BRAND AL CES 2016

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BRAND AL CES 2016

BRAND AL CES 2016

credit: https://www.flickr.com/photos/incandopolis/

Siamo al CES di Las Vegas e il tam tam mediatico è incredibile. Tutti vogliono esserci, perché la tecnologia oggi non è più solo una questione dell’industria dell’elettronica come era fino ai primi anni del Duemila, oggi è una questione di base per tutti i brand che non vogliono finire nel dimenticatoio.
A sottolineare il fatto c’è l’espressa richiesta da parte della direzione di chiamare il CES solo CES e non più come una volta Consumer Electronic Show, proprio a dire senza fraintendimenti che l’innovazione tecnologica non è più solo cosa propria dell’elettronica. Perciò tutti i brand si prestano a mostrare le loro migliori innovazioni, prodotti presto in uscita e prototipi, ma in realtà c’è qualcuno che vuol fare rumore in altra maniera, cioè mancando all’appuntamento.

Infatti i “fantastici 4”, cioè, Amazon, Apple, Google e Microsoft non ci sono. Non partecipano direttamente, ma sono presenti con tante collaborazioni con altre società, dando un’idea non molto chiara di quella che è la loro brand strategy.
Infatti per la più grande fiera di tecnologia made in USA sono proprio i quattro giganti statunitensi a mancare, mentre i loro concorrenti più agguerriti di natali nipponici, coreani e cinesi sono più presenti che mai, con innovazioni che lasceranno il segno.
Dal punto di vista del brand dobbiamo fare un paio di annotazioni importanti:
la prima riguarda appunto la non presenza dei fantastici 4, che potrebbe essere vista come una sensibile mancanza per lasciare spazio anche agli altri brand stimolando le collaborazioni con le start-up e concentrando tutte le energie sul direct marketing per il MWC di Barcellona che aprirà le porte a Febbraio, fiera dove la telefonia, il più grande mercato tecnologico odierno, la fa da padrone.
La seconda cosa da annotare è sicuramente l’apertura di Samsung a Ios di Apple, con il nuovissimo Samsung Gear S2 che sarà compatibile son il software di Cupertino.

Altra cosa molto importante per le brand identity da annotare è lo stile degli oggetti degli asiatici che va totalmente in controtendenza con quello dei brand occidentali. Tutto quello che riguarda la tecnologia made in West tende ad essere sottile, satinata, con colori che stanno tra il bianco e il nero nelle varie tonalità di grigio, con un spazio a parte come sempre per l’oro e l’argento e gli ormai da qualche anno inseparabili inserti di colori acidi, gialli, rosa e verdi fluorescenti, molto amati soprattutto nel ramo sportivo della tecnologia. Ciò che invece è made in Est è ancora legato a quelli che in Occidente sono stereotipi un po’ vecchi, come gli inserti in pelle negli accessori tecnologici, le superfici lucide e i colori che rispecchiano la borghesia contemporanea asiatica, quindi blu e marrone come dagli anni Novanta ormai.
Molto importante per il ramo tecnologico è diventato sicuramente Instagram, già nostro top brand per il 2015 (http://www.mattlumine.com/mattlumine-top-brand-2015/), che nell’ampliare il mercato di droni e hoverboard è stato il miglior alleato che si potesse avere, grazie alla sua capacità di stimolare nel pubblico l’emulazione del personaggio vip ripreso in situazioni di vita vera.

Rimanendo nel campo dei media, Netflix, per noi il miglior brand 2015 per i contenuti on demand (http://www.mattlumine.com/netflix/) ha annunciato proprio al CES il lancio in 130 paesi.
Di televisioni dobbiamo ancora parlare, perché se si fosse per caso pensato che in qualche modo internet le avrebbe scalzate dall’utilizzo quotidiano si è invece mostrato il contrario, grazie alle smart tv, che oltre ad avere tutto per l’accesso a internet e alle app, hanno anche fatto passi incredibili dal punto di vista del design e della tecnologia visiva.
Lg è da molti anni in prima fila e quest’anno è lanciatissima con i tv oled (quelle che si piegano per intenderci) anche se già altri come Samsung stanno seguendo la scia e hanno già anche loro sul mercato iniziato ad abituare il consumatore a guardare tv che abbracciano lo spettatore. Il tv quindi è ancora al centro dell’attenzione, ma anche a un bivio dal punto di vista del design, infatti alla progettazione di tv curve o che addirittura si arrotolano, si mettono a contrasto tv rigide totalmente senza bordi e trasparenti.

In quest’ottica di design si va ad aggiungere un’altra innovazione che si prospetta come una vera rivoluzione dell’esperienza visiva e cioè il passaggio dal 4K all’HDR.
HDR è l’acronimo di High Dynamic Range, è una tecnica che sta nel fare un medesimo scatto ad esposizione di luce differenti, unendo poi tutte le immagini in un’unica immagine, la quale sarà l’insieme di tutte le migliori esposizioni possibili in unica inquadratura.
Questa tecnica porta ad aumentare il valore di contrasto, che per intenderci, passa da un normale LCD che ha un valore di 1000:1 ad un valore di 30000:1, per un effetto di nitidezza, contrasto ed espressione viva dei colori come non si è mai visto. Sicuramente LG anche per questa tecnologia è il brand che più sta spingendo e quello che pare vuol diventare il top brand in questo settore.
Ma come sempre, quando si parla di esperienza visiva, Dolby Digital non può stare con le mani in mano, ed essendo un brand high level tra i più conosciuti nel mondo per la sua qualità legata all’intrattenimento cinema e tv doveva per forza fare qualcosa che andasse oltre tutti i parametri in cui si gli altri si litigano la leadership e infatti ha realizzato un proiettore in tecnologia HDR che è in grado di realizzare un rapporto di contrasto di… 1000000:1! Sì è 1 milione a 1!

A prescindere dalla comprensione o no dei dati tecnici, l’importante da notare è che Dolby Digital si sia ancora affermato come brand maestro della tecnologia da intrattenimento audio-visivo e ha trovato una nuova strada, oltre a quella storica legata all’audio, per esprimere il loro valore di massima qualità tecnologica. Ramo questo che se ben progettato commercialmente potrà riportare il brand ai fasti degli anni ’90.
Sui 250000 metri quadri del CES, ci sono tantissime start-up, molte legate allo sport o al wellness in generale, con un occhio puntato sulle wearable technology, che dal punto di vista del branding un po’ si assomigliano tutte, perché utilizzano font morbidi, colori accesi, pastelli o no, che le fanno sembrare tutte contemporanee, ma alle volte solo il pazzo che esce dalla strada maestra dà vita a un nuovo sentiero per questo dovrebbero pensare un po’ più fuori dagli schemi. Ciò vale anche per azioni di marketing particolari rispetto alla concorrenza con cui dovranno riuscire a prendersi la visibilità e l’affezione che comunque si meritano. I migliori a fare operazioni di marketing differenti dal solito quest’anno, prima del CES, sono stati i produttori di hoverboard utilizzando Instagram e facendo qualche regalino a personaggi famosi, azione da non copiare perché già vista e rivista ormai, ma comunque uno stimolo da prendere per uscire dai soliti canoni di pubblicità e inventarsi qualcosa per rimanere nella testa del pubblico.

Per quanto riguarda il CES, sicuramente un’ottima annata, nonostante la mancanza dei fantastici 4, e subito dopo l’appuntamento di Barcellona MWC di Febbraio, il CES, si ripresenta a Maggio, dall’11 al 13, a Shanghai, China, con il CES Asia, estensione di marca di ottimo valore, leva che gli fa fare un salto di qualità per il futuro e anche rispetto alla concorrenza con le altre fiere tecnologiche, anche perché già al CES in Nevada, un quarto della metratura disponibile era occupato da aziende cinesi.

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