Turismo nel Queens: alla ricerca dell’autentica New York

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Turismo Queens. Img credits: Chris Goldberg
Fuori dall’America fino a qualche decina di anni fa, New York significava Manhattan, se dicevi Brooklyn si pensava solo al ponte, del Bronx si sapeva che ci facevano i film sulla droga mentre del Queens e di Staten Island proprio non si sapeva nulla.
Oggi ci arrivano notizie dalla città di New York, propriamente dalla Time Warner Cable News, che ci dice che il Queens sta diventando lentamente una destinazione turistica. Nel 2014 sono stati più di 12 milioni le persone che sono andate a visitare questo quartiere e tante provenivano da paesi fuori dagli States. Ad oggi il quartiere impiega circa 50 mila persone nel settore turistico per un ricavo totale che supera i 5 miliardi di dollari.
Come abbiamo già scritto in un altro articolo a riguardo di New York, ogni suo quartiere o strada e piazza è un brand a sé, ma se parliamo dei quartieri dobbiamo pensare che si tratta di vere e proprie città a sé stanti e non solo brand. Se pensiamo al Queens, dobbiamo tenere conto che si tratta di una superficie enorme e di un quartiere che per numero di abitanti sarebbe la quarta città più popolosa degli Stati Uniti con 2,2 milioni di abitanti, in cui vi sorgono due degli aeroporti più grandi del paese, il John F. Kennedy e il LaGuardia, è inoltre casa dei New York Mets e sede degli US Open.

Infatti quelli di New York non sono propriamente quartieri, ma Borough, che all’interno hanno i loro vari quartieri. Per esempio, Brooklyn è un Borough e Williamsburg un suo quartiere, il Queens è un Borough e Long Island City è un suo quartiere e via dicendo…
La cosa interessante della riscoperta del Queens è la motivazione con cui molti turisti spiegano la loro voglia di visitare questo Borough ancora poco conosciuto: la voglia di scoprire qualcosa di autentico.
Per molti turisti, Manhattan è troppo turistica e scontata, loro vogliono vedere come sono i Newyorkesi veri, come è la vita vera in quella città, scoprendo un quartiere che poi si è rivelato essere stato il più importante Borough per la crescita artistica di New York e degli Stati Uniti.
Le tre più grandi arti nate negli Stati Uniti, sono tutte partite da New York e due di queste sono nate proprio nel Queens. A parte i fumetti, la prima forma di arte americana ad avere grande successo fuori dai confini degli States, pubblicati per la prima volta sul New York World, dal Queens sono nate le arti, una volta considerate minori, cioè i graffiti e il jazz, due vere rivoluzione del diciannovesimo e ventesimo secolo. In particolare, per i nostri giorni è stata fondamentale la riconosciuta paternità al Queens come terra nativa della più estesa arte che mai il pianeta abbia visto, i graffiti. Considerato da molti una vera e propria arte e da altri solo un problema, rimane il fatto che è stata e rimane un metodo di espressione per chi nella società non ha mai voce in capitolo, una voce che grazie anche all’esplosione globale del fenomeno Banksy sta subendo una seconda ondata di successo dopo quella degli anni Novanta.

Questa tendenza al riscoprire l’autentico porta le persone a preferire una visita nel Queens, magari alla casa del più grande Jazzista, Louis Armstrong, al posto di mete più classiche come potrebbe essere Times Square.
Questa tendenza alla riscoperta dell’autenticità dei luoghi fa parte della più grande corrente dei nostri tempi, quella del Glocal, cioè la tendenza globale a voler riscoprire ciò che è veramente locale. È una corrente che vediamo tantissimo nella moda, che addirittura sta andando a ricercare motivi tribali da mettere sui capi, la vediamo un po’ meno nella musica, ancora tanto invece nel cibo, che punta al km 0 e tanto anche nei viaggi, dove il cliente di oggi si mostra restio a esperienze “da Hotel” tutti uguali per scoprire le vere origini e gli umori della gente dei luoghi che visita e la loro peculiare cultura.
Una peculiarità culturale che proprio nel Queens si può trovare come in pochi altri posti, in quanto gli immigrati corrispondono al 47,6% della popolazione, risultando essere un simbolo della terra della multirazzialità, come è New York e lo sono gli States.

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