It’s a Hot winter: GBreak, un viaggio tra Relax e Divertimento per la comunità Gay Italiana!

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Partiamo subito con una domanda: “Cos’è GBreak?”

«Una community!» ci ha raccontato Betty Pagnin, organizzatrice dell’evento, che ci ha spiegato che si tratta di «un gruppo di persone accomunate principalmente da tre aspetti: l’omosessualità MXM, la voglia di conoscere persone nuove, Il trovare divertimento in party in discoteca, programmi relax, attività sportive e cene con intrattenimento dedicato».

La winter edition di GBreak quest’anno si terrà dal 7 al 10 di dicembre nel comprensorio del Passo del Tonale tra piste innevate, baite con vista mozzafiato, in una struttura a 4 stelle. La compagnia sarà anche interessante. All’evento parteciperanno, tra gli altri, vlogger come Deianira e influecer come Elenoire Ferruzzi e poi Mister Caccamo e tanti altri.

Noi di Mattlumine abbiamo incontrari proprio gli organizzatori di questo evento Betty Pagnin, Managing Director di Travel4Target e Marco Specchia, Art Director di GBreak, e abbiamo fatto una chiacchierata con loro.

Ma iniziamo con le info di base. Betty: dirigi Travel4Target, tour operator che organizza viaggi per le community. Prima di altre hai scelto di dedicarti e investire nella community gay. Solo business?

«In realtà il tutto nasce da una riflessione: con Travel4Target abbiamo portato in Italia il format dei viaggi evento per gli studenti, gli ScuolaZoo Viaggi Evento. Questa modalità di viaggio, fortissima e nel mondo anglosassone, in Italia era sconosciuta. Oggi viaggiano ogni anno con noi 15.000 studenti. Prima nessuno considerava l’esigenza di viaggio dei ragazzi per divertirsi e stringere nuove amicizie. Allo stesso modo oggi non esiste un format di viaggio evento che risponda esattamente alle esigenze della community gay. Si, nel mondo ci sono festival internazionali che richiamano migliaia di persone che propongono serate, ma credo che la community gay abbia tante opzioni per divertirsi una sera in discoteca, ma poche occasioni per approfondire delle conoscenze che si tramutino poi in vere amicizie o rapporti di qualsiasi genere. Ecco, GBreak nasce per rispondere a questa esigenza, l’agevolare nuove conoscenze divertendosi, in un ambiente dedicato e un programma che risponde a tutte le richieste della community».

Sei donna, appena trentenne, ma socia di una media azienda e dirigente del settore viaggi. Sei decisamente anche tu parte di una nicchia. Come lo vivi?

«In Italia essere una giovane donna in carriera è decisamente far parte di una nicchia! Purtroppo viviamo in un Paese dove il retaggio culturale non ci quasi ha mai proposto esempi di donne indipendenti, soprattutto se giovani! Sta infatti alle nuove generazioni, e a me compresa, combattere questo stereotipo, far sì che ci sia un vero cambiamento e far capire che il genere e l’età non sono fattori che determinano la validità di una persona o presuppongono alla possibilità di avere successo. All’inizio è stata dura: sono gli interlocutori come altri imprenditori o partner o fornitori che non sanno approcciare una giovane donna, imprenditrice, in ambito business. Ma con determinazione e serietà ho saputo vincere prima le mie paure e in contemporanea le mie sfide».

Perché è importante che un etero si interessi della comunità LGBTQ?

«Perché sarebbe stupido l’opposto: non dobbiamo interessarci solo a ciò che ci riguarda direttamente. Certo, si è più inclini a sposare una causa o un progetto piuttosto che un altro, ma se ognuno di noi si concentrasse solo su ciò che rientra nella sua sfera personale, saremmo finiti come genere umano già da mille anni! Personalmente ho scelto la comunità LGBTQ+ perché è stimolante, ho trovato nuovi modi di pensare, comportarsi e approcciare alle cose che hanno ampliato molto il mio modo di vedere le cose».

Perché il GBreak è rivolto ai gay e non alle lesbiche?

«Perché ho conoscenze nella comunità gay ed ho pensato di approcciarmi per prima a questa comunità ma non escludo la possibilità di aprirmi completamente alla comunità LGBTQ+ in futuro».

Come è nata la collaborazione con Marco Specchia, in arte Marc Leisure?

«Ho incontrato Marco durante le selezioni per figure artistiche durante la scorsa edizione estiva di GBreak. Marco è un valido professionista ed ha saputo dare un grande contributo al programma, motivo per il quale collaboriamo insieme alla realizzazione dell’edizione invernale di GBreak 2017»

Marco ora tocca a te. Tu hai una grande esperienza nella vita notturna milanese, come sei arrivato fino a qui?

«È il percorso che seguo da sempre, quello che amo fare, quello che ho sempre fatto. E mi ha sempre dato moltissime soddisfazioni. Mi sono sempre occupato di eventi regionali, che si sono poi imposti con rilevanza nazionale. Ora parto dal risultato raggiunto nei miei progetti passati: costruire un evento che già in partenza ha una portata nazionale. Questa sfida rappresenta quindi per me lo step successivo della mia mia carriera, conquistato con tanto, tanto impegno e lavoro (ci si dimentica sempre quanta organizzazione e lavoro ci sia dietro la creazione di un party o una serata) e anche un pizzico di talento».

Marco, hai lavorato con importanti locali: quando li hai approcciati per proporgli una serata gay, come hanno reagito?

«Al contrario di quanto si possa immaginare, erano super felici!

A capo dei locali più importanti del mondo ci sono sempre grandi imprenditori.

Gli imprenditori sanno che quello gay è un target che ama divertirsi ma senza creare problemi. Quando viene quindi proposto a questi imprenditori un format coinvolgente ma in cui tutti si rispettano e all’insegna del coinvolgimento con gente educata e allegra, accettano senza alcuna esitazione, anzi ringraziano di essersi proposti.

C’è anche da dire una cosa che in pochi sanno: a capo dei più importanti locali con cui ho collaborato e che oggi ospitano format di party gay di fama internazionale, ci sono quasi sempre donne.»
Cosa è per te GBreak?

«Un’opportunità. Per la comunità gay italiana in generale di creare un evento che oggi ha una media portata ma che potrebbe diventare un format di eventi di grande portata e scala internazionale come lo sono i grandi festival organizzati in Spagna, in America o in Belgio. È un’opportunità anche personale, che porterà la mia carriera a un nuovo livello: non più una serata ripetuta per un anno, ma un viaggio evento: tante attività concentrate e non replicabili in 4 giorni pieni. È un’occasione di crescita personale e professionale per me».

Secondo te, qual è il ruolo di GBreak per la comunità gay?

«Come dicevo prima GBreak è l’unica vera realtà di un certo peso che possa definirsi un “viaggio evento” gay in Italia. È un momento di superaggregazione diverso dai format dei festival gay europei basati al 100% sulla musica: qui il differenziale lo fa il fatto che si hanno centinaia di ragazzi che hanno voglia di ampliare il proprio ventaglio di amicizie tutti insieme in un unico posto. Si parla davvero di aggregazione. Poi possono nascere flirt, storie d’amore, di sesso, romantiche, ma soprattutto amicizie, che rimangono nel tempo, o che durano il tempo del viaggio evento. È un modo per ampliare la propria cerchia di amici, il proprio network, in maniera facile, informale, senza alcuno stress o ansia da prestazione come la potrebbe far nascere un festival pieno, esclusivamente, di bellissimi modelloni. GBreak è un’occasione per molti: per i GBreakers di ampliare le proprie conoscenze; per la comunità gay di diventare sempre più rilevante agli occhi degli altri gruppi; per l’Italia, che ha un’arma in più per diventare una destinazione internazionale di attrazione gay; per gli artisti, che possono stare a stretto contatto con il loro pubblico che li ama in un contesto protetto, familiare e tranquillo. Insomma GBreak sarà anche alla 14° edizione, però credo che siamo tutti soltanto all’inizio».

Qualche indiscrezione su questa edizione di GBreak?

«Sarà l’edizione più “opulence” di sempre e allo stesso tempo anche la più naturalmente comica!»

Betty, tu vuoi darci qualche anticipazione per il futuro?

«Preferisco fare un’altra cosa: chiedere a voi, ai lettori di Mattlumine e a tutti i GBreakers passati e futuri come vedete il prossimo GBreak. Stiamo già iniziando a organizzare l’edizione primaverile /estiva, ma sono davvero curiosissima: come la vedete voi? Dove vorreste andare? Cosa vorreste fare? Sono piena di idee ma ancora nessuna certezza, quindi il futuro di GBreak sarebbe bello costruirlo insieme!»

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