La bellezza, il queer e le cover girl

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Lo avete notato anche voi?
La maggior parte delle case cosmetiche e delle case di moda, sono sempre più propense a scegliere donne queer come ambasciatrici del marchio. Sarà solo una moda o l’idea di bellezza sta migrando sempre più consapevolmente verso nuovi canoni?
In fin dei conti, un tempo essere androgeni era à la page, ma un queer è bene altro. Wikipedia definisce il queer un soggetto sessualmente, etnicamente o socialmente eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate dalla cultura egemone.
Ma questo vuol dir tutto e non vuole dire nulla.
Ad ogni modo, oggi si fa una gran confusione di definizioni e di sentimenti. Così cercando di capire, la moda ha anche iniziato a sperimentare. A dimostrarlo sono il taglio di capelli di Cara Delevingne e Kristen Stewart, che rappresentano tantissime case cosmetiche e di moda. Allegre, spensierate e cupe. Il loro make up spesso è scuro, i capelli sempre più biondi e sempre più corti e ricordano uno stile Ziggy Stardust di un giovane all’avanguardia David Bowie.
Poi è arrivata la bisessuale, multirazziale pop star Kehlani che ha appena assicurato una partnership con Make Up For Ever. Un colpaccio se si pensa che Kehlani è la prima queer di colore a diventare l’ambasciatrice di un brand di così ampio pubblico.
In questo modo capita che arrivi sulle copertine delle riviste di moda il primo cover boy della storia: si chiama James Charles. è un diciassettenne di Bethlehem, NY e le sue sopracciglia fanno invidia a quelle di Cara Delevingne. James ha appena aperto il suo profilo Instagram e Youtube dove sfoggia i suo make up ed è diventato una star, tanto da trasformarsi in ambasciatore ufficiale del brand Covergirl. Lui non si definisce, non è né un transgender né una drag queen. Ha spiegato di essere semplicemente un ragazzo che si trucca. Secondo me è un ragazzo che si trucca in modo eccezionale.
A segnalare James alla casa cosmetica è stata Zendaya, ex volto di Covergirl, dopo averlo scoperto su Twitter.
Diciamoci la verità, Covergirl in questo modo non ha cambiato solo le carte in tavola anticipando i tempi, ha anche sdoganato il cover boy. Non sono pochi i ragazzi che di nascosto nella loro cameretta si truccano per vedersi più belli, questo non definisce la percezione che loro hanno della loro femminilità o della mascolinità, almeno fino a che non saranno decisi a farlo loro stessi.
Dallo stesso canto si spera che la scelta delle case di moda non ricada su un testimonial piuttosto che su un altro in base alle loro tendenze o al loro essere diversi.
Come ha dichiarato Patricia Velasquez: “ho sempre pensato che non mi dessero il lavoro perché sono gay”. La top model degli anni 90, infatti, ha dichiarato la sua omosessualità solo nel 2015. In passato ha calcato le passerelle indossando abiti di Chanel, Gucci, Versace, Dolce & Gabbana e Carolina Herrera, oggi sceglie di essere dichiaratamente queer-friendly, posando per Covergirls, L’Oréals, Pantenes e Allures, per arrivare al più vasto mercato possibile.
Un tempo i grandi marchi non prendevano neanche in considerazione donne queer o di diverse etnie come loro ambasciatrici, quasi pensassero di non avere nulla da proporre a queste donne.
Oggi invece brand come Chanell stanno cercando di diventare più inclusivi con le assunzione di modelli e ambasciatori come Kristen Stewart, Cara Delevingne e i fratelli Willow e Jaden Smith.
Insomma forse si, i canoni della bellezza stanno cambiando o forse le richieste di un pubblico sempre in fermento ha fatto si che le cose cambiassero.

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