Totti ha sfidato Crono e ha vinto: negli angoli di Roma, la street art osanna l’ottavo re

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Mitologia contemporanea. Un accostamento che sa di ossimoro se catapultata in una realtà sfuggente come quella attuale, ma i miti, nei loro rapporti con la cultura di un’epoca o di una popolazione, esistono ancora e vanno celebrati nella quotidianità. “Mitologia contemporanea” è il nome di un progetto artistico realizzato a Roma nel 2014, dalla galleria 999contemporary, focalizzato sulla rappresentazione di nuovi modelli d’ispirazione che le giovani generazioni vorrebbero emulare.
A Roma un mito è appena asceso nell’Olimpo della leggenda. Proprio nello stadio Olimpico, dove altro sennò? Nella capitale, Francesco Totti, professione ex-calciatore, ma con le stimmate di divinità per la Roma giallorossa, ha appena appeso gli scarpini al chiodo. In una pièce teatrale drammatica, domenica 28 maggio, ha salutato per l’ultima volta i suoi tifosi, da buon condottiero, sempre con la maglia numero 10 addosso. Totti, nel corso della sua carriera durata più di un quarto di secolo ha svezzato diverse generazioni, ha unito padri e figli, sogni e frustrazioni si sono cuciti attorno alla sua maglia. Roma, anche dai colori bianco e azzurri laziali, gli ha riconosciuto il ruolo di leader in una città che storicamente non vuole padroni.

foto di Fabio Rossi

E proprio il volto marmoreo di Francesco Totti è stato il primo a essere immortalato all’interno del ciclo “Mitologia contemporanea”, non una casualità: porta la firma dello street artist romano Lucamaleonte che ha realizzato l’opera alta 18 metri sulla facciata della scuola Pascoli, nel quartiere di Porta Metronia, dove “Er Pupone” è nato il 27 settembre 1976 ed è cresciuto. Accanto all’opera eseguita a pennello mantenendo una bicromia bianco-nero, compare la scritta “Vecchio a chi?”, un’eloquente risposta a chi l’aveva bollato per finito più e più volte, ma che ha dovuto ricredersi: Totti si è ritirato a 40 anni. Un continuo sfidare Crono, il dio del tempo, giocando con la vecchiaia e aprendo una riflessione proprio su come la società vive o meno accanto all’anziano.

©Claudio Bernardi/Lapresse
Roma, 10 febbraio 2014 – Porta Metronia
Realizzato il primo murales di un progetto dedicato a 4 miti delle giovani generazioni. Il volto di Francesco Totti dipinto sulla facciata della scuola media "Carlo Urbani", ex "Giovanni Pascoli", che Totti frequentava da piccolo. L’opera realizzata dall’artista di Street-Art, Lucamaleonte, uno dei più consciuti del suo genere.
nella foto: Lucamaleonte al lavoro per ultimare l’opera

Quello visto è il primo atto della messa in scena Totti-Lucamaleonte: sempre nel 2014, qualche mese prima dell’inizio dei Mondiali in Brasile, la Nike ha organizzato una campagna pubblicitaria dal motto “Risk Everything”. In occasione della presentazione della maglia della Roma, il famoso brand ha affidato all’artista romano la realizzazione di un nuovo imponente murale ispirato all’iconica romanità e al suo Francesco, all’ingresso dell’ex deposito Atac, in Piazza Ragusa, nel quartiere San Giovanni.

Bella sfida, poi, quella di celebrare l’eternità attraverso la street art, di default aperta a contaminazioni, a vivere in simbiosi con la parete sulla quale è stata realizzata, a subirne le conseguenze tra calcinacci, deterioramento causato dal tempo e dagli agenti atmosferici. Destinata a scomparire. Come l’idea alla base delle opere del duo Sten&Lex che, lavorando con poster di diverse dimensioni, interagiscono costantemente con il vento, la pioggia e tutto ciò che trasforma l’arte stessa. Stesso destino che ha avuto il mastodontico lavoro realizzato, sulla facciata di un palazzo nel quartiere Garbatella: 26 metri di altezza per 12 di lunghezza, il viso di Totti viene sovrapposto al volto ferino di un licantropo. Simboli della Roma calcistica (evidente il richiamo al logo con la lupa negli anni ’80 e presente nel murale) che dialogano reciprocamente in un associazione concettuale lampante: pensi alla Roma, pensi alla lupa, pensi a Totti. E viceversa.

Icone e simboli nella capitale dell’icasticità: Totti viene riconosciuto come l’ottavo re di Roma. Un appellativo sussurrato, osannato, evocato tra le strade millenarie che hanno visto camminare uomini grandi e persone illustri. Dalla strada, per la strada, luogo più ampio di democrazia: è qui che va celebrato Totti, è qui che va decantato l’ottavo re e per questo lo street artist Tvboy ha scelto piazza del Fico per appiccicare il suo stencil dall’eloquente titolo: Franciscvs Totti VIII Rex Romae.
Ma è in via Monti che sorge l’opera alla quale sono maggiormente legati i tifosi dai profondi sentimenti nostalgici: ritrae Totti che punta il dito in alto con lo sguardo alla ricerca delle stelle o dell’Olimpo. Immortala l’esultanza del capitano nel 2001, nell’anno dell’ultimo scudetto della Roma, l’unico scudetto per il figlio Francesco. L’opera è stata più volte imbrattata e più volte restaurata.
La memoria non si cancella, non si vilipenda.

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