MATTLUMINE BEST BRAND DESIGN 2015

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Best Brand Design. Classifica

1st Fiat 500

Le motivazioni per cui Fiat 500 è stata scelta come best brand design sono molteplici. Innanzitutto è stato creato un design capace di ricordare la famosa capostipite, ma risultare attualissima. Molto importante è stata anche la capacità di creare delle linee replicabili e scalabili, virtù tipiche delle buone idee, che hanno portato alla creazione di altre due auto di grande successo: la 500 L e la 500 X.
Il branding per questa auto è stato veramente ottimo, iniziando le campagne molte tempo addietro e puntando molto sul mercato americano che si è dimostrato ricettivo alle nuove auto di piccola taglia. Da Jennifer Lopez al Papa i testimonial e le comparsate per la Fiat 500 sono state tante e di prima scelta. Per lei (la 500 è femmina) primo posto! http://www.fiat.it/fiat500/500

2nd Art Miami Design District

Secondo posto per un pelo, perché per il design district di Miami bisognerebbe quasi fare una categoria a parte. Infatti è una cosa davvero, davvero innovativa. Infatti il design district è un quartiere che si comporta come una azienda, un’azienda che sta nel mezzo tra un centro commerciale e un centro culturale, con una brand identity da paura!
Il quartiere è tutto un susseguirsi di ristoranti, negozi e gallerie d’arte. Sempre ricco di eventi, fa il suo boom con la Design Week, ormai una delle più seguite al mondo.
Il fatto di essere stato un quartiere povero e in buona parte da ricostruire ha fatto sì che l’architettura dei nogozi potesse essere quasi del tutto libera da piani regolatori e il risultato è la Disneyland dei marchi.
Ma come detto, la particolarità sta nel fatto che il quartiere si comporta come un soggetto del mercato, fa promozione, ha un sito ricco di tutte le info necessarie compreso un blog dedicato e la brand identity è studiata alla perfezione. Secondo posto, ma idea e realizzazione perfette! http://www.miamidesigndistrict.net/

3rd Seletti

Il terzo posto per Seletti è stato scelto per motivi legati strettamente alle scelte di design. Il merito di aver creato attraverso la collaborazione con molti designer giovani, linee prodotti che sdrammatizzano il design senza scadere nel pacchiano. Un gusto piacevole, divertente, che ha il merito di far avvicinare molte più persone al design d’autore rispetto a quello delle persone già interessate al design. Molto apprezzato le operazioni di co-branding con Diesel e Paul Smith e la brand identity innovativa, che si erge su una collina fatta di pop art, dada, graphic design e la capacità dei grandi nomi di non prendersi sempre troppo sul serio come invece accade spesso nel settore. Da questo ne esce un brand che si collega molto di più con le nuove generazioni e per qualsiasi brand il contatto con i millennial è fondamentale. Per cui, ottimo lavoro! http://www.seletti.it/index.php

4th Bisazza
Terzo marchio italiano su cinque in classifica, ma questo è design e si sa il campo è italiano per definizione. Comunque, il posto in classifica è dato dalla capacità di rendere contemporaneo un marchio legato al mosaico che di per sé ricorda solo fasti antichi. Infatti le linee nuove per le ceramiche e il design moderno dei loro mosaici avevano già fatto per mantenere in auge il marchio, ma il colpo sferrato negli ultimi anni è quello che non ci si aspettava è stato nell’arredo bagno, dove hanno creato linee così belle da far invidia a chi produce bagni da sempre.
La capacità di usare una brand extension per fare un upgrade della propria brand identity è stato davvero eccezionale soprattutto per la manifattura dei nuovi prodotti che hanno mantenuto l’altissima qualità del brand inalterata. Quarto posto per loro! http://www.bisazza.com/

5th ArchitecturalDigest.com

ArchitecturalDigest.com, per gli amici AD Usa, merita il posto nella classifica dei best brand per il design perché è stata la rivista che ha deciso di spostarsi dalla editoria di settore che si occupa del design dal punto di vista tecnico e decide di proporre un’idea del design come parte del sogno di vita, idea simile alla moda, ma espressa diversamente, perché comunque molto più legata alla realtà, anzi è proprio dalle realtà da sogno che crea la sua brand identity.
Svincola il design dai dettami delle geometrie per andare verso i dettami emozionali, non si preoccupa delle opinioni degli addetti al settore, perché loro fanno il settore. Infatti abbiamo notato che il loro modo di fare editoria di design è stato il più ripreso dalle testate giornalistiche che si sono accinte a proporre i loro magazine di design, risultando tutti delle copie di AD.
Come sempre, il futuro è di chi lo fa. Quinto posto meritatissimo per il magazine di design meno bacchettone che ci sia! http://www.architecturaldigest.com/

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