Le Funky Mamas

Comments (0) Publishing

funky mamas

«Non puoi aspettarti che gli eventi che desideri ti piovano dal cielo. Devi provocarli» è il grande insegnamento di cui Sigourney Weaver fa dono alla ingenua Tess Mcgill, interpretata da Melanie Griffith, in “Una donna in carriera”.
Una pellicola che credo abbia formato intere generazioni di donne degli anni ottanta e novanta che fantasticavano su una carriera, un tailleur Armani e soprattutto una popolarità indiscussa.

Noi, le figlie di quelle generazioni, abbiamo studiato per quel posto, abbiamo investito anni dietro un sogno. E se le nostre mamme, non tutte sia chiaro, si sono fermate quando si sono innamorate dedicando la loro vita alla famiglia e a “Lui”, che non somiglia neanche a Harrison Ford, come nel film, ma sembra più Homer Simpson. Quelle della mia generazioni, le trentenni di oggi, non hanno neanche abbandonato la carriera per lui o per i figli, la nostra è una carriera con ritenuta d’acconto, una carriera da Partita Iva. Il lavoro ce lo siamo inventate, conquistate e soprattutto gestito. Il nostro brand siamo noi!

Il CNA ha fotografato un fenomeno particolare del nostro Paese, pare infatti che il 54% delle donne italiane intervistate abbia creato da zero una sua azienda. Un dato interessante se pensate che la maggior parte di queste aziende usa Internet come mezzo principale. Negli Usa questo dato non stupisce, secondo il Pew Internet Project :«il 66% della popolazione femminile americana sfrutta attivamente le potenzialità comunicative della Rete».

Lo studio di LinkedIn, dal fantastico nome, “What Women Want @ Work” racconta che «la maggior parte delle donne di tutto il mondo (63%) definisce il successo professionale come il giusto equilibrio tra carriera e vita privata e circa i tre quarti delle intervistate (74%) ritengono di poter “conciliare entrambe le cose”».

Insomma il web, i social networks sono diventati un grande “abilitatore professionale” per chi sa usarli. Sono tantissime le mamme che hanno fatto della maternità un’opportunità lavorativa, ovviamente con stile. Alcune shabby, altre bon ton, altre hipster, ma quelle che io preferisco sono le “Funky Mamas”. Più di un movimento, una rivoluzione, un blog, tanti followers, milioni di amiche, consigli e una linea di borse. Per Mattlumine io ho avuto il piacere di intervistare Justin, fondatrice del blog.

justin funky mamas

justin funky mamas

 

Un manifesto e una rivoluzione fondata sul sorriso, chi sono le Funky Mamas e come è nato il Funky movimento?
«Le Funky Mamas sono tutte le donne che si riconoscono nel nostro manifesto, che si sentono a proprio agio tra le nostre rubriche e nel nostro stile.
Dopo anni online abbiamo voluto scrivere un riassunto del nostro pensiero, semplice e diretto, per chi si affaccia sulla nostra homepage per la prima volta come lettore, ma anche per le aziende»

Quanto è importante la brand identity, e come mai hai sentito la necessità di spiegare cosa sia sul tuo blog?
«La brand identity è stato il motore del blog, peccato che ai tempi non ne fossi cosciente e non la chiamavo certo brand identity.
Inizialmente questa identità era per lo più iconografica. Mi piace pensare, che la nostra brand identity sia ora riconoscibile all’interno dei contenuti, nel nostro linguaggio, nelle scelte editoriali e nei progetti che facciamo con le aziende. Personaggio sì, è inevitabile, ma cosa dice e fa questa Funky Mama?»

Che rapporto avete con gli sponsor e come li scegliete?
«Il rapporto con gli sponsor, secondo me, si vede dal risultato finale. Le aziende con le quali la collaborazione è stata costruita assieme, ascoltandosi vicendevolmente, è solitamente quella andata meglio.
La scelta si basa sempre sulla coerenza con il nostro editoriale, ma a volte anche in base alla progetto digital proposto. Se sono certa che non funzionerà, non mi faccio problemi a dirlo e a tirarmi indietro…»

Siete mamme funky che lavorano, c’è chi non riesce a fare neanche una di queste 3 cose, voi come ve la cavate?
«Io speriamo che me la cavo. Fare è già un successo, se poi l’organizzazione funziona tanto meglio, ma la verità è che prima di tutto bisogna buttarsi, volerlo. Il resto vien da sé. C’è chi non riesce a fare queste cose? Naaa, c’è chi riesce a farlo meglio e sono tantissime!»

Che rapporto avete con i social network? E che genere di interazione avete con i vostri lettori?
«Il rapporto è ottimo, semplicemente perché sono molto grata ai social networks: mi hanno cambiato la vita. Lavoro grazie a queste – ha ancora senso chiamarle nuove?- realtà.
L’interazione con i lettori è per me fondamentale, dal supporto alla critica, abbiamo costruito Le Mamas assieme.
Grazie sempre, ci conosciamo ormai per nome e non sento la distanza tra virtuale e reale con chi mi sopporta da anni oltre che supporta.»

Dalla bellezza, cibo, all’handmade fino ai consigli sui bambini, trattate tantissimi argomenti.
«Vero, ma quello che mi piace è che chi ne scrive è esperto! Non è un caso che le rubriche più leggere le scriva io, ma la nostra Funky Scienzata, l’avvocato, la consulente di stile, la dott.sse Monica ecc…me le sono scelte col lanternino: professioniste funky fino al midollo.
Le amo tutte immensamente. Che personaggi…»

Insomma, per essere popolari, credibili e “in carriera” non serve più un un tailleur Armani, bastano un paio di Superga portate con saggezza!

Funky Mamas Site

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookShare on LinkedInShare on Tumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Will be used in accordance with our Privacy Policy