Cade il muro dei 140 caratteri: ecco #twitter280

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Twitter non lascia, ma raddoppia. Nonostante continui a perdere nei numeri (116,5 milioni di perdite nel secondo trimestre 2017) il social network lanciato da Jack Dorsey nel 2006 rivoluziona il suo tratto principale, quello dei 140 caratteri: è infatti partita la sperimentazione dei tweet da 280 caratteri, esattamente il doppio. I 140 segni eccedenti saranno oscurati, con la possibilità di essere visualizzati cliccandoci su.

La scelta sarebbe stata dettata da motivi linguistici: a differenza degli idiomi orientali, le lingue neolatine e anche l’inglese necessiterebbero di più parole per esprimere pensieri di senso compiuto. «Secondo le nostre ricerche il limite dei caratteri è la causa principale di frustrazioni per le persone che scrivono in inglese – spiegano gli analisti del social network – In lingue come il giapponese, il coreano e il cinese è possibile comunicare il doppio delle informazioni in un solo carattere, a differenza di molte altre lingue come l’italiano, l’inglese, lo spagnolo, il portoghese o il francese». C’è di più: i dati elaborati da Twitter dimostrano che il 9% di cinguettii in inglese raggiungono il limite di 140 caratteri mentre per i tweet in giapponese accade solo nello 0,4% delle volte.

«Stiamo cercando di estendere il limite da 140 a 280 caratteri, per quelle lingue meno ‘concise’ (ovvero tranne il giapponese, cinese e il coreano) – precisano i ricercatori – anche se per il momento si tratta di un test in atto solo per alcune lingue, vogliamo essere trasparenti sul perché siamo entusiasti di questo esperimento».

La sperimentazione, i cui tempi e modi non sono stati comunicati, ha suscitato inevitabilmente i commenti più disparati, per il momento ancora di 140 caratteri, degli utenti di twitter. L’hashtag #twitter280 è diventato subito trending topic nelle ultime ore.

Scrive l’account satirico di Dio, ad esempio: «Anni di allenamento a scrivere in 140 caratteri, e ora non serve più. Mi sento come Kevin Costner alla fine de Gli Intoccabili», mentre c’è chi fa notare, come Federico Bezzi, che con «140 caratteri si possono scrivere un mare di fesserie, figuriamoci con #twitter280». Mentre il profilo fake di mister Vujadin Boskov annota: «Dare 280 caratteri per fare scrivere tweet migliori è come mettere 2 palloni dentro campo per fare giocare meglio squadre scarse».

Il patron di Twitter, Jack Dorsey, ha così commentato, inaugurando subito i 280 caratteri in un tweet: «È un piccolo cambiamento, ma un grande passo per noi. Il limite di 140 caratteri era una scelta arbitraria basata sul limite di 160 caratteri degli SMS. Sono fiero dell’attenzione che il team ha messo nel risolvere il problema che la gente aveva quando cercava di twittare, al tempo stesso mantenendo la nostra brevità, velocità ed essenza».

Alla fine, se ci si ferma un attimo, il muro sfondato fino a 280 caratteri è solo una possibilità. Nessuno può impedirci di continuare a usarne 140 o anche meno.

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