Ferrari Vs Lamborghini. Così vicini, così distanti.

Comments (2) Sport

Fino a prima dell’acquisto da parte di Audi della Lamborghini avvenuto nel 1998, tale sfida non ci saremmo nemmeno pensati di proporla. Ma oggi, anche se a livello di valore del marchio Ferrari è ancora nettamente superiore, si presenta l’idea stimolante di mettere a confronto i due marchi che più di tutti rappresentano l’automobile da corsa italiana. O no? No, non proprio almeno. Infatti la cosa bella di questo confronto è che in realtà non esiste, o per lo meno non è così diretto a livello di brand. Ferrari e Lamborghini sono sicuramente le due case produttrici di bolidi italiani più conosciute al mondo e i loro stabilimenti distano solo una trentina di kilometri uno dall’altro, ma hanno una brand identity totalmente differente, quasi da non farli sembrare nemmeno concorrenti anche all’interno del pur ristrettissimo mercato delle supercar. Allora di cosa stiamo parlando vi chiederete? Del branding cari signori, di come questa fantastica disciplina, disciplina le nostre menti a livello subconscio rendendo la realtà dei fatti, totalmente malleabile.

 

Ferrari e Lamborghini sono concorrenti solo apparentemente, questa è la nozione. Qui trovate una spiegazione generale della concorrenza apparente. (link)

Infatti Ferrari è un brand, anzi il brand delle Automobili da Corsa per eccellenza.

Sembra che Ferrari esista dall’inizio. Da quando si è deciso di competere su macchine spinte da un motore a scoppio su quattro ruote. In realtà non è così, la prima vera gara automobilistica si disputò prima del ‘900 in Francia e tra i nomi famosi oggi si annovera la Peugeot con pneumatici Michelin. Ma allora come fa Ferrari ad essere la regina indiscussa? In fondo esiste solo dal 1947 e per un marchio di tale valore, economico e storico, non sono tanti una sessantina di anni.

Il fatto è che Ferrari incarna la corsa come marchio. Alcuni penseranno che queste cose che sto per dire non contano, invece vi assicuro che contano tantissimo. La Ferrari è rossa e questo conta tantissimo nel nostro subconscio, come simbolo d’impavidità, secondo, il suo simbolo è un cavallo elegante e imbizzarrito, il celebre Cavallino Rampante che era il simbolo di Francesco Baracca, una leggenda dell’aviazione italiana morto durante la prima guerra mondiale. Di questi elementi il management Ferrari ha fatto una gestione a dir poco eccellente. Ha sempre puntato a vincere nel mondo delle corse da una parte e a promuovere La Rossa di Maranello e il suo Cavallo Rampante dall’altra. Oggi si dice di una cosa che è Rosso Ferrari.

Dal punto di vista di mercato la grande mossa del management di Ferrari è stata quando ha puntato sull’esportazione nel secondo dopoguerra verso quello che diventerà poi il più grande mercato per le auto di lusso per settant’anni, cioè gli Usa e la decisione migliore del marketing fu sicuramente decidere di dedicare un’auto a uno degli Stati, la California 250 GT del 1957. Da lì in poi Ferrari ha cavalcato gli anni sempre al massimo, un poco meno negli anni ’60 e ’70 dove si guardava soprattutto all’Inghilterra per qualsiasi cosa, ma con un incredibile ribalta per tutti gli anni ’80, ’90 e ’00. C’è anche da dire che Ferrari è l’unica casa ad aver partecipato ad ogni gara del circus della Formula Uno. Ecco, per il marchio Ferrari la sua storia è fondamentale, Ferrari ha club di fans in tutto il mondo, fans esperti, gente che capisce di auto. Possiamo dire che il sangue di un uomo che ama le macchine è Rosso Ferrari. Negli anni, soprattutto i ’00, le brand extension non sono mancate, seguite da buone operazioni marketing atte a rafforzare l’espansione territoriale nei mercati emergenti e a mantenere la leadership nel primo mercato che sono ancora gli Usa. Ma diciamo che ha dispetto delle normali operazioni che un brand mondiale come Ferrari deve fare per forza, il suo dna sono le corse e il suo pubblico sono le persone che amano le automobili, anche chi non si può permettere una Rossa di Maranello.

Lamborghini le corse le fa, ma non è questo che attira il pubblico che ama questo brand. Il pubblico che ama Lamborghini, ama il fatto di poter dire di essere sé stessi a dispetto di tutto e tutti. Lamborghini non costruisce automobili, costruisce oggetti che sfidano lo status quo, che poi facciano questo all’interno del mercato delle auto di alta fascia è secondario. In Lamborghini potrebbero produrre anche biciclette, piatti e bicchieri o aerei e sarebbero comunque imprevedibili, di design, dirompenti, spettacolari, unici, preziosi e assolutamente vistosi. Se si volesse costruire un casa firmata Ferrari, rischierebbe di essere una DisneyLand Ferrari o un museo, mentre un casa Lamborghini sarebbe facilissima da progettare, perché si tratterebbe di applicare il design estremo ad ogni particolare. Se dei piatti firmati Ferrari sembrerebbero dei suvenir, se fossero Lamborghini assolutamente no. Comprare Lamborghini è come dire, sì sono così e me ne vanto. Dal punto di vista del branding, che è sempre relazionato alla reputazione e quindi ai dettami che la società in qualche modo impone, è davvero una boccata d’aria. Lamborghini è come una donna con la scollatura profonda che non arrossisce se la guardano, arrossisce chi la guarda. In Lamborghini sembra proprio che non importi rispettare le regole del bon ton, in Lamborghini si scrivono le regole del lusso senza compromessi e come detto, risulta secondario che principalmente lo facciano costruendo spettacolari automobili.

Quindi vediamo come Ferrari sia un brand fortissimo, molto legato alla sua storia che lo fa oggi uno dei brand più importanti al mondo, il simbolo indiscusso di un settore di mercato, mentre sull’altra sponda del fiume c’è Lamborghini che in realtà non compete direttamente come brand con Ferrari perché “non si litigano gli stessi valori” e solo in una piccola misura gli stessi clienti. Quindi se Ferrari è più forte nel settore auto, d’altro canto Lamborghini ha una capacità più ampia per quello che riguarda le possibili brand extension perché meno legata ad un determinato settore. Lamborghini si caratterizza per esprimere sentimenti base che possono adattarsi facilmente a diversi tipi di oggetti. Per concludere, Ferrari costruisce automobili da corsa, Lamborghini oggetti strepitosi. Così capite come il branding sia uno spazio prettamente mentale e dove due aziende apparentemente simili, sono in realtà lontanissime.

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookShare on LinkedInShare on Tumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Will be used in accordance with our Privacy Policy