DALLE OCCHIAIE AI SOGNI SULLA PENSIONE: GALEFFI SI RACCONTA

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Sulla scena discografica da almeno due anni, Galeffi si è affermato attraverso una musicalità pop e molto legata alle subculture giovanili inglesi. Il suo primo album “Scudetto” è uscito già da qualche mese ma abbiamo provato a chiedergli di più su quest’opera e sulle sue visioni del mondo:

Com’è nato il progetto “Galeffi”, quali sono le origini?

Si parte da molti anni fa, Galeffi è il mio ultimo progetto ma sono sei anni che suono a Roma. Gli altri progetti sono finiti tutti male, questo per fortuna è andato bene.

Perché il titolo del tuo album è “Scudetto”? E per quest’anno chi vedi meglio in campionato?

La Juventus, lo dicevo pure quando stava andando di merda. Scudetto perché sono un calciatore mancato, ho sempre giocato a calcio però a 17 anni ho dovuto mollare sennò mi bocciavano.

Camilla” ci fa arrivare in un’atmosfera molto british, sembra di essere a Camden Town. Ma chi è Camilla?

Camilla è una certa Clelia, la ragazza esistente si chiamava Clelia, poraccia. Era molto bella però mi rompeva il cazzo.

Per quanto riguarda “Pensione”, noi la viviamo come una meta quasi irraggiungibile, ma non pensi ci siano troppi giovani vecchi in questa società?

Sì, io sono il primo. A parte gli scherzi, la pensione noi non ce l’avremo mai però secondo me è meglio, perché vuol dire che ci dobbiamo dare da fare per forza, non abbiamo altre opzioni. L’importante è sempre fare nella vita, perché facendo si sbaglia, sbagliando si impara e imparando si fa.

Potter/Pedalò” hai detto che nasce dalla tua prima cotta, ma perché nella canzone dici “diventerò Harry e tu Hermione”? Lo sai vero che in “Harry Potter” lui Hermione non la considera minimamente e alla fine si mette con Ginny?

Perché Ginny era una sfigata ed era pure brutta, mentre Hermione… beh, ero innamorato di Hermione ed essendo un fan di Harry Potter (non a caso ho gli occhiali suoi) ho sempre tifato per loro due come coppia, quindi ho detto “mo’ ci faccio una canzone e li faccio fidanzare nella canzone”.

In “Occhiaie” tu racconti di un amore così forte da non farti quasi dormire. Esistono ancora amori così nella società di oggi?

Dev’essere così perché soprattutto all’inizio se stai con una persona di cui ti innamori devi farci l’amore tutti i giorni, tutte le notti, non devi dormire, devi star male. Questo secondo me è l’unico modo. Dato che adesso siamo tutti un po’ fifoni, in questa società abbiamo sempre paura di fare ogni cosa, di buttarci, di avere responsabilità, di credere in noi stessi o di credere in qualcosa, l’amore dev’essere la base di ogni cosa, dev’essere la molla, almeno per me. Quindi è giusto avere le occhiaie, vuol dire che hai fatto l’amore tutta la notte con la tua fidanzata. Può anche darsi che c’hai le occhiaie perché ti metti a studiare per una cosa in cui credi veramente e ti chiudi tutta la notte, è la stessa cosa. L’importante è che uno si impegni nelle cose, tanto pe’ dormì c’è tempo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Guarda non lo so, nel prossimo futuro io spero di fare questo lavoro per un altro po’ di tempo, ci sono delle canzoni nuove che usciranno e credo uscirà anche un secondo disco prima o poi. Fino a che la gente verrà ai miei concerti sarà il mio lavoro. Sennò me rimetto a portà le pizze.

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