Cara Italia, l’odi et amo di Ghali per il Bel Paese!

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L’avevamo ormai sentita dappertutto, anche grazie a un noto operatore telefonico nazionale, ma dal 26 gennaio ecco finalmente la versione completa di “Cara Italia”, una vera e propria ode scritta al Belpaese da Ghali, icona della trap nazionale. Il cantante milanesissimo, ma con chiare origini tunisine, ha voluto celebrare quella terra che gli ha dato i natali, che ha accolto i suoi genitori, ha voluto tessere le lodi di uno stato con molti pregi ma anche (troppi) difetti. Un testo ricco di spunti, che fa riflettere sul ruolo delle minoranze etniche e della crescente diffidenza verso di esse (sono ancora un bambino, un po’ italiano, un po’ tunisino, lei di Portorico, se succede per Trump è un casino” e anche “C’è chi ha la mente chiusa ed è rimasto indietro, come al Medioevo. Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno senza passaporto, in cerca di dinero”), sulla crisi della politica italiana e l’avversione dei cittadini verso due schieramenti che ormai sembrano uno la brutta copia dell’altro (“Ma che politica è questa? Qual è la differenza tra sinistra e destra? Cambiano i ministri ma non la minestra, il cesso è qui a sinistra, il bagno è in fondo a destra”), su un’appartenenza territoriale che è più forte in chi arriva nella Penisola per trovare rifugio che non in chi ha tutto l’albero genealogico italiano. Il videoclip è sbarcato su YouTube dal 27 gennaio e in 24 ore ha totalizzato il record di 4 milioni di visualizzazioni, un successo che forse nemmeno lo stesso Ghali si aspettava. Il rapper ha voluto ringraziare i suoi fan, e l’Italia intera, con una lunga lettera sul suo profilo Instagram, qui riportata integralmente:

Cara Italia,
Ti dedico questa canzone che ho ideato tornando dal mio primo viaggio in America.
Non hai nulla da invidiare a questi grandi paesi che vediamo nei film.
Spero però che tu non ti offenda per aver risaltato i tuoi difetti, sappiamo tutti che sei bellissima ma questo serve a migliorarsi.
Cara Italia,
Ho scritto “sei la mia dolce metà” perché è davvero così.
Tu mi hai visto nascere, mi hai cresciuto e ora che in ogni tuo angolo gridano il mio nome come posso voltarti le spalle?
Tu che sei la dimora dei miei desideri, il letto dei miei sogni.
Infinite le giornate di dolore tra le tue mura e infinite le notti di rabbia ma come potrei voltarti le spalle senza rimpianto?
Cara Italia,
Ti chiedo solo tre cose:
NON PARLARMI più di confini e non ti parlerò più con diffidenza.
NON SENTIRTI inferiore e io mi sentirò all’altezza.
NON VEDERMI come un nemico e io ti vedrò come una sorella, un’amica, una mamma.
Spero che tu possa prendere in considerazione le mie parole.
Io T.V.B Cara Italia”.

 

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