Il nuovo assetto di Tod’s: Diego della Valle “Il direttore creativo non serve più”

Comments (0) Fashion

diego della valle

Le parole di Diego della Valle, al Luxury Summit organizzato dal Sole24Ore la scorsa settimana sono state molto chiare, a Tod’s non serve un Direttore Creativo. Frase che nonostante l’ambiguità dell’affermazione non ha scatenato alcun polverone, anzi sembra essere passata in sordina.
Si parlava dell’uscita della Facchinetti che dopo tre anni al timone creativo del brand del medio lusso Italiano abbandona la nave.
Della Valle commenta dicendo che il direttore creativo molto spesso si tramuta in un “rallentatore di progetti”, e che in giugno sveleranno il nuovo assetto aziendale, schema che ha scatenato la mia curiosità, importante risulta capire se al timone creativo vedremo un analista finanziario che deciderà le sorti dei mocassini italiani più esportati al mondo.

È certo che un brand con una visione di prodotto così definita ed immutata, è difficile da gestire creativamente. Ha una forma tale che chiunque sia alla sua guida si tramuta in quello che la settimana prima sedeva sulla stessa sedia.
Il Patron della Fiorentina, si è espresso anche sulla nuova tendenza della moda, “see now-buy now”, cosa impensabile secondo lui, poiché il lusso ha bisogno di sedimentare e creare il bisogno e molto spesso l’icona. Questo effettivamente è un argomento difficile, e diventa complesso per il lusso entrare nell’ottica Fast Fashion del “vedo ora compro ora”. La signora Moda è più lenta, non può affaticare le sue caviglie per correre dietro al Fast Fashion, anche se alcuni marchi come l’inglese Burberry stanno tentando un approccio del genere.
È facile capire perché il signor Della Valle, ed il suo entourage, abbiano potuto pensare di non mettere nessuno al timone creativo del marchio, in quanto parliamo di un’icona, che ha bisogno di poche presentazioni, conosciuta in tutto il mondo e voluta da tantissimi, esprime uno status che in tanti, nella classicità sportiva del brand, desiderano ancora portare come armatura. Ma il target si consuma, la clientela è labile, ed il nome di un direttore creativo alle volte può incidere sul fatturato. È certo che le nuove generazioni, almeno una buona fetta di loro, si sta allontanando dal canone classico di eleganza in mocassini e camicia bianca, ma ancora flotte di ragazzi ed i loro genitori assicureranno un ottimo fatturato al brand.
Si esprime anche sui nuovi designer che a parer suo di stile non sanno nulla, dura l’affermazione che diventa anche rischiosa, e rientra sempre nell’ottica che lo stile sia uno e sia quello che le griffe controllate dal gruppo presentano da anni. Ma forse è il caso di interrogarsi su come il comparto stia evolvendo, se la moda, che è lo specchio del cambiamento sociale, dove l’innovazione tecnologica, i cambiamenti politici, economici e di intenzioni arrivano prima che in qualsiasi altro ambito, dato che in molti stanno puntando sull’innovazione tecnica e di stile. Detto ciò è giusto togliere la figura dell’innovatore, dell’artista e di chi la tendenza la carpisce e la porta a galla?
Quando Della Valle dice che i nuovi stilisti sono a metà tra creatività, pr e Socialite, ha ragione, ma è una forma necessaria, se si vogliono promuovere dei prodotti sempre più rispondenti al target, e ad un mercato che ha una evoluzione velocissima.
I nuovi designer non sono solo i creativi ma sono i capo fila e trand setter del segmento di cui il brand fa parte.
Promuovendo al contrario un marchio-sicurezza, che impone sul mercato un lifestyle, potrebbe essere un approccio troppo distante dal cliente finale che con il tempo ha imparato a crearsi il suo lifestyle, fatto di centinaia di marchi, ma solo di quelli che riescono a stare dietro al suo ritmo.
La curiosità su come hanno immaginato la forma del loro ufficio creativo solletica il palato di molti, la curiosità e l’attesa dell’innovazione del secolo è tanta. Speriamo solo che, come è normale nelle istituzioni, non si tolga una figura istituzionalizzata e particolarmente costosa per rimpiazzarla con una nuova tipo un Project Manager Esecutivo solo per ridurne il costo. Ma noi di certo ci attendiamo un grosso cambiamento.

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookShare on LinkedInShare on Tumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Will be used in accordance with our Privacy Policy