UBER: la Futile Lite

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Parliamo di Uber, azienda di San Francisco che ha realizzato la omonima app relativa, non tanto al car sharing, ma quanto più alla share economy.
Cosa vuol dire? Uber è un’applicazione relativa a diverse tipologie di servizi, tutti collegati ai servizi di mobilità su automobile, ma al contrario di altre applicazioni dove si condivide un’auto o un taxi per dividere le spese tra i vari passeggeri, Uber mette a disposizione un’auto privata con relativo autista. Per cui nel primo caso parliamo di Car Sharing, nel secondo no, perché non c’è nessuna condivisione del mezzo.
Questo è il nodo cruciale per il quale in tutto il mondo, ognuno secondo le proprie le leggi e in base anche al volere dei vari sindacati dei taxisti, Uber sta subendo una campagna per renderla illegale.

Diamo un’occhiata. Questi sono i servizi di Uber:
UberX- L’opzione low cost di Uber, la corsa è effettuata su un’utilitaria.
UberTAXI- Il classico taxi in versione Uber.
UberBLACK- L’opzione “originaria” di Uber, la corsa avviene su una berlina.
UberSUV- L’autista sarà a bordo di un SUV.
UberXL- L’autista sarà a bordo di un’auto con 6 o più posti.
UberLUX- La corsa avviene attraverso un’auto elegante e costosa.
(fonte:Wikipedia)
Per questi servizi il problema varia a seconda delle legislazioni dei vari paesi in cui è operativa Uber, ma diciamo che di base le categorie di taxisti in tutto il mondo sono contrari al fatto che i driver di queste auto possano fare in sostanza il medesimo lavoro loro, senza però avere mai pagato le costose licenze che ogni taxista deve comprare prima di poter iniziare l’attività.
Altra cosa è invece l’ultimo servizio arrivato in casa Uber: Uber Pop. In questo caso parliamo di un servizio di Car Sharing, ma anomalo, perché si tratta di condividere un’auto, o meglio, si tratta di chiedere un passaggio da privato a privato, ma rimane il fatto che il pagamento viene comunque fatto alla casa madre Uber.

Bene, giunti al punto, diamo una spiegazione del successo di Uber dal punto di vista del mercato. Va data perché risponde alla domanda cruciale e cioè: perché Uber, nonostante abbia così tante persone contro, nonostante abbia prezzi uguali e a volte anche più alti di quelli dei taxi, nonostante ci siano le app anche dei taxi in ogni città metropolitana a fargli concorrenza, nonostante sia di difficile legislazione in molti paesi, continua inesorabilmente il suo cammino verso il successo dettato dall’aumentare dei download dell’app?
La risposta, come quasi tutto quello che riguarda il mercato di oggi e di quello futuro è nei Millennials.
Infatti per il Millennials, cresciuto a pane e web, non importa nulla dei taxi, il taxi è un mezzo vecchio per lui/lei, è una cosa del tipo “quella cosa la usava mio padre”.

Il millennial tratta chi è nato sul web come un “local” e chi ci arriva dopo, partendo cioè dal mondo fisico, come uno “stranger”. I millennials si sentono e sono una generazione in grado di produrre un cambiamento che non si vedeva da secoli e forse non si è mai visto prima, sono la generazione tecnologicamente più avanzata e con maggiore capacità di spesa totale della storia dell’uomo, forti di questo, non si fermeranno mai di fronte a qualche ingiunzione come è stata fatta in alcuni paesi per fermare Uber. Perché il discorso non è Uber sì o Uber no, ogni giorno nascono app nuove per ogni tipo di cosa e tante per la mobilità, è brutto da dire per chi ha speso tanti soldi per il suo taxi, ma i clienti che gli rimangono sono quasi solo quelli dalla generazione dei Baby Boomers, legislazione pro o legislazione contro, perché si sa, il cambiamento è l’unica costante, e per i millennials è il primo scopo generazionale.

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