Da The Danish Girl: Lili e le altre

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«Ieri notte ho fatto un sogno bellissimo. Ho sognato di essere una bambina nelle braccia di mia madre, lei mi guardava negli occhi e mi chiamava Lili» in questa frase c’è tutta l’essenza del film Danish girl di Tom Hooper. Secondo me Eddie Redmayne, protagonista, e i suoi occhi dolci e vezzosi, meritavano di vincere l’Oscar e fare la doppietta, con buona pace di Leonardo Di Caprio.
L’eleganza, la grazia e la delicatezza con cui ha interpretato Lili, sono degni di un premio importante come quello dell’Accademy. Purtroppo è andata male, ma la pellicola vale la pena di essere vista e rivista. Un film bello esteticamente, bella la trama e bravi gli attori. Forse un po’ lungo in alcuni passaggi, questo si, ma perfetto nella sua eleganza. Dopo essere uscita dal cinema avevo voglia di mettermi il rossetto rosso, avevo voglia di calze di seta, tazzine e porcellane, ma soprattutto di partire per Parigi. Avevo voglia di eleganza.
Ho detto eleganza troppe volte? Beh si, perché non ce lo aspettiamo da una pellicola su un transessuale, siamo abituati a boa, tacchi troppo alti e ciglia finte e trucco pesante.
La realtà forse è che nei film viviamo di stereotipi poco reali.
Lili Elbe era reale, è realmente esistita e con lei anche le opere di Gerda Gottlieb, è esistito il loro amore, la loro arte, la loro sofferenza e soprattutto l’operazione. Lili è nata di sesso maschile sotto il nome del pittore danese Einar Mogens Andreas Wegener. È stata realmente la prima donna al mondo a sottoporsi a un intervento chirurgico di “ riassegnazione sessuale” e ad essere identificata come transessuale. Ha potuto essere se stessa, vestirsi da donna, presentarsi al mondo come Lili, perché ha viaggiato tanto insieme a sua moglie Gerda Gottlieb.
La sua storia fece tantissimo scalpore dopo le prime operazioni, tanto che Cristiano X, l’allora re di Danimarca, invalidò il suo matrimonio con Gerda, nell’ottobre del 1930.
All’epoca si trattava ancora di un’operazione sperimentale e Lili si sottopose a ben cinque interventi. I medici non si fermarono al cambiamento genitale, ma cercarono di impiantarle ovaie e utero nel tentativo fallito di farla diventare madre. Tentativo che ancora oggi non è riuscito.
Tranquilli non vi ho spoilerato nulla, sono approfondimenti informazioni che nel film non troverete, se ancora non foste andati a vederlo.
Ma veramente non siete ancora andati a vederlo?
Non sentirsi adeguati al proprio corpo è un tema importante della nostra “epoca”. Dopo Lili tantissimi sono stati i percorsi, anche celebri di uomini e donne che hanno cercato la “riassegnazione sessuale”.
Uno dei transessuali più famosi al momento è sicuramente Caitlyn Jenner, nata con il nome di William Bruce Jenner. Si tratta di un ex atleta statunitense specializzato nelle prove multiple.
Medaglia d’oro nel Decathlon a Montréal 1976, diventando così popolare in America, tanto che gli dedicarono il film Jeux de la XXIème olympiade che narra della sua impresa.
La sua vita privata è bella impegnativa, se nel lavoro era amico di tutti, anche dei suoi competitori, potremmo dire che lo era anche al di fuori delle piste di atletica. Se non ho capito male, ha avuto 4 figli con due donne diverse, fino a che non ha sposato Kris Kardashian, diventando il patrigno delle celeberrime Kim, Kourtney, Khloé e Robert jr.. Con Kris ha avuto altri due figli, ma poi nel 2015 in un noto programma americano, annunciò a tutto il mondo di “sentirsi donna e voler iniziare la transizione perché il suo corpo corrisponda alla sua identità di genere”. Così è stato, Vanity Fair pubblicò in esclusiva le foto di Jenner post-transizione.
Oggi Caitlyn usa la sua fama per dare voce alle piccole storie. Certo non si può dire che abbia la grazia e l’eleganza di Lili, è sempre un ex atleta, ma la sua bellezza è fuori questione.
Forse certe storie devono essere trattate con delicatezza, perché sono storie preziose, piccole e non appartengono a tutti.

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