Federer Vs Nadal, non è mai solo una partita di tennis

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A Melbourne sono ormai le 23, Roger Federer e Rafa Nadal sono al quinto set della finale degli Australian Open. Il risultato è di quattro game a tre per lo svizzero, ma sul 40 pari il vantaggio è per lo spagnolo che ha il servizio per il quattro pari. E’ l’epilogo che tutti confidavano di vedere, ma che in pochi volevano ammettere. Forse perché irrealizzabile, forse perché riportava tutti indietro di qualche anno, in una sorta di effetto nostalgia che oggi fa tendenza.
Roger contro Rafa, due mondi che si sfidano. Più elegante e aristocratico il primo, più forzuto e mediterraneo il secondo. La ricerca svizzera del colpo perfetto contro la grinta spagnola che emerge nei lamenti di ogni scambio. Federer contro Nadal, hanno entrambi abbandonato la chioma folta dei primi tempi, anche se l’elvetico conserva ancora uno smalto invidiabile. Più segnato dal tempo il maiorchino, con pochi e diradati capelli, nonostante sia più giovane del suo avversario: 30 anni contro 35. Arrivano tutt’e due da un anno in chiaroscuro: Roger senza aver vinto neanche un trofeo, fuori dalla top ten della classifica generale Atp che lo relega alla sedicesima posizione, lui che negli oltre dieci anni precedenti aveva vinto tutto, polverizzando ogni record con diciassette tornei Grande Slam; Rafa trionfa in doppio alle Olimpiadi di Rio, dove sfila anche come portabandiera per la Spagna, ma è condizionato dagli infortuni che lo portano fuori dalle prime cinque posizioni della classifica Atp.
Ma, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, Federer Nadal è sempre la partita di tennis degli anni Duemila. Si sfidano per la 35ma volta, l’ultima in una finale è stata oltre cinque anni fa. Lo spagnolo è largamente in vantaggio con 23 vittorie, ma Federer sa che questa può essere la sua occasione di rinascita. E’ la sfida che entusiasma ed emoziona gli appassionati della racchetta e dello sport in generale. Il match riporta alla mente i grandi duelli della storia come Sampras e Agassi, Born McEnroe o, allargando i confini, Senna Prost e Coppi Bartali.
Ora non c’è più posto per i ricordi, ora si sta giocando l’ultimo set della finale. I 15mila spettatori della Rod Laver Arena di Melbourne trattengono il fiato, come i milioni di appassionati incollati alla tv in tutto il mondo. Batte forte Rafa, Roger risponde e difende gli attacchi insistenti dell’avversario. La pallina viaggia velocissima, il pubblico è in estasi con “ooo” di meraviglia che interrompono il tradizionale silenzio. Federer ribalta il campo, ora è lui ad attaccare, Nadal replica ma, dopo quasi 35 secondi, non può nulla sul punto vincente dell’elvetico che fa scattare in piedi tutta la Melbourne Arena. E’ il momento decisivo della partita, che fa pendere la vittoria per lo svizzero. Dopo aver atteso il verdetto favorevole dell’occhio di falco sull’ultimo scambio, Roger salta, piange, rinasce. «Nel tennis non esiste il pareggio ma oggi lo avrei accettato volentieri», commenta al termine della finale. «Congratulazioni a Roger, è straordinario giocare così dopo tanto tempo», omaggia Rafa, lo sconfitto. E’ il tennis, è lo sport, è la vita. E’ Federer Nadal.

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