Psichedelica, colossale e surreale: la Monna Lisa di Okuda, a Parigi, lascia senza fiato

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Loro con i colori provano a dipingere il mondo e se potessero arriverebbero fino alle nuvole. E quando parliamo di colori, intendiamo TUTTI i colori possibili e immaginabili: sporcano la tavolozza con tonalità policromatiche tanto da consumare tutto l’iride. Nel panorama artistico legato alla street art, Eduardo Kobra e Okuda sono i più caleidoscopici in assoluto: ogni loro opera è un’esplosione luminosa che fa sorridere gli occhi di chi guarda. Qualche mese fa lo street artist brasiliano Kobra ha sfidato se stesso e l’arte classica realizzando, all’interno di una cava di Massa Carrara, il David di Michelangelo che, nell’universo dell’arte, è riconosciuto come la più iconica rappresentazione maschile.

E se pensassimo a quella femminile, chi ci verrebbe in mente? Beh la Monna Lisa di Leonardo da Vinci è considerato il ritratto più celebre nella cultura occidentale. Datato primi anni del 1500, la Gioconda è conservata al Louvre di Parigi e, diventata simbolo della cultura di massa tra meme e gif, continua a ispirare critiche, studi psicoanalitici, letteratura e altre riproposizioni artistiche. Proprio come l’ultimo mastodontico lavoro realizzato da Okuda proprio a Parigi.

Lo street artist spagnolo ha lavorato concettualmente per opposti, spingendosi tanto con la fantasia e andando oltre quelli che sono i limiti strutturali dell’unicum realizzato da Leonardo da Vinci. Mantenendo il suo stile psichedelico, sospeso tra onirismo e pop-surrealismo, con texture definite e geometriche, Okuda ha “completato” la Monna Lisa: il suo lavoro si estende lungo un muro di 50 metri di altezza e 15 metri di larghezza coprendo la facciata di un palazzo di 19 piani situato nel sud di Parigi, nel tredicesimo arrondissement. Quasi 500 bombolette. L’originale,
invece, che lascia spesso delusi e spiazzati i visitatori che accorrono per vederla è di 77×53 centimetri.

Okuda, classe 1980, riprende solamente lo schema compositivo e la postura, ma il risultato è del tutto autonomo, sia per l’impronta cromatica sia per gli accessori “in dotazione”: lo spagnolo, infatti, ci svela un’inedita Gioconda, andando al di là del busto e mostrandoci le altre parti del suo corpo. Scopriamo un abito realizzato con diverse pattern, ora a pois ora a stelle su sfondo blu; un abito multiforme che lo stesso artista ha voluto spiegare: «E’ come una donna multi-culturale che ha diversi tessuti provenienti da diverse parti del mondo, una sorta di Gioconda globale, non solo parigina». Il tocco francese e parigino è dato, invece, dalla borsetta che regge in mano: un omaggio alla capitale della moda e del fashion.

 


Il risultato è qualcosa di immenso non definibile e non percepibile da una semplice fotografia. Segnatevi l’indirizzo: numero 7 di Place de Vénétie nel XIII arrondissement, a sud-est di Parigi. L’opera rientra in “Street Art 13”, un progetto iniziato nel 2009 con l’intento di offrire ai cittadini e ai turisti un tour attraverso le innumerevoli opere realizzate da artisti internazionali come Obey, Inti, C215, Seth e altri.
Insomma, ora che andate a Parigi, ricordatevi di specificare quale Gioconda andare a vedere.

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