L’effetto Fedez e Chiara Ferragni sulla gente

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Se vi andasse di conoscere la ricetta della peperonata alla calabrese, della trippa alla romana, degli spaghetti alla puveriello, non vi servirà saltare da un sito all’altro di cucina. Allo stesso tempo, se vi interessasse avere informazioni documentate sulla barbabietola da zucchero, così come del cetriolo, sull’effetto doppler e su tutto lo scibile umano non dovrete andare a ripescare dalla libreria di casa quella pesantissima e impolveratissima enciclopedia. Non ci sarà bisogno neanche di consultare Wikipedia o di cercare in rete.
Da quando Fedez ha chiesto la mano di Chiara Ferrangni sul palco dell’Arena di Verona in diretta televisiva, radiofonica, Instagram e Facebook, per farsi una cultura su qualsiasi cosa passi per la mente della gente, in Italia, basta leggere i commenti dei lettori sotto gli articoli che parlano delle imminenti nozze tra il rapper italiano e la influencer. E mentre lui canta “ cuore in arresto
favorisca i sentimenti”, la gente commenta:

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Forse perché i due hanno raccontato troppo il loro amore su ogni mezzo di comunicazione, tanto da destare le attenzioni di chi di solito pronuncia la frase: “Ma è tutto finto!”. Sarà per invidia, come ipotizza il Fatto Quotidiano, ma è più probabile che i lettori italiani non tollerino di veder comparire sulla loro home i post dei maggiori quotidiani italiani come “La Repubblica” o il “Corriere della Sera” che, invece di parlare delle elezioni francesi, della guerra in Siria, della partita di baseball a suon di missili tra Corea del Nord, Stati Uniti e Cina, raccontano la storia d’amore tra Fedez e Ferragni.
Sembra che la gente, con giusta ragione, sia stanca di questi articoletti e che questa sia una battaglia verso il giornalismo dei like e delle visualizzazioni. Eppure servono anche quelli ad un giornale per andare avanti e vendere spazi pubblicitari. Un tempo c’erano i gattini, oggi c’è Chiara Ferragni.
I giornali cartacei e gli abbonamenti non si vendono più, i grandi editori hanno fatto investimenti sbagliati e nelle grandi e piccole redazioni sono diventate importanti e spaventose due parole “stato di crisi”: che vuol dire licenziamenti e prepensionamenti, che vuole dire nessuna assunzione, che vuol dire che un collaboratore esterno può scrivere di politica estera con una competenza accademica, può andare nei campi profughi a raccontare storie di frontiera, può raccontare la storia d’amore tra Fedez e Chiara Ferragni, ma il suo articolo varrà sempre 5 euro. Oltretutto c’è un problema: il problema del click!
Quanti di voi nel leggere le notizie sui social si basano solo sul titolo dell’articolo e non aprono il link per leggerlo interamente? Si basa, così, la propria informazione sugli slogan fabbricati da un titolista. Quanti di voi cliccano solo su post riguardanti gattini, gossip e la ricetta della parmigiana di zucchine, senza mai interessarsi alle notizie vere?
Come direbbe Bridget Jones: “cosa ne pensate della situazione in Cecenia?”.
Mi è capitato di leggere commenti che auguravano il rogo ai giornalisti perché in un post di Facebook della rivista MarieClaire, Alen Delon era stato scambiato per Jean Paul Belmondo. Aprendo l’articolo avreste scoperto che si trattava solo di una photo gallery che, probabilmente era stata creata da una persona che si occupa di social media management con l’obbligo di postare un certo numero di post al giorno per non perdere like e visualizzazioni. Non che questa sia una scusante. L’ignoranza non è giustificata!
Però la morte non si augura a nessuno, come diceva mia nonna.
Ma resta la smania di pubblicare e il problema del click.
E così nonostante la laurea, il master in giornalismo, l’esame di stato, i corsi di formazione permanete, se Google trend sostiene che le parole più cliccate del web sono Fedez, Chiara Ferragni, Matrimonio, bene, tu giornalista dovrai scrivere di questi topics, sebbene non ti siano mai piaciute le canzoni di Fedez o se pensi che con le ciabatte di pelliccia della Ferragni quest’inverno a Milano sei morto di freddo.
Il problema del click si può risolvere leggendo veramente i giornali, non solo scorrendo la vostra home di Facebook mentre siete in bagno.
Il problema del click si può risolvere, facendosi qualche domanda, che voi siate lettori, giornalisti o editori.
Nonostante tutto finalmente posso cucinare gli arancini alla siciliana con la vera ricetta letta sotto i commenti di un articolo del Corriere della Sera.

COVER FOTO VIA VANITYFAIR

👰🏼

Un post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data:

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