Datagate: Anche Playboy dice addio a Facebook

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playboy facebook

Il mondo sta cambiando, qualcosa si è rotto. Se negli ultimi 10 anni essere su Facebook era un dovere, non tanto per gli utenti comuni, quanto per aziende, società, riviste, giornali, network. Oggi non è più così.
E no, non mi sto riferendo alla faccendaccia Datagate. Anche se la storia che vi sto raccontando sarebbe stata causa di una reazione allo scandalo di Cambridge Analytica.
La famosa rivista erotica Playboy non ha più una pagina su Facebook. É stata cancellata e non si torna più indietro. La decisione inderogabile è del direttore creativo Cooper Hefner, figlio di del fondatore di Playboy Hugh Hefner, che lo aveva annunciato su Twitter.

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Per Hefner i valori di Facebook e quelli di Playboy sono da sempre troppo diversi e che secondo lui Facebook è un posto repressivo nei confronti del sesso, inoltre ha spiegato che la decisione di cancellare la pagina della rivista è stata presa per via dello scandalo su Cambridge Analytica.
Insomma 25 milioni di utenti resteranno orfani di Playboy.
Ma non è la prima grande azienda che decide di non essere più su Facebook dopo il caso Cambridge Analytica.
A cancellare per prima la sua pagina Facebook è stata Tesla, per decisione del suo CEO Elon Musk, sollecitato da alcuni giornalisti e attivisti.
Un appello a cancellarsi da Facebook era arrivato anche dal co-fondatore di WhatsApp Brian Acton che lo scorso 21 marzo ha twittato: “It’s time #deletefacebook”. Nel 2014 Facebook aveva acquisito WhatsApp per 16 miliardi di dollari, in una delle sue più grandi acquisizioni. All’epoca l’applicazione era gestita da Jan Koum e Brian Acton, che divennero da un giorno all’altro miliardari. Koum si occupa ancora della società, mentre Acton l’ha lasciata all’inizio di quest’anno, annunciando di volersi dedicare a una nuova fondazione.

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Ma andando oltre la questione dell’allarmismo da Datagate, ci avete pensato?
Avete immaginato come sarebbe la vostra vita una volta cancellato il vostro profilo Facebook?
Il New York Times ha fatto un video che spiega molto bene cosa ci accadrebbe.

Sareste costretti a registrarvi in ogni app di uso quotidiano, dalle fotografie alle farmacie di turno, per non considerare le app di incontri come Tinder, che effettua l’accesso solo ed esclusivamente attraverso Facebook.
Ma poi credete che possa essere veramente così difficile la vita senza Facebook?
Certo dovreste ricominciare a leggere i giornali, guardare un Tg per essere informati, cercando di capire veramente una notizia, senza fermarvi al titolo o all’immagine.
I single sarebbero costretti a conoscersi veramente.
Per scoprire che fine ha fatto la compagna di classe odiosa delle superiori, dovreste sforzarvi di più.
Però diciamocelo, chi non usa Facebook come un’agenda personale? Tendiamo a salvare articoli che speriamo di leggere, decidiamo se partecipare ad un evento piuttosto che ad un altro e mi lasciamo avvisare da Facebook per ricordarcene. I compleanni! Dovremmo ricominciare a scriverli su agende e calendari con il rischio di dimenticarne qualcuno.
Le foto, i video, le ricette. Si ci mancherebbe. Ma questo forse non basta, perché ci ha fatti diventare più maleducati e auto celebrativi. Per non parlare di come il social network abbia peggiorato il lavoro del giornalismo.
La domanda resta: come sarebbe la nostra vita senza Facebook?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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