“Mario Schifano e la Pop Art in Italia”

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A Lecce, tempio del barocco, sbarcano le tele dei più importanti autori di arte contemporanea della seconda metà del Novecento.
Anche l’Italia ha avuto la sua Pop Art. E chi volesse scoprirla potrà farlo visitando la mostra “Mario Schifano e la Pop Art in Italia”, fino al 23 ottobre al castello Carlo V di Lecce. In esposizione le tele di quattro artisti che segnarono la storia dell’arte italiana ed internazionale del secondo Novecento, dando forma a Roma alla cosiddetta ‘Scuola di Piazza del Popolo’. Si tratta di Franco Angeli, Giosetta Fioroni, Tano Festa e Mario Schifano. Motivi ed oggetti dell’immaginario comune, dalla storia dell’arte alla vita quotidiana, in queste tele prendono forma di esperienza astratta o transitano verso concetti come la società di massa, le caratteristiche della città metropolitana, il connubio tra generi artistici e linguaggi nuovi, in contemporanea con quanto avveniva dall’altra parte dell’oceano, in America.

Il percorso nel castello parte con i lavori di Franco Angeli, che rifacendosi all’esperienza di archeologo, negli anni ’70, il suo periodo più florido, riproduce e reinventa il passato, con grandi tele che richiamano le svastiche, o l’obelisco di piazza del Popolo o ancora i dollari americani. Simboli semplici, facilmente comprensibili ma che richiamano anche al potere e alla violenza, dalle falce e martello alle aquile reali. Dipinti in cui le paure di un passato che è impossibile dimenticare e di cui si sentono ancora gli strascichi, prendono vita, in mezzo a cieli stellati, richiamo all’immaginazione, alla poesia, alla speranza.
La “Liberty nella geometria” del 1969, di Giosetta Fioroni, è uno dei pezzi forti della mostra. Una donna dipinta d’argento, figlia dei colori industriali, si staglia su un fondo geometrico. Occhi che incantano, conturbanti come quelli della celebre Valentina di Crepax. L’immaginario pubblicitario dell’epoca, la poetica e la sensualità delle donne, i loro visi, le labbra, persino i cappelli, sono al centro delle opere dell’unica donna della ‘Scuola di Piazza del Popolo’, sopravvissuta ai suoi colleghi uomini ed ancora viva. Le sue tele nel 2013 sono state esposte anche al Drawing Center di New York. ‘Giosetta Fioroni, L’Argento’ era il titolo della mostra negli Usa, poi riproposta a Roma, in cui sono state raccolte le opere su tela e carta, dal 1956 al 1976, insieme ad alcuni video del 1967.
La “Persiana blu” di Tano Festa, è il concentrato di colore che si impossessa dei visitatori nella terza sala del castello. Il simbolo dei centri storici e delle borgate d’Italia, la persiana, diventa opera d’arte. Una finestra aperta su un mondo di colori, dall’arancione al verdone, per un intervento poetico che la rende un pezzo unico.
Infine il tripudio di tempere colorate, per “Acquatico” di Mario Schifano, in cui trovano sintesi i riferimenti alla natura e la tecnica dello strizzare i colori dal tubetto di tempera direttamente sulle tela, senza pennelli. Una tecnica che riesce a donare all’opera tridimensionalità ed ipnotizza il visitatore.
Interessante ed iconico il quadro ‘Futurismo rivisitato’, che riformula in stile Pop Art la storica fotografia che ritrae i fondatori del gruppo futurista Luigi Russolo, Carlo Carrà, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Gino Severini. Nessuna fisionomia ma solo contorni, per una tela che esprime il valore storico e simbolico di un periodo del XX secolo che Schifano vuole mantenere impresso nella memoria.
La mostra è a cura di Luca Barsi e Lorenzo Madaro, promossa da Theutra e Oasimed, in collaborazione con Galleria Accademia di Torino, con il patrocinio del Comune di Lecce e il sostegno di Axa Cultura Lecce.

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