Mai più “Fakebook”: Mark Zuckerberg lancia il bollino rosso contro le fake news

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Se incappate in un bollino rosso sul vostro monitor, non state navigando su siti vietati ai minori, ma sarete più probabilmente caduti nella trappola delle bufale online. Dopo le richieste, giunte da più parti, di porre un argine alle fake news, Facebook ha lanciato un nuovo servizio per i suoi utenti: una segnalazione, una “label” rossa che accompagna quelle notizie considerate poco attendibili. La prima vittima, suo malgrado, è stato Donald Trump: negli scorsi giorni un articolo del “Seattle Tribune” rilanciato sui social, sulla presunta fuga di notizie favorita dallo smartphone Android del presidente, è stato marchiato dalla scritta “Disputed by Snopes.com and PolitiFact”. Ovvero “contestato” da alcuni portali di fact checking (Snopes.com e PolitiFact) che hanno messo in dubbio la veridicità della notizia. Zuckerberg, quindi, si affida a un team di esperti e giornalisti per stanare un fenomeno, quello della cosiddetta post verità, che negli ultimi mesi ha minato la credibilità del social network più famoso e utilizzato nel mondo.
In questo caso, si è trattato di un lavoro abbastanza agevole, visto che il “Seattle Tribune” si presenta come un sito di satira sul web e non come una testata giornalistica. Esempi in tal senso ci sono anche in Italia (dal Fattoquotidaino a Ultimaora24 alla Nozione). Ben più complicato sarà scovare quelle notizie che trovano diffusione da vere fonti di informazione o da personaggi istituzionali. Basti tornare allo stesso Trump, che da vittima si è spesso trasformato in carnefice: l’ultimo esempio è il famigerato attentato in Svezia, sbandierato durante un comizio per giustificare il suo decreto anti migranti, ma in realtà mai accaduto. In campagna elettorale, il celebre network “Politico” ha calcolato che il futuro capo degli Stati Uniti pronunciava mediamente una bugia ogni 3 minuti e 15 secondi. Un ritmo invidiabile per chi, quasi tutti i giorni, si scaglia a suon di tweet contro i media americani, accusati di fare da cassa di risonanza alle fake news, soprattutto, a suo dire, a quelle che riportano i misteriosi rapporti con la Russia di Putin. Una guerra senza precedenti culminata nell’esclusione da una conferenza alla Casa Bianca delle principali testate americane (come la Cnn e il New York Times).
La post verità non risparmia neanche l’Italia. In Parlamento è stata presentata una proposta di legge per “prevenire la manipolazione dell’informazione online”, spesso articolata attraverso le notizie false rimbalzate sui social. La presidente della Camera, Laura Boldrini, si è spesa in prima persona per contrastare un fenomeno che sfocia in campagne di odio a suon di insulti, fomentate da fatti mai accaduti. I firmatari del disegno di legge intendono così eliminare quel senso di impunità che sembra accompagnare i cosiddetti “hater” del web. Ma il testo non piace a tutti e c’è già chi parla di deriva antidemocratica che limita la libertà d’espressione.
Più semplicemente, anziché ricorrere a una legge, basterebbe un maggiore senso di responsabilità ogni volta che si preme il tasto “pubblica”.

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