Google Glass & Tesla: la wearable technology arriva in catena di montaggio

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Ricordate i Google Glass? Per quanto ledessero la privacy di utenti e non, come alla fine ogni altro dispositivo, dalla macchina fotografica a camera oscura, sino all’ultimo smartphone, sono riusciti, finalmente, a trovare una loro naturale collocazione. La loro natura non era evidentemente, ma solo per ora, quella di stare sul naso del grande pubblico, nonostante le infinite possibilità di applicazione.
Infatti di “un nuovo modo di lavorare” parla il creatore dei software per gli Smart Glass di APX labs, azienda specializzata nello sviluppo digitale e tecnologico a supporto dei lavoratori nei loro processi di produzione quotidiani, riferendosi al fatto che i Glass di BigG vengono già utilizzati in linea di produzione, niente meno che alla Tesla, per aumentare la produzione e diminuire l’errore umano.
L’azienda californiana all’avanguardia nel ramo delle tecnologie futuristiche aveva già dato l’opportunità ai suoi utenti di guidare la macchina più green del 2013, la Model S con i google glass.
Ora Tesla ha come obbiettivo di produrre 500k di veicoli all’anno entro la fine del decennio, cosa che probabilmente con l’apporto di una mano, o meglio un occhio tecnologico, che aiuta questi artigiani della tecnologia, quasi sicuramente riusciranno nell’intento.
I Google Glass Enterprise edition, quelli utilizzati e pensati per la produzione e il mondo del lavoro in generale, sembrano la soluzione per minimizzare gli sprechi e gli errori, eventuali, e massimizzare il rendimento umano.
Tanti sono i partner e i clienti di APX labs, noti, anche molto, e altri meno noti che già probabilmente usano questa tecnologia nelle loro catene produttive, ma non solo.
Sicuramente gli Smart Glass, come quelli di BigG, hanno applicazioni tecniche decisamente ampie, dalla catena di montaggio alla sala operatoria, o perché no nell’architettura, nel design o nella moda come sistema di supporto che va dal progettista al produttore.
Per il grande pubblico, c’è solo da aspettare, non perché la tecnologia non sia abbastanza sviluppata, ma è il mercato che probabilmente deve ancora adattarsi ad una tecnologia con un potenziale così ampio.
Uno dei rari, ma ormai non troppo, casi in cui l’azienda arriva prima del mercato.
I dati di vendita degli Smart Glass, sono particolarmente confusi e a quanto abbiamo potuto vedere il ritiro dal mercato del gennaio ’15 non è stata una vera inversione di marcia, è sembrato più che altro un test di mercato. Quindi attendiamo una prossima uscita, magari più calzante sul pubblico, anche se magari con le nuove generazioni il concetto che li ha portati fuori mercato sarà sempre più border line.
Ai noi del futuro l’ardua sentenza.

 

APX labs site 

Credit Photo Lubomir Panak

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