Z – Carter.
La brandizzazione TIDAL è sempre stata forte, ma con il tocco EstCoast ha preso un sapore tutto nuovo.
Ovviamente ha assorbito l’appeal della famiglia Carter-Knowles.
Il Brand nasce con la volontà di internazionalità sempre dichiarata, i colori Tidal sono quelli giusti, logo o bianco o nero, dipende dall’occasione cosa richiede, e sfondi a contrasto che lasciano trasparire immagini sature di eventi epocali.
L’aria è quella di NYC, almeno come viene vista dall’esterno, l’anima è quella di una piattaforma audio-video di streaming dal grande potenziale considerato l’infinito appeal.

Al contrario di altri attori sul mercato non propone alcuna modalità di ascolto gratuito, questo è particolarmente facile da capire, ed a dirla tutta anche decisamente condivisibile, infatti si pone come unico attore che punta a dare le giuste royalties agli artisti che hanno la loro musica sulla piattaforma, infatti tutti ricordiamo qualche problemino che alcuni artisti hanno avuto con i principali attori nel campo, i quali pagavano un decisamente troppo ridotto riconoscimento agli artisti. Una Music Streaming Platform fatta da artisti per offrire il meglio della musica mondiale ai suoi fruitori. Potete non solo gustarvi in streaming i concerti del vostro artista preferito, ma anche acquistare i biglietti per le sue performance live.
Una volta che il lancio viene fatto come solo Jay sa organizzare, la strada può sembrare ben lastricata. L’evento di ri-lancio e benefico allo stesso tempo ha infatti avuto gran risonanza, anche e sopratutto nei paesi dove Tidal non è ancora approdato. TIDAL X:1020 al Barclays Center di Brooklyn è stato un evento dal sapore molto poco teen che tutta la vecchia Mtv generation ha apprezzato. Molto più voluttuoso e sexy, è stato caratterizzato da performance di artisti che ovviamente hanno la loro musica sulla piattaforma, come Prince, Usher, Lil Wayne, T.I., Fabolous, Thomas Rhett, Damien Marley, Indochine, Hit-Boy, ma la performance più calda e dalle forme prorompenti è stata quella di Queen Bey e Nikki Minaj che hanno fatto sognare tutti i presenti.

Un Brand che sta cercando la sua dimensione dal punto di vista di business, sicuramente il muro che troviamo tra tutti gli altri attori del mercato è il costo che l’utente è chiamato ad affrontare, questo è dovuto al dettaglio delle royalties che gli artisti meritano per il loro lavoro e ovviamente per tutti gli altri servizi che la piattaforma offre.
Anche per questo sembra una squadra che cerca spasmodicamente un buon Coach che porti risultati. Infatti in un solo anno sono 3 i CEO che si sono seduti al posto di comando. In due sono stati “esonerati”, per continuare la similitudine calcistica, la notizia della scalata al terzo è arrivata alcuni giorni fa, quella che Jeff Toig, veterano del settore, aveva avuto l’incarico. (Qui potete trovare l’intervista che in Billboard gli hanno fatto)
Quindi la giusta anima che un brand del genere deve avere è quella che premierà una buona intenzione, sempre se in casa Project Panter, troveranno il giusto spunto per spingere il largo consumo verso una premium quality platform multiservice.
Il logo del nuovo prossimo colosso dello streaming musicale è di una semplicità sconcertante, e quindi molto di impatto allo stesso tempo. La parte di lettering richiama lo stile super pulito della musica underground, il marchio grafico invece è leggermente più complesso e criptico, il sapore è il medesimo della tendenza più sdoganata in strada, ricorda un altissimo active-wear, proprio sia dei fruitori che dei produttori e cantanti che di Tidal formano la famiglia. Spaventosamente in target, ricorda all’immediato la T del nome, i più fantasiosi vedono l’opulenza di un brillantissimo diamante, ma il dettaglio che colpisce di più e che più fidelizza regalando quasi un brividino al lettore è il Claim “High Fidelity Music Streaming”, dettaglio azzeccattissimo, un nastro nero opaco in un packaging del medesimo colore. Ottimale.

Qui di seguito un estratto dell’intervista fatta al magazine Billboard:

Other than there being a limited number of these jobs available in the world, what prompted you to take the job?

In terms of why I decided to take it, for me there were really three main reasons. At a high level, this was a great opportunity to do something differentiated here. Jay Z and the artist-owners are deeply committed to Tidal and the vision they have for the business. Let me break each of those down. As I evaluated the business and the opportunity, Tidal has a really unique set of assets. It has exclusive content, deep connection with the artists — A-list artists — live events like Tidal X, and a unique set of assets.
It’s early in the game, but the seeds have been planted and it creates a really fascinating foundation. Second, through the interview process I was fortunate to spend quite a lot of time with Jay Z, learning more about his vision for Tidal and why he made such a significant investment in this business. It became clear to me that Jay and the artists behind the company are deeply committed to developing an amazing music experience for fans. I share a belief that this has been lost with many services, and it will be critical as we build Tidal into a leader in this space. The third thing is the momentum. The company just launched six, seven months ago and it’s already grown to over a million subscribers. When you see a business like this gaining that kind of momentum, you start to think there’s something quite interesting happening. I’ve seen this before, and I’m intrigued by the growth and the potential the business has.

Since Tidal re-launched in March, you now have Apple Music, YouTube Red, Pandora announcing plans to launch a subscription service. What do you think of the market? Do you think it’s growing at a good enough rate for all services they get, or do you think everybody’s just grabbing share right now? A little of both?

This is my view: There’s clearly momentum building around subscription music services generally. The concept is gaining traction with consumers because you have a number of really meaningful companies that are in this space, and that puts a lot of focus and attention on a new idea. I don’t think any of us were sure, five years ago, that this business concept would take hold — but it’s taking hold. If you look at subscription models generally, subscription-based business models make for attractive companies. Video subscription services like Netflix, wireless carriers like Verizon and cable companies like Comcast, they all demonstrate that subscription models with recurring revenues are attractive businesses. We can create music subscription businesses that are also viable and attractive.

Tidal is interesting in that it has the standard price and a higher-priced service for higher-quality audio. But it doesn’t have free, or something at a lower price tier — that’s a place where Muve Music had some success. Do you think that needs to be addressed or can be addressed? Or do you think services like Tidal are going to go after the $9.99 consumer and the $19.99 consumer for the time being?

I don’t know yet. Until I get into the business and can roll up my sleeves with my team, I don’t know exactly how we’re going to [determine] the best opportunities for us to chase. I’ve looked at hi-fi technologies and the impact that’s had on the industry. There’s something happening there, too. Of [Tidal’s] million-plus subscribers, nearly half of them are on the hi-fi offering.

The feeling I get from the music industry about Tidal has been both uncertainty and optimism. What’s your message going to be to the music business, when you step in and start talking with them in January?

I think first and foremost we’re aligned with major labels and publishers. We’re trying to do something that forwards their interests, something that’s going to help the artists, the writers and the creative community. We’re deeply committed to this business and we’re focused on building a scaled, sustainable, successful business that’s going to be here for a long time.

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookShare on LinkedInShare on Tumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Will be used in accordance with our Privacy Policy