Followers: un giorno per essere seguiti

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In piena tendenza millennials, per cui la sovraesposizione mediatica volontaria è una necessità culturale, prolificano app per avere sempre sotto controllo dove e quando amici e sconosciuti entrano nel nostro radar. Immersa in questo concept, nasce Followers, a metà tra lo stalkeraggio volontario ed una performance artistica.
Followers, progetto dell’artista e programmatrice Lauren McCarthy è un servizio che ti consente di avere una persona che ti sorveglia/segue tutto il giorno, una compagnia silenziosa, che ti accompagna in tutti i tuoi spostamenti e attività quotidiane. Si va in questo modo a soddisfare quel vanesio desiderio, inconscio alle volte, ma molto spesso conscio, di essere spiati, di avere qualcuno alle nostre spalle che osserva silenziosamente ogni nostra mossa, spinto dal semplice motivo di farlo. Il contatto psicologico tra il seguito e l’osservatore è forte, sicuramente, anzi è un filo che non si rompe sino a quando la sera non sopraggiunge e si ricevono le foto della giornata. Ed è in quel momento che si ha la sicurezza di aver avuto per un giorno qualcuno che attentamente e con interesse ha osservato tutte le nostre mosse, la positiva sensazione, in questo caso, di non essere soli.
Ci si sveglia al mattino con la notifica che in quel dato gg, si sarà soggetti al pedinamento di uno sconosciuto, di cui non sappiamo niente e che con tutta possibilità mai conosceremo.
Il progetto è partito da SF, la città del Golden Gate, e sta sbarcando a NYC, ovviamente. Ma in poco tempo sarà disponibile in altri paesi.
Dall’esperimento fatto dall’artista, ne risulta che alcune persone hanno deciso di partecipare per pura curiosità, altre invece, per ricevere supporto o per sentirsi realmente connessi a qualcuno. Sicuramente in tutto ciò ci troviamo un alito di velato esibizionismo, da mantenere rigorosamente privato, considerando le interfacce delle app social un luogo privato. L’idea è quella di nascondere una vita fatta di brividi lungo la schiena dietro spesse tende di velluto, un po’ come quella dolce sensazione di corde di velluto attorno ai polsi, quel vigore nascosto che arricchisce una vita segreta di un tocco softcore; non rientra nel voyeurismo, ma la sensazione di sicurezza dall’essere seguiti da qualcuno che lo fa per puro piacere, provoca sicuramente un appagamento che è come legna per il fuoco a livello inconscio.
È ancora accennato a livello di immagine, ma probabilmente è una cosa voluta e con giusta ragione, il brand è il concetto, non tanto il marchio, il branding del progetto in questo caso è alimentato dalla sensazione della connessione e del benessere derivanti dall’atto che entrambe le persone coinvolte sono chiamante inevitabilmente a provare.
Una privata notorietà, che ci porta al centro della vita di una persona che non siamo noi per un intero giorno.

 

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