Il Mondiale di Putin comincia: cerimonia e partita inaugurale

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Ci si aspettava qualcosa di sobrio nello show della Cerimonia d’apertura dei Mondiali di Russia 2018, e queste premesse non sono state disattese. Poche coreografie, zero rimandi all’U.R.S.S. o allo spirito sovietico, lo spettacolo è incentrato sulla musica e sulle parole del presidentissimo Putin.

Alle ore 17:30 (16:30 ora italiana), di fronte agli 80mila spettatori del Luzhniki di Mosca, la cerimonia ha avuto inizio con l’ingresso della Coppa del Mondo, portata a quattro braccia dall’ex portierone spagnolo Iker Casillas e dalla biondissima modella Natalia Vodianova.

Successivamente fa la sua entrata sul terreno di gioco, anche lui dopo aver ormai appeso gli scarpini al chiodo, Ronaldo (quello brasiliano), impettito nel suo completo ma con qualche chilo in più rispetto ai fasti del passato.

Poi è stata la volta della musica: il primo ospite canoro della cerimonia è stato Aida Garifullina, bellissima soprano trentenne che ha avuto l’onore di cantare di fronte al suo Paese, poi la scena è stata tutta di Robbie Williams. L’ex frontman dei Take That si è presentato sul palco con un discutibilissimo completo leopardato rosso, ma appena ha iniziato a cantare tutti si sono dimenticati di com’era vestito. Ha aperto con “Let me entertain you”, cui sono seguite le famosissime “Angels” e “Feel”, canzone di chiusura “Rock Dj”. Molto stranamente il cantante britannico non si è esibito in “Party like a Russian”, ma forse i riferimenti a un “Rasputin moderno” e a chi “si prende tutti i soldi di una nazione” sarebbero stati leggermente sgraditi. Come se non bastasse Williams per salutare le telecamere ha ben deciso di sfoderare il suo dito medio. Rock fino in fondo.

Tante le presenze calcistiche in tribuna, meno le figure istituzionali e politiche: infatti sebbene fossero presenti presidenti di ex repubbliche sovietiche, e delegati di Cina e Corea del Nord, non c’era nessun capo di stato o ministro europeo o statunitense.

Il discorso di Putin a pochi istanti dal calcio di inizio è apparso come una grande omelia: il presidentissimo russo ha parlato infatti della “grande famiglia unita dalla passione del pallone, la cui unità va preservata a dispetto di differenti ideologie, fede, culture”. Parole non proprio coerenti poi con il suo operato, dato che alle volte in Russia basta essere omosessuali per finire in prigione.

Gli inni di Arabia Saudita e Russia, poi si parte. Il grande spettacolo dei Mondiali, quattro anni dopo e, ahimè, senza Italia, è tornato. E torna anche prepotentemente, poiché i padroni di casa finiranno con l’imporsi per 5 a 0 (doppietta di Cheryshev, Gazinskiy, Dzyuba, Golovin) sulla formazione mediorientale.

Al fischio finale una stretta di mano fra Putin e il principe ereditario arabo Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd, sicuramente ciascuno con umori completamente diversi.

Il Mondiale è tornato e, almeno per un mesetto buono, il calcio farà rimanere in pace questo pazzo, pazzo mondo.

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