HOM, House of Malakai: ritual – esotericism and dance culture

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House of Malakai, the label nasce nel 2013, il progetto è partito per creare gioielleria da volto fatta su misura.
HOM, è subito diventato uno dei feticci preferiti per le performance e per il red carpet.
Lui, Malakai è un artista e performer nato artisticamente a Berlino, ha lavorato come dj e nel Cirque Du Soleil, trasferitosi a San Francisco fonda HOM, ora vive principalmente a Bali, Indonesia.
Le sue opere affondano le radici nella scena underground di SF, un insieme ben bilanciato prende ispirazione dal Neo-Paganesimo, ritualità tribale e nella Dance culture.
Il Marchio è stato creato come vettore per veicolare la sua visione eclettica, la quale presto viene assorbita dall’underground culture internazionale e non solo. Abbiamo visto le sue creazione sul volto di tantissimi, tra sfilate e performance da FKA Twigs a Beyoncé, ad i fratelli Vieira Borges, Viktoria Modesta e Rihanna, non è apprezzata solo dalle star, ma ha anche una risonanza internazionale tra i fashionisti da Londra, Tokyo, New York, Parigi e Seul, dove la ritualità tribale è apprezzata e la moda è sperimentazione non solo espressione di status.
È forte il richiamo di culture underground come quello di antiche filosofie orientali e da alcune culture africane. È certamente qualcosa che nella moda non si era visto prima, il cinema aveva già preparato il mercato a questo genere di esaltazione del viso, ma nella moda prima di lui non avevamo visto nulla del genere, dopo di lui in molti hanno abbellito i volti solo per gli show ma nessuno per la vita di tutti i giorni, lo sguardo punta lontano, ad un futuro che guarda al passato tribale. Nelle mani di questo artista multimediale le culture si mixano in modo molto naturale possiamo tranquillamente definirlo avant-garde.

Ha collaborato con grandi marchi per i loro show e non solo Manish Arora, Norisol Ferrari, Rick Owens, Joshua Reno di Majesty Black.
Ha detto a vogue:
 Fra le mie ispirazioni ci sono elementi gotici, interpretazioni della morte e il punk rock, con un twist neo-romantico e bohemien. I miei ornamenti erano una forma d’arte  con un che di estremo. A 19 anni ho cominciato a fare performance con il fuoco e poi sui trampoli,  mi sono occupato di burlesque e di dance art. Amici cari californiani mi hanno portato a Bali, amano l’isola e creavano già lì. È un posto molto amato dagli artisti e dagli spiriti liberi come  me –

Speriamo presto di poter assistere ad una sua sfilate e o presentazione, dove siamo certi di affondare in una una nuova-vecchia ritualità esoterica.

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