CONTRASTO! Il lato Bicromatico della Vita

Comments (2) Art & Culture

 CONTRASTO è la parola, il fenomeno del bicromatico è sempre più presente in tutti i campi del branding.  Dalla moda al design, passando inevitabilmente dalla onnipresente e necessaria grafica online ed offline, tutti sembrano cedere alla bicromia, contrastata o in scala di due colori stiamo vivendo la rivincita delle ombre. Nasce probabilmente dalla passata tendenza di editorializzazione e di semplificazione del messaggio. Si è arrivati alla conclusione che questo genere di presentazione del contenuto ampli ed aiuti ad assorbire la comunicazione, MINIMALIST è la linea guida che accompagna il nostro occhio nella grafica del 2015. Molto complesso come approccio, il nudo e crudo non perdona, l’occhio vuole la sua parte e va stimolato e mai deluso. Il testo accompagna l’IMMAGINE non il contrario. Le parole scorrono dentro gigantesche immagini che si spiegano da sole, ritorniamo alla perfezione delle forme studiate e dove i soggetti della foto prendono forme riconoscibili dal nostro occhio, in sostanza qualcosa di confortevole. Partiamo da bicromatico, molto spesso semplicemente in B/W, per poi passare al colore vivido sempre con due colori prevalenti, la nuova sfida dell’HD sembrerebbe rendere bene il bianco assoluto, ( quello che sembra emetta luce ). Nel web ovviamente questo fenomeno arriva dal continuo ed inesorabile spuntare di blog personali, dove ci si affida al bicromatico per evitare improbabili accostamenti. Molto spesso cimentarsi nell’accostamento di colori porta a risultati poco vendibili sul web, per questo i SelfMadeBlogger fanno bene ad affidarsi ad un giusto sentimento bicromatico e molto spesso a dei template fatti e testati da grafici che sanno come bilanciare i testi e le immagini. Ma l’effettiva vita di una tendenza “in atto”, come è ovvio, non nasce da chi propone ma dagli utilizzatori che l’hanno resa tale. Anche nei naming e nelle relative brandizzazioni abbiamo rilevato una vittoria della semplicità che ha riportato all’utilizzo di caratteri radicati nel nostro passato ma rinnovati, come dei classici lapidari resi più DIGITAL. “2 is enough”, meno colori e più sostanza il mercato si è espresso.
La motrice della tendenza è ovviamente la moda, protagonista con quell’abbigliamento che dalla strada e dall’active wear prende l’anima, in questo caso, la base che sia nera, in tessuto tecnico o su felpa, un classico jeans o jersey, viene arricchita da contrasti di colori pieni o di texture.
Dal lucido all’opaco, fino al bianco e nero, l’optical si squadra e lascia spazio ad una iconografia più imperialista. L’anima della tendenza parte sicuramente dalla strada, anzi dai muri dipinti da artisti che incappucciati hanno spesso arricchito le città con la magia delle loro bombolette, opere spesso richieste da comuni e privati. Arte ormai quella del graffito che è sempre più richiesta da un esigente pubblico che riconosce l’espressione di questi artisti. Sempre più incisiva è la vena di semplificazione, si torna ai grafismi, come nei graffiti di Ivan Tresoldi, o nei ritratti di Orticanoodles accostati come nel tattoo da immagini fatte di chiazze di colore sempre meno definite da outline. L’estetica si semplifica, è più avvolgente e l’atmosfera è rilassante anche nel design, i colori scuri in contrasto con poco altro di luminoso e vibrante, vanno a creare dei nidi sempre più personali che si svuotano di dettagli e si riempiono di vuoti contrastati da punti luce.
Dalla strada si istituzionalizza, anche grazie alla nuova generazione di teste che in azienda decidono, creando in questo modo un’offerta, dall’immagine al prodotto e servizio, che è decisamente più calzante e somigliante ai gusti di una sempre più preparato target.

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