Netflix da, Netflix toglie: nuove serie e grandi addii

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tocca farlo spesso perché ogni mese ci sono una o più uscite di cui vale la pena parlare.
Anche in estate Netflix non ha badato al calo degli ascolti, al mare e alle ferie, riempiendo il mese di luglio di nuove uscite.
Ad ogni modo, è anche finita nel mirino degli spettatori per aver ferocemente cancellato serie tv di ottimo successo e alcune che hanno avuto meno fortuna.
Partiamo dalle nuove uscite.
Dopo la quinta movimentata serie di Orange is the new black, il mese di giugno ci ha regalato Glow, una serie tv originale che racconta le vicissitudini di 13 donne che si approcciano al mondo wrestling, mettendo su uno spettacolo televisivo. La trama è vagamente ispirata a quella delle Gorgeous Ladies of Wrestling, “le favolose donne del wrestling”, format televisivo statunitense degli anni ’80. Nei dieci episodi vengono fuori caratteri e caratteristiche di tutte e 13 le aspiranti wrestler della serie, fra problematiche gravi e meno gravi, trattate sempre con uno stile lieve, divertente, che non si appesantisce mai neanche nella narrazione di problematiche serie come l’aborto. La particolarità di Glow sta proprio in questa leggerezza che non tende mai a scadere nella banalità.
Sono solo dieci leggerissimi episodi, di 30 o 35 minuti l’uno, che scorrono facilmente. Non è una serie che cambierà le vostre vite, ma in un piovoso fine settimana potrebbe essere quello che cercate.
Stereotipi culturali, personaggi un po’ disperati e la voglia di rivincita personale sono alla base della serie che sta riscuotendo un discreto successo. D’altronde il team creativo è lo stesso di Orange is the new black, stessi anche glie obiettivi narrativi e la visione del mondo che si scontra irrimediabilmente contro stereotipi razziali e di genere.
Altra serie tv attesissima è Gypsy: serie televisiva statunitense creata da Lisa Rudin per Netflix. Protagonista Naomi Watts nei panni di una terapista che comincia delle pericolose relazioni intime con le persone che fanno parte delle vite dei suoi pazienti. La prima stagione, composta da 10 episodi, verrà interamente distribuita su Netflix il 30 giugno 2017. Datemi qualche giorno e ne parleremo come merita.
Ma adesso arriviamo alle note dolenti.
In pochi sentiranno la nostalgia di Girlboss, serie prodotta, tra gli altri, anche da Charlize Theron, basata sull’autobiografia #Girlboss di Sophia Amoruso. La decisione nasce probabilmente dalla scarsa risonanza avuta dalla creazione di Kay Cannon rispetto ad altre produzioni originali. La storia è quella di Sophia, un’impertinente e disordinata giovane donna la cui passione per il vintage è destinata a trasformarla in una improbabile imprenditrice alle prese con la non facile sfida di essere il capo di se stessa.
La cancellazione di Girlboss sembra rientrare in un piano di riqualificazione degli investimenti e dell’offerta per Netflix, che di recente ha fermato anche Sense8, The Get Down e Marco Polo.
Il caso Sense8, serie televisiva statunitense di fantascienza creata da Lana e Lilly Wachowski e J. Michael Straczynski, è costato non poche critiche invece alla piattaforma on demande.
La storia in grandi linee è questa: otto sconosciuti provenienti da diverse parti del mondo, sviluppano improvvisamente una reciproca connessione telepatica. I personaggi, appartenenti a diverse culture, religioni e orientamenti sessuali, scoprono di essere dei “sensate”, persone con un avanzato livello di empatia, che hanno sviluppato una profonda connessione psichica con un ristretto gruppo di loro simili. Mentre cercano di scoprire, disorientati, il significato delle loro percezioni extrasensoriali e iniziano a interagire a distanza tra di loro, un uomo, Jonas, si offre di aiutarli. Allo stesso tempo un’altra enigmatica figura, Whispers, dà loro la caccia, sfruttando la loro stessa abilità, allo scopo di catturarli o ucciderli.
La seconda stagione di Sense8, aveva appena fatto il suo debutto proprio nelle scorse settimane su Netflix, quando è stata ufficializzata la notizia che non ci sarà una terza stagione. E in questi giorni crescono le indiscrezioni e l’agitazione dei fan, complice la notizia che The Get Down di Baz Luhrmann, era stata cancellata.
La cancellazione sarebbe dovuta ad una questione meramente economica, anche perché la serie costata milioni di dollari, di cui nove solo per la seconda stagione, con location in tutto il mondo e un cast piuttosto corposo, è stato sicuramente un progetto impegnativo per Netflix. Senza aver raggiunto la notorietà di altri titoli come Orange is the new Black o Stranger Things.
Nonostante gli hashtag, le petizioni online per far si che la serie prosegua, Netflix non è tornata sui suoi passi: “Abbiamo letto le petizioni. Abbiamo letto i messaggi. Sappiamo che vorreste #RenewSense8 e anche noi vorremmo #BringBackSense8 per voi“, si legge nella dichiarazione intervallata dagli hashtag usati dai fan in questi giorni. “La ragione per cui ci abbiamo messo molto a rispondervi è che ci abbiamo pensato a lungo e duramente, ma sfortunatamente non possiamo accontentarvi”. Pare proprio che l’addio sia arrivato.
E voi? A quali serie avreste preferito dire addio?

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