A NEW MERCEDES AESTHETIC, Dal BodyBuilding al Fitness, Mercedes continua a mostrare i muscoli.

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Non sono più le Mercedes, oggi sono le Benz. La gamma delle nuove Mercedes secondo noi rappresenta un fantastico rinnovamento estetico del marchio e ne parliamo perché spiega bene la nuova idea di estetica che si legge anche in molti altri ambiti del mercato. Per cui vediamo come le carrozzerie, ma anche gli interni, hanno molto a che vedere con i trend sociali e perché possiamo assoggettarli a quello che accade nella filosofia del corpo e del fitness, che grazie ai social network negli ultimi dieci anni ha rinnovato massicciamente la sua importanza su tutta la società.

Negli anni ’90 era il tempo del bodybuilding, che attraeva tanti anche per film e spot pubblicitari, ma non lo praticava quasi nessuno, oggi tutti fanno sport, tutti ce lo fanno vedere sui vari profili e tutti i grandi marchi del settore hanno un app che monitora il tuo training o il tuo stato di salute. Salute. È questo infatti che è cambiato rispetto al passato. Oggi non importa quanto “grosso” sei, ma quanto “fitted”sei.

Lo stato di salute va di pari passo con tutto quello che si è discusso negli ultimi vent’anni sullo stato di benessere a livello planetario, cioè proprio del pianeta Terra, arrivando bene a capire che quelo che fa bene al pianeta fa bene a noi e viceversa. In questo trend verso il benessere la performance con cui otteniamo i risultati è diventata anch’essa sempre più importante e tutto viene monitorato. Nel proseguire con questi trend, vettori di tutti gli aspetti della società e del mercato di conseguenza, il marchio Mercedes ha mostrato con decisione come si fa a far diventare fitted quelle grosse auto per pochi che erano, ma forse sarebbe meglio dire quanto appaiono, perché spesso le auto sono anche più grandi rispetto al passato (non solo le Mercedes) pur sembrando più longilinee, proprio grazie alle nuove estetiche più secche rispetto al passato.

Forse a questo punto qualcuno di voi ha le idee confuse e crede che non c’entri niente il benessere con le linee della Mercedes? Invece signore e signori, sì, i trend non hanno confini merceologici, attraversano ogni cosa modificandosi modificandola. Esempio: il problema dell’inquinamento del nostro pianeta ha portato all’eco-design, alle auto elettriche, al bike-sharing, alle case energeticamente autosufficienti, alle diete vegane, al biologico persino al ritorno dei colori pastello nella moda etc etc… Per cui dalle automobili alle palestre, dai prodotti alimentari alla grafica pubblicitaria a tutto quello che ha uno stretto contatto con il consumatore finale, segue sempre delle tendenze comuni imposte dai tempi che corrono e dalla volontà della società, nonché dalle sue necessità. Premesso questo, sì, l’industria delle automobili ha a che fare con il mondo del fitness e se date un’occhiata alle auto di nuova generazione le vedrete tutte vestite da linee più toniche rispetto al passato. Perché? Perché l’auto è per l’uomo contemporaneo un prolungamento di sé e per questo segue i suoi stessi trend.

I trend degli ultimi cinque anni dicono che la cura del corpo ha una valenza importantissima dettata da vettori che la società ha richiesto e stimolato. Ne sono un esempio l’aumento degli iscritti ai corsi di yoga, l’aumento delle persone che seguono diete specifiche, la grande importanza del biologico nel mercato alimentare e l’impazzante proliferare di blog e programmi tv sul cibo. Ma queste sono solo alcuni aspetti, allarghiamo la forbice. Il trend macro dietro a tutto ciò è: la necessità di ridare benessere alle persone e al pianeta. Per cui il trend della cura del corpo, fa parte del più grande trend della cura del pianeta su cui viviamo che ha portato a tutti quei cambiamenti di cui abbiamo fatto alcuni esempi sopra.

In quest’ottica la carrozzeria di un’auto vale percettivamente a livello esteriore come il corpo di una persona. Per cui un “corpo” fitted ci dà sensazioni di efficienza, di performance, di oculatezza nel rapporto tra nutrizione e consumo, di prestanza e conoscenza dell’attività performativa.

Tralasciando le implicazioni progettuali, produttive e distributive delle case automobilistiche in relazione ai trend di cui sopra, qui ci interessiamo a capire come questi abbiano sempre anche delle implicazioni estetiche.

Per darvi un esempio della forza estetica di questi trend, pensate che tutto il design in stile shabby-chic che sta impazzando su riviste e store producendo ottimi risultati di vendita si basa sul trend, chiamiamolo “del recupero” o “del ritorno alle origini” pur essendo praticamente tutto costruito ex-novo. Cioè il prodotto è nuovo, ma esteticamente deve sembrare che è recuperato. Perché? Perché in quel periodo c’era più benessere, il mondo non era ammalato e così ci creiamo spazi atemporali.

Ritornando alle nostre stupende Benz, vediamo come questi trend siano stati presi dal reparto design di Stoccarda e utilizzati in maniera magistrale per dare valore al marchio e ai suoi prodotti.

Il bisogno di recuperare benessere ambientale ha avuto in tutti gli ambiti dell’industria due vie principali: la prima è quella del recupero di ciò che è stato sprecato, la seconda è evitare lo spreco. La prima dà vita a una sorta di estetica in cui si combinano parti di prodotto risalenti a periodi e funzioni d’uso diverse facendo appunto del recupero il motivo estetico stesso. La seconda invece si pone all’antipodo, cercando attraverso l’innovazione tecnologica il continuo miglioramento di sé stessi e dei parametri che non sono più adeguati. L’industria dell’auto è andata chiaramente tutta verso questa seconda via perché era effettivamente necessario rivedere i parametri tecnologici di produzione che devono essere sempre migliorati sopratutto in relazione ai livelli di emissione e consumi(in quanto parte integrante dello scatenamento del problema da cui è nato il trend) poi anche per quel che concerne prestazioni e sicurezza.

Si potrebbe dire che tutto ciò è scontato… e infatti lo è, adesso. Ma guardiamo come erano le auto nei primi anni ’00 e nei ’90, anzi guardiamo le Benz così capiamo bene il passaggio.

Nel lasciare il design leggero degli anni ’70 e ’80 le Benz si erano dimostrate meravigliose, interpretando il passaggio versa la voluttuosa ambizione degli spavaldi anni ’90, diventando auto grosse, imponenti, che avevano la loro attrattiva soprattutto nello status-symbol e nel comfort, come fossero salotti a cinque stelle su quattro ruote. Trend che anche nei ’00 si sono rivisti, mantenendo la mastodonticità delle linee e arrotondandole seguendo la fluidità del design che ha regnato in quel periodo, passando quindi dall’architettonico al pod.

Ma allora oggi come si mostrano queste linee? Sono dimagrite, sono secche, ma non pungenti, non hanno a che vedere con il taglio architettonico, ma con quello ergonomico, l’ergonomia di un corpo fitted, in salute, performante, efficiente, che esprime benessere. Esattamente come la società richiede che sia il corpo oggi, un omaggio alla scienza alimentare e fitness, queste auto sono un omaggio alla scienza che le produce.

Oggi “avere cervello” si dimostra attraverso il fisico.

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