From DUMBO to N.o.Lo: I quartieri più “Cool” del Mondo

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coolest district

I Quartieri più cool, il concept:
Ci sono nel mondo dei luoghi dedicati alla spiritualità e alla liberazione delle artistiche pulsioni, di esseri dal diversi lignaggio, provenienze e gusti. Nel mondo ci sono alcuni quartieri nelle maggiori città dove spiriti affini si possono incontrare e influenzare la loro arte, intesa nel senso più ampio possibile. Tutte le grandi città e non solo, hanno i loro luoghi dedicati alla fucina di innovazione e di cambiamento culturale e sociale. Questi si affiancano sempre al concetto di luogo più cool, per chi quei concetti li ha incisi sulla sua pelle e li vive in giro per il mondo.

Inevitabile parlare di Williamsburg, il cuore pulsante di una Brooklyn sempre in fermento. Già dagli anni ’70 oltre il ponte iniziava a muoversi qualcosa a livello artistico, ma il cervello ed il cuore era, ed ora sta tornando la Micro Area DUMBO (Down Under the Manhattan Bridge Overpass), lì si trasferirono tutti gli artisti che trovavano Manhattan troppo costosa e portarono la loro arte tra il Manhattan Bridge e il Brooklyn Bridge. Ora sono solo poco più di 1400 le anime che possono definirsi così fortunate e sicuramente danarose: artisti, fotografi, stilisti, chef e famiglie creano il fermento in un micro quartiere che ha influenzato tutto il mondo e che ha gettato le fondamenta della Brooklyn e Williamsburg che noi conosciamo.

Dall’altra parte del modo, nell’Italia dell’arte, della cultura e del buon cibo, a Roma, troviamo
Il Pigneto, luogo non luogo a metà tra le discoteche storiche della Roma capitale e la pura creatività di giovani leve del mercato, che cercano di dare un respiro internazionale ad una delle città più antiche del mondo. È da un ventennio che il quartiere si muove e cerca di smuovere la polvere dalle spalle di una intorpidita città, con fatica, artisti, designer, piccoli imprenditori, hanno arricchito il quartiere di piccole boutique, gallerie d’arte, bistrò e spazi espositivi come il MACRO del Testaccio.
In rivalutazione da sempre, il grande fermento è degli ultimi 10 anni.

Sempre in Italia, ma nella capitale della Moda e del Design questa volta, siamo a Milano, la più internazionale del paese, di quartieri dedicati agli artisti ne troviamo diversi a dir la verità, dalla storica Zona Tortona, all’antica Brera, sino ad arrivare alle meno costose e quindi le più abbordabili per artisti, nuovi imprenditori e designer sono le nuove fucine creative di Ventura Lambrate, che già da un po’ di anni regala sia il Fuorisalone che ricchi appuntamenti settimanali dedicati al vintage e all’innovazione delle nuove menti come L’EastMarket.
Troviamo poco più ad Ovest, il “nuovissimo” quartiere, il più e meno cool della città, NoLo (North of Loreto), a metà tra il degrado più assoluto e il colore di un fermento che ricorda tanto Brooklyn e il South Manhattan alla fine del secolo scorso.
Multirazziale fino all’osso, ricco di dicotomie e decisamente più abbordabile del resto della città, nasce come quartiere popolare per svilupparsi ora come fucina di laboratori, bistrò e piccole boutique ricche del sapore Bohemien che tanto piace allo Yuccie e via dicendo.

Kreuzberg – Berlino
Restiamo in Europa per parlare di un quartiere, il Kreuzberg, che fa da rilancio ad una città che sembra ancora giovanissima, Berlino. Il più alternativo, il primo dove, in una Germania che esporta metodi economici, si sono affacciati i primi Hipster.
Il colore è quello dei graffiti, dei dipinti e dei piatti che il quartiere offre nelle sue gallerie, bistrò, boutique e sui muri di un quartiere affacciato sul fiume che resta fedele a se stesso nel tempo, esportando il colore del distretto più alternativo della capitale Tedesca.

Molti altri sono i quartieri in giro per il mondo che regalano lunghe notti e ispirate giornate ai pionieri del nuovo e del diverso.

Da Parigi con Canal St Martin ad L.A., la forza delle nuove generazioni che si stanno tirando sù le maniche per cambiare, innovare e rivalutare, sia aree che concetti, sono tantissimi.
Ad L.A. troviamo lo storico Silver Lake District, il più eclettico e con la scena creativa più dinamica. Immancabili i Barber Shop, i piccoli teatri, i ristorantini e le home art gallery. Una scena simile la vediamo a Detroit, dove la popolazione, quella sporca di pittura e di grasso, si divide tra il centro e la periferia, tra moribund downtown and midtown, ma qui parliamo però di una città intera che sta rinascendo, riaffondando nuove radici in qualcosa che sta tra il vecchio e il nuovo.
Anche Chicago, ma lontano dai grattacieli che creano altissimi argini al bellissimo fiume Chicago, troviamo Wicker Park, storico sobborgo della Città Ventosa.
Un po’ più sù, sempre al freddo, troviamo Capitol Hill, ma non parliamo del quartiere centrale di Washington, ma di quello ad alto tasso abitativo di una Seattle divisa tra l’oceano e la natura più selvaggia, che è sempre stata fucina d’arte.
Ora facciamo un salto dall’altra parte del mondo e andiamo a Tel Aviv, nel quartiere più cool e artistico di questa singolare città, qui il nome da è Florentin, luogo congelato tra il futuro regalato dai riflessi sui grattacieli, propri di una Miami sul mediterraneo ed il passato di un luogo così importante per la storia della cultura moderna.
Nella parte fredda d’Europa troviamo da scoprire a Tallin, non molto lontano dal centro della città, il quartiere di Kalamaja, dove però sembra di essere lontanissimi dal centro architettonicamente super tradizionale, infatti ci si trova in una dimensione completamente differente, si respira il classico “calore” ultra moderno hipster del Nord Europa, dove non ha ancora attecchito lo shabby.

Tornando in America, passiamo da una delle città che si è sempre fatta sentire nell’ambito culturale, filosofico ed artistico, e per le nuove tendenze. SF, San Francisco, li proprio accanto allo storico ed ormai costosissimo quartiere di Castro, troviamo il Mission District, dove tutti gli Outsider della città e non, si ritrovano per difendere e far diventare futuro le loro voci.

Il marchio unitario sotto il quale riusciamo a racchiudere tutti questi quartieri a livello globale è il valoroso ed impavido guerriero dei tempi moderni, un Hipster rinnovato, quel Millennial imprenditore che è lo Yuccie, il quale dalle periferie a cui ha messo l’abito della domenica e dai centri di città che si stanno rivalutando, sta pian piano trovando lo spazio per nuove idee, nuovi concept d’impresa e una nuova forma di classico, il nuovo lusso è la slow life, la fast art ed il glocal, termine ormai desueto, ma sempre più attuale. Domani probabilmente al posto di quel capannone malconcio, lì subito fuori dall’ordinato centro probabilmente andrete a pranzare, nelle nuove città da provare.

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