TESTAMENTO BIOLOGICO, vince la libertà: tra le lacrime di Emma Bonino, il sorriso di Mina Welby!!!

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Emma Bonino si asciuga le lacrime sotto gli occhiali. Davanti a
lei nella tribuna del Senato, Mina Welby sorride soddisfatta.
Accanto è circondata dalle volontarie, visibilmente commosse,
dell’associazione Luca Coscioni. Poco distante, in piazza
Montecitorio, uno dei leader dei Radicali Italiani, Marco
Cappato, attende l’esito del dibattito in Aula durante un sit in.
IL VOTO
Volti e immagini che raccontano le reazioni alla votazione finale
sul biotestamento, la legge approvata definitamente questa mattina
al Senato, dopo anni in cui da più parti si chiedeva una
regolamentazione sul fine vita sulla scia dei casi, tra gli altri, di
Piergiorgio Welby, Eluana Englaro e Dj Fabo. I voti favorevoli
sono stati 180, frutto di una maggioranza trasversale tra Pd,
Movimento Cinque Stelle e i gruppi di sinistra (Mdp, Possibile, Sinistra Italiana); i contrari sono stati 71, 6 le astensioni, posizioni
provenienti dai gruppi cattolici di centrodestra (Lega Nord,
Alternativa Popolare, Forza Italia). La Camera dei Deputati aveva
già licenziato il testo lo scorso 20 aprile. Con ogni probabilità sarà
una delle ultime leggi approvate dal Parlamento, assieme a quella
di Bilancio, prima della fine della legislatura.

 

LA LEGGE
Il testo disciplina la manifestazione di volontà di un paziente nelle
ultime fasi di una malattia: il principio di base è che nessun
trattamento può iniziare o proseguire senza il consenso della
persona malata. In particolare, si potrà avere il diritto di rinunciare
ad alcune terapie come l’idratazione e la nutrizione artificiale.
L’intenzione del malato è espressa, in forma scritta o via audio,
Legge biotestamento.doc.pdf
Salvataggio in Dropbox • 14 dic 2017, 20?32
L’intenzione del malato è espressa, in forma scritta o via audio,
attraverso le cosiddette “Dat”, le Disposizioni anticipate di
trattamento. Nel caso in cui il paziente non avesse più la
possibilità di far applicare la propria volontà, ne sarà responsabile
il fiduciario, il soggetto da lui delegato. Il malato potrà anche
esprimere l’intenzione di essere sedato in modo continuo per
alleviare le sofferenze, un facsimile del coma indotto. Sarà tutelato
il diritto del medico all’obiezione di coscienza, ma in ogni caso, la
struttura sanitaria dovrà attuare le volontà del paziente.
LE REAZIONI
Subito dopo l’approvazione della legge, salutata con un lungo
applauso da Palazzo Madama, Marco Cappato (imputato a
Milano nel processo per la morte di dj Fabo, ndr) ha twittato:
«Il #biotestamento è legge! Grazie a Welby e a chi ci ha creduto!!
Ci vogliamo bene 🙂 Prossima tappa: #EutanasiaLegale per
essere #LiberiFinoAllaFine». Il presidente del Senato, Pietro
Grasso, ha espresso la propria soddisfazione: «Possiamo dire di
aver assolto al nostro compito quando, in coscienza, decidiamo
secondo criteri di responsabilità, cercando tutti insieme la strada
di maggior condivisione possibile anche sulle questioni più
divisive». Dello stesso tenore la presidente della Camera, Laura
Boldrini: «D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori
sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche».
Da Bruxelles, dove è impegnato per il Consiglio Europeo, il
presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha parlato di «scelta di
civiltà» e «passo avanti per la dignità persona». Per Ettore
Rosato, capogruppo Pd alla Camera, «è un orgoglio aver
contribuito ad approvare una legge che aspettavamo da anni
accogliendo sensibilità diverse», mentre Roberto Fico, del M5S,
parla di «giornata storica, una giornata che il nostro Paese
aspettava da anni. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile
raggiungere questo risultato».
Critiche piovono dal centrodestra. Secondo Gaetano
Quagliariello, del movimento Idea, «questa non è una legge sul
testamento biologico ma la via italiana all’eutanasia, che ha il
nostro fermo dissenso oggi». Sulla stessa linea c’è Maurizio
Lupi, ex ministro dei Trasporti e capogruppo di Alternativa
Popolare: «oggi si è persa un’occasione per fare una buona
legge». Perplessa si mostra la Conferenza Episcopale Italiana
attraverso le parole di don Massimo Angelelli, direttore
dell’Ufficio Cei per la Salute: «Non possiamo riconoscerci in
questo testo, la valutazione non è positiva».

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