I dazi di Trump che attaccano l’Europa

Comments (0) Senza categoria

Ha portato in giro per le strade della capitale italiana Gregory Peck e Audrey Hepburn nelle loro Vacanze romane, diventando il simbolo del made in Italy in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti. E ora, beffardamente, proprio quegli americani che tanto amano l’arte, la moda e la cucina italiana si preparano a colpire uno dei prodotti più famosi che il “Belpaese” esporta.
C’è anche la Vespa tra le vittime delle mire protezionistiche annunciate da Donald Trump: il fiore all’occhiello della Piaggio è in compagnia dell’acqua minerale San Pellegrino, quella francese Perrier, alcuni formaggi transalpini come il Roquefort e il foie gras, le moto austriache della Ktm e svedesi della Husqvarna. Beni di lusso e non finiti nel mirino del governo americano e della sua offensiva commerciale contro l’Europa: Washington pensa a dazi punitivi fino al 100% del valore dichiarato dei prodotti. Una mossa che rischierebbe di farne salire il prezzo alle stelle negli Usa, collocandoli fuori mercato per i consumatori americani.
Per il momento, The Donald si è limitato a firmare due decreti per «combattere gli abusi commerciali” nei confronti degli Stati Uniti: la Casa Bianca lamenta, infatti, un deficit commerciale di 500 miliardi di dollari annui rispetto al resto del mondo. Ecco perché il primo provvedimento voluto da Trump è un’ampia revisione del deficit per verificare eventuali abusi. Il secondo decreto rafforza le regole antidumping per «impedire una concorrenza sleale delle aziende straniere rispetto a quelle americane».
Ma, secondo il Wall Street Journal, dietro la guerra commerciale minacciata dal presidente ci sarebbe una vertenza che va avanti da anni: il divieto europeo sull’importazione di carne di manzo americana trattata agli ormoni. Nel 2008 l’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto) aveva dichiarato illegittimo quel bando ma, l’accordo raggiunto un anno dopo tra Usa e Ue, non sarebbe stato poi rispettato dagli europei, è l’accusa che proviene oltreoceano. Di qui, la “vendetta” a suon di dazi orchestrata dal governo statunitense.
La guerra commerciale minacciata da Washington ha subito innescato una serie di reazioni polemiche. «Il protezionismo per noi è un mezzo disastro – commenta Luca Colombo, di Facebook Italia – sta nella missione di Facebook di rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso». Di «danno di immagine e finanziario» parla Roberto Colaninno, presidente della Piaggio: «Che cosa dobbiamo fare? Non possiamo fare la guerra all`America. Speriamo che si sgonfi tutto. Comunque non sono sicuro che saremo toccati. Piaggio produce le Vespe anche in Vietnam. E non è ancora chiaro se questi nuovi dazi colpiranno il marchio e i codici che identificano i prodotti o il Paese che li produce. Perché se fosse una misura contro il Paese, noi potremmo aggirarla facilmente vendendo in America le Vespe prodotte in Vietnam». Mentre per il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, «un Paese come l’Italia deve essere affezionato all’idea che la qualità non ha frontiere e che dazi, protezionismi e chiusure non possono essere barriere in grado di mettere un freno alla qualità».
Di certo, quella Vespa usata nel film del 1953 oggi negli Usa costerebbe molto di più. E non solo perché è stata usata da Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

[contact-form-7 404 "Not Found"]